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  1. #1
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    Predefinito L' ipocrisia padanista sul fenomeno ex-jugoslavia

    Muore nella notte dei tempi la difesa del popolo serbo, davanti ai bombardamenti di Clinton, che portó avanti la Lega prima di pentirsi e tornare nell' ovile del "politically correct", ovvero abbandonare la Serbia al suo ruolo di "cattivo e indifendibile". Peró questo fu solo un momento, ben circoscritto nella storia del leghismo e del padanismo.
    Il padanismo per fortuna, sopravvisse alla definitiva romanizazzione del partito del prode Umberto, uscí e cercó, disperso, ragioni e forza della sua esistenza. Peró, con il partito legga Nord condivise l' oblio steso sulla questione ex-Jugoslavia. Non ho letto, per anni, fino ad oggi, nei vari forum visitati, qualcuno che abbia il coraggio di affrontare il tema. Chi lo fa, si comporta molto "politically correct", evita analisi di fondo, evita prendere posizione.

    La maggior parte dei padanisti, questa é la sensazione che ho, considera le guerre della fue Jugoslavia, come una specie di incidente della Storia, l' abisso dell' umanitá, un non-esempio, un casino inestricabile. Ecco allora che é meglio nei thread, ricordare Bobby Sands (vittima che si immola per la libertá, per tanto impossibile accusarlo di qualche atrocitá) o appoggiare una ETA che ormai telefona alla polizia tre giorni prima di mettere una bomba poco piú che dimostrativa. Con queste affermazioni non voglio togliere credito e meriti a ETA, IRA e altri combattenti per la libertá dei popoli ma voglio sottolineare come il padanismo fugga (volontariamente) confrontarsi con i movimenti di liberazione nazionale piú vicini al suo territorio: Serbia, Bosnia, Croazia, Kosovo.
    Ma peggio ancora (potrei sbagliarmi), mi pare di non aver visto in questo forum un minimo di analisi sulla detenzione di Karadzic, sulla possibilitá che il burattino USA Tadic faccia carte false per consegnare Mladic alla farsa del Tribunale dell' Haya, la morte di Milosevic senza che si sia riusciti a provare mezza accusa...

    Credo che tale atteggiamento faccia parte di un blocco psicologico, storico e culturale: da questo punto di vista noi padanisti non siamo molto diversi dagli itaggliani: siamo "brava gente" o "bbuona gggente". Molti di noi sono convinti che le rivoluzioni sono "buone" e per forza(?) si possono fare pacificamente (non paghiamo le tasse, per esempio), o si ottengono portando in piazza mezzo milione di persone. Noi puntiamo sulla presunta (cosa di cui siamo convinti) debolezza dell' avversario.

    Per fare un esempio pratico; se doamni mettessimo i cavalli di frisia in mezzo all' autostrada, impedissimo che i tir arrivino in meridione, impedissimo che le nostre tasse arrivino ai comuni del sud, credete che lá resterebbero a piangere? Credete che i giornali che si stampano a Malano e altre cittá del Nord tacerebbero? Credete che polizia ed esercito farebbero finta di nulla? Chi difenderebbe quei cavalli di frisia? Come? A mani nude? E se la polizia spara?

    Queste domande se le erano poste croati e sloveni, e per prevenire, si erano armati e psicologicamente erano disposti ad affronatre quello che sarebbe successo. I serbi, dietro la cortina di fumo di una unitá nazionale da difendere, puntavano allo stesso obbiettivo, come i bosniaci.

    E noi? Siamo ancora troppo "politically correct" per poter ottenere la nostra libertá.

    Wotan-Paolo

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  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Wotan Visualizza Messaggio
    Muore nella notte dei tempi la difesa del popolo serbo, davanti ai bombardamenti di Clinton, che portó avanti la Lega prima di pentirsi e tornare nell' ovile del "politically correct", ovvero abbandonare la Serbia al suo ruolo di "cattivo e indifendibile". Peró questo fu solo un momento, ben circoscritto nella storia del leghismo e del padanismo.
    Il padanismo per fortuna, sopravvisse alla definitiva romanizazzione del partito del prode Umberto, uscí e cercó, disperso, ragioni e forza della sua esistenza. Peró, con il partito legga Nord condivise l' oblio steso sulla questione ex-Jugoslavia. Non ho letto, per anni, fino ad oggi, nei vari forum visitati, qualcuno che abbia il coraggio di affrontare il tema. Chi lo fa, si comporta molto "politically correct", evita analisi di fondo, evita prendere posizione.

    La maggior parte dei padanisti, questa é la sensazione che ho, considera le guerre della fue Jugoslavia, come una specie di incidente della Storia, l' abisso dell' umanitá, un non-esempio, un casino inestricabile. Ecco allora che é meglio nei thread, ricordare Bobby Sands (vittima che si immola per la libertá, per tanto impossibile accusarlo di qualche atrocitá) o appoggiare una ETA che ormai telefona alla polizia tre giorni prima di mettere una bomba poco piú che dimostrativa. Con queste affermazioni non voglio togliere credito e meriti a ETA, IRA e altri combattenti per la libertá dei popoli ma voglio sottolineare come il padanismo fugga (volontariamente) confrontarsi con i movimenti di liberazione nazionale piú vicini al suo territorio: Serbia, Bosnia, Croazia, Kosovo.
    Ma peggio ancora (potrei sbagliarmi), mi pare di non aver visto in questo forum un minimo di analisi sulla detenzione di Karadzic, sulla possibilitá che il burattino USA Tadic faccia carte false per consegnare Mladic alla farsa del Tribunale dell' Haya, la morte di Milosevic senza che si sia riusciti a provare mezza accusa...

    Credo che tale atteggiamento faccia parte di un blocco psicologico, storico e culturale: da questo punto di vista noi padanisti non siamo molto diversi dagli itaggliani: siamo "brava gente" o "bbuona gggente". Molti di noi sono convinti che le rivoluzioni sono "buone" e per forza(?) si possono fare pacificamente (non paghiamo le tasse, per esempio), o si ottengono portando in piazza mezzo milione di persone. Noi puntiamo sulla presunta (cosa di cui siamo convinti) debolezza dell' avversario.

    Per fare un esempio pratico; se doamni mettessimo i cavalli di frisia in mezzo all' autostrada, impedissimo che i tir arrivino in meridione, impedissimo che le nostre tasse arrivino ai comuni del sud, credete che lá resterebbero a piangere? Credete che i giornali che si stampano a Malano e altre cittá del Nord tacerebbero? Credete che polizia ed esercito farebbero finta di nulla? Chi difenderebbe quei cavalli di frisia? Come? A mani nude? E se la polizia spara?

    Queste domande se le erano poste croati e sloveni, e per prevenire, si erano armati e psicologicamente erano disposti ad affronatre quello che sarebbe successo. I serbi, dietro la cortina di fumo di una unitá nazionale da difendere, puntavano allo stesso obbiettivo, come i bosniaci.

    E noi? Siamo ancora troppo "politically correct" per poter ottenere la nostra libertá.

    Wotan-Paolo

    Beh, che gli indipendentisti lombardi non abbiano preso posizione sui problemi della ex-Jugoslavia mi sembra ingeneroso,,,
    Abbiamo preso posizione, eccome, con il relativo fardello di critiche....








  3. #3
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    bha..io proprio qualche giorno fa ho seguito su rpl nella trasmissione di cainarca proprio un bellissimo speciale pro serbi del kosovo.
    contro i bombardamenti nato e contro l'uck

  4. #4
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    Io forumisti Padani sono degli amici autentici della Serbia ed io mi intendo molto su questa tema.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Wotan Visualizza Messaggio
    Muore nella notte dei tempi la difesa del popolo serbo, davanti ai bombardamenti di Clinton, che portó avanti la Lega prima di pentirsi e tornare nell' ovile del "politically correct", ovvero abbandonare la Serbia al suo ruolo di "cattivo e indifendibile". Peró questo fu solo un momento, ben circoscritto nella storia del leghismo e del padanismo.
    Il padanismo per fortuna, sopravvisse alla definitiva romanizazzione del partito del prode Umberto, uscí e cercó, disperso, ragioni e forza della sua esistenza. Peró, con il partito legga Nord condivise l' oblio steso sulla questione ex-Jugoslavia. Non ho letto, per anni, fino ad oggi, nei vari forum visitati, qualcuno che abbia il coraggio di affrontare il tema. Chi lo fa, si comporta molto "politically correct", evita analisi di fondo, evita prendere posizione.

    La maggior parte dei padanisti, questa é la sensazione che ho, considera le guerre della fue Jugoslavia, come una specie di incidente della Storia, l' abisso dell' umanitá, un non-esempio, un casino inestricabile. Ecco allora che é meglio nei thread, ricordare Bobby Sands (vittima che si immola per la libertá, per tanto impossibile accusarlo di qualche atrocitá) o appoggiare una ETA che ormai telefona alla polizia tre giorni prima di mettere una bomba poco piú che dimostrativa. Con queste affermazioni non voglio togliere credito e meriti a ETA, IRA e altri combattenti per la libertá dei popoli ma voglio sottolineare come il padanismo fugga (volontariamente) confrontarsi con i movimenti di liberazione nazionale piú vicini al suo territorio: Serbia, Bosnia, Croazia, Kosovo.
    Ma peggio ancora (potrei sbagliarmi), mi pare di non aver visto in questo forum un minimo di analisi sulla detenzione di Karadzic, sulla possibilitá che il burattino USA Tadic faccia carte false per consegnare Mladic alla farsa del Tribunale dell' Haya, la morte di Milosevic senza che si sia riusciti a provare mezza accusa...

    Credo che tale atteggiamento faccia parte di un blocco psicologico, storico e culturale: da questo punto di vista noi padanisti non siamo molto diversi dagli itaggliani: siamo "brava gente" o "bbuona gggente". Molti di noi sono convinti che le rivoluzioni sono "buone" e per forza(?) si possono fare pacificamente (non paghiamo le tasse, per esempio), o si ottengono portando in piazza mezzo milione di persone. Noi puntiamo sulla presunta (cosa di cui siamo convinti) debolezza dell' avversario.

    Per fare un esempio pratico; se doamni mettessimo i cavalli di frisia in mezzo all' autostrada, impedissimo che i tir arrivino in meridione, impedissimo che le nostre tasse arrivino ai comuni del sud, credete che lá resterebbero a piangere? Credete che i giornali che si stampano a Malano e altre cittá del Nord tacerebbero? Credete che polizia ed esercito farebbero finta di nulla? Chi difenderebbe quei cavalli di frisia? Come? A mani nude? E se la polizia spara?

    Queste domande se le erano poste croati e sloveni, e per prevenire, si erano armati e psicologicamente erano disposti ad affronatre quello che sarebbe successo. I serbi, dietro la cortina di fumo di una unitá nazionale da difendere, puntavano allo stesso obbiettivo, come i bosniaci.

    E noi? Siamo ancora troppo "politically correct" per poter ottenere la nostra libertá.

    Wotan-Paolo
    L' ipocrisia padanista sul fenomeno ex-jugoslavia

    PADANA, non padanista.

  6. #6
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    Mi saró spiegato male. Quando mi riferisco a "ipocrisia" intendo non tanto l' adesione a certe posizioni uscite dalle guerre ex-jugoslave (filoserbi, filocroati, filosloveni). Non dubito che molti padani-padanisti o padani e basta simpatizzino con la causa serba e siano contro l' indipendenza del Kossovo ma ho l' impressione che sia una adesione, seppur sincera, che al tempo stesso condanna la politica che l' Armata popolare, i cetnici, Arkan, Milosevic, Karadzic, Martic han portato avanti. Ovvero: viva la Serbia peró che orrore i massacri, e che orrore i loro strateghi, quasi che la lotta serba per piegare il Kossovo si fosse potuta evitando "gli eccessi". In tal senso ho visto molti cartelli che dicevano "Il Kossovo é Serbia", peró non ne ho visto neppure uno che chiedeva la libertá di Milosevic o ultimamente di Karadzic. Mi rendo conto che prendere le difese di certi personaggi é difficile, ma limitarsi ha un ideale simpatia verso il sacro diritto della Serbia a non essere mutilata della terra che é la culla della sua cultura, sorvolando per cosí dire, sui figuri che lottarono in quella guerra, é un po' come idealizzare uno slogan, seppur sentito e convinto, svincolandosi dalla realtá fattuale degli eventi storici, si chiamino essi massacri o pulizia etnica. Tutto quá.

    Wotan

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Wotan Visualizza Messaggio
    Mi saró spiegato male. Quando mi riferisco a "ipocrisia" intendo non tanto l' adesione a certe posizioni uscite dalle guerre ex-jugoslave (filoserbi, filocroati, filosloveni). Non dubito che molti padani-padanisti o padani e basta simpatizzino con la causa serba e siano contro l' indipendenza del Kossovo ma ho l' impressione che sia una adesione, seppur sincera, che al tempo stesso condanna la politica che l' Armata popolare, i cetnici, Arkan, Milosevic, Karadzic, Martic han portato avanti. Ovvero: viva la Serbia peró che orrore i massacri, e che orrore i loro strateghi, quasi che la lotta serba per piegare il Kossovo si fosse potuta evitando "gli eccessi". In tal senso ho visto molti cartelli che dicevano "Il Kossovo é Serbia", peró non ne ho visto neppure uno che chiedeva la libertá di Milosevic o ultimamente di Karadzic. Mi rendo conto che prendere le difese di certi personaggi é difficile, ma limitarsi ha un ideale simpatia verso il sacro diritto della Serbia a non essere mutilata della terra che é la culla della sua cultura, sorvolando per cosí dire, sui figuri che lottarono in quella guerra, é un po' come idealizzare uno slogan, seppur sentito e convinto, svincolandosi dalla realtá fattuale degli eventi storici, si chiamino essi massacri o pulizia etnica. Tutto quá.

    Wotan

    Per quanto riguarda il Fronte Lombardia penso non ci siano remore nell'affrontare con occhio disincantato tutto quello che avvenne in quei territori e i personaggi che agirono su quello scenario.
    Lo comprova la presenza, tanto criticata, del futuro Segretario del Fronte e di quello che sarebbe diventato il nucleo fondatore ai funerali di Milosevic ed i rapporti intrattenuti con il SRS.
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=352206

    Anche pochi mesi fa, ed in ambito un po' piu' "soft", abbiamo preso posizione contro il linciaggio sportivo attuato nei confronti del nuotatore serbo Cavic, perseguitato poiche' fiero rappresentante della lotta del suo Popolo
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=417706



    INDIPENDENZA

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda il Fronte Lombardia penso non ci siano remore nell'affrontare con occhio disincantato tutto quello che avvenne in quei territori e i personaggi che agirono su quello scenario.
    Lo comprova la presenza, tanto criticata, del futuro Segretario del Fronte e di quello che sarebbe diventato il nucleo fondatore ai funerali di Milosevic ed i rapporti intrattenuti con il SRS.
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=352206

    Anche pochi mesi fa, ed in ambito un po' piu' "soft", abbiamo preso posizione contro il linciaggio sportivo attuato nei confronti del nuotatore serbo Cavic, perseguitato poiche' fiero rappresentante della lotta del suo Popolo
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=417706



    INDIPENDENZA
    Non lo sapevo. E colgo questa notizia con vero piacere, felice di vedere che in ambito autonomista/secessionista esiste ancora, seppur tra difficili e comprensibili traversie di ordine morale (difendere l' SRS non é cosa da poco), la coerenza.

    Wotan

    Woatn

 

 

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