da www.altravoce.net
giovedì 6 Novembre 2008
L'Uomo nuovo nel Nuovo Mondo
Non solo il sogno Usa che si realizza
ma l'inizio di una futura umanità
di Giulio Angioni
Lasciatemi essere commosso e felice, almeno oggi, per qualche ora, con speranza e fiducia. Non mi dite ingenuo, esagerato, imprudente. A domani i distinguo, la prudenza, la vigilanza e la lucidità. Oggi sono e voglio essere commosso e felice.
Chi ha anche solo una volta in vita sua patito un'ombra di discriminazione per il suo aspetto, la sua provenienza, le sue convinzioni, il suo stato, può capire ed essere dei nostri oggi al mondo, miliardi commossi e felici.
Per qualche ora lasciatemi essere entusiasta, condivisore di sogni, compreso anche il sogno americano, che si allarga a essere sogno dell'umanità, almeno per un giorno, per qualche ora, gli occhi umidi come il mio fratello degli slums di Nairobi, di Harlem, del Cairo...
Lasciatemi essere commosso e felice per questa cosa incredibile fino a qualche decennio fa: un uomo figlio di un africano e di una europea, cioè il risultato dell'unione più esecrabile agli occhi di tutti i razzismi dei secoli passati, il meticcio, il mulatto, la mescolanza spesso illegale, che viene eletto da milioni a essere l'uomo più importante del mondo, in un paese dove ancora quarant'anni fa un altro nero diceva di avere il sogno di vedere un giorno un bimbo bianco e uno nero andare mano nella mano per la strada.
Lasciatemi dire che sì, c'è ancora da sperare nell'uomo. E nel suo infinito farsi e rifarsi.
Lo so che domani dovrò chissà quanto e quante volte distanziarmi, magari deluso, non accettare, protestare anche, per cose che vorrà fare e vorrà che anch'io faccia. Ma oggi ho solo un insperato motivo di essere felice e fiducioso. Molto più che per il cadere di un muro. Molto più che per l'abbattimento di due torri a Manhattan, sento che questa è storia, sento che è il sorgere di un sol dell'avvenire, un inizio di futura umanità, l'inizio chiaro e certo di un modo nuovo di essere uomini diversi ed uguali.
Non mi dite che sto esagerando. Me lo dice forte anche il mio essere pagato per fare l'antropologo, studioso dell'uomo sempre uguale e sempre diverso. Al di là delle sue capacità e delle sue intenzioni, Barack Obama, l'uomo uscito dall'Africa come già l'Umanità alla sua prima origine, è simbolo efficace di un nuovo che chi ha la mia età sa che non era nemmeno immaginabile solo qualche decennio fa.
Non mi dite che esagero. Stanotte, lasciatemelo credere, ho assistito con altri miliardi a molto di più che il risultato del sogno americano, della democrazia americana. E' finalmente a tutto tondo un uomo nuovo che è stato scelto alla guida del mondo, un uomo antropologicamente nuovo come tutti quei tipi di uomini nuovi che nei milioni di anni passati sono sorti nella sua Africa Orientale e si sono sparsi per il mondo. Lasciate che io abbia almeno per qualche ora la certezza di avere visto la notte scorsa L'Uomo Nuovo, Out of Africa, in quella parte del mondo che almeno in questa notte ha meritato interamente il nome di Nuovo Mondo.
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