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    Articolo di Oneto: Tutti federalisti, nessun federalista

    Vi faccio un copia-incolla di questo articolo di Gilberto Oneto, apparso su l'Opinione di qualche giorno fa:

    LA PRECARIA UNITA' ITALIANA è STATA PRESERVATA DAL POTERE CON LE ARMI E CON IL
    MODELLO EDUCATIVO

    Tutti federalisti, nessuno federalista
    di Gilberto Oneto

    Come sempre le analisi di Romano Bracalini sono impietose ma precise. Ha
    ragione quando sostiene che in Italia la ricetta federalista è di applicazione
    tanto difficile da diventare impossibile. E non solo perché ai detentori del
    potere di questo Paese le cose stanno bene così e non hanno nessuna voglia di
    cambiarle. In realtà lo Stato italiano è centralista perché non avrebbe potuto
    e non potrebbe essere altrimenti per tenere assieme realtà così diverse e per
    nulla complementari. In pochi nelle vicende risorgimentali avevano le idee
    chiare: Giuseppe Mazzini sapeva che non si poteva costruire altro che una
    struttura giacobina accentratissima, e Carlo Cattaneo, che era profondamente
    convinto della bontà dei sistemi federalisti costruiti solo – e si riferiva
    essenzialmente alla Lombardia e dintorni – su entità compatibili. Era stato a
    Napoli una sola volta, durante la dittatura garibaldina, e se ne era tornato
    sconsolato. Anni fa Sergio Romano ha pubblicato un breve studio nel quale
    analizzava come la precaria unità italiana era stata preservata da due diverse
    espressioni del potere: quelli che la mantenevano con il ferro e con il fuoco,
    e quelli che puntavano di più sull’educazione e sulla imposizione più o meno
    forzata di una identità artificiale. Ai primi dobbiamo le guerre patriottiche,
    il generale Fiorenzo Bava Beccaris, le avventure coloniali e poi il fascismo e
    le inique sanzioni.

    Agli altri l’italianizzazione nelle scuole e nelle caserme, il libro Cuore e
    – nel secondo dopoguerra - la televisione. Oggi neppure più le spedizioni in
    Iraq sollevano lo spirito patriottico e a poco serve anche la chiamata a
    raccolta contro l’invasione extracomunitaria: il confronto con diversi-più-
    diversi non ha fatto dimenticare ai cittadini italiani le loro differenze.
    Neppure la nazionale di calcio e gli inni cantati sui podi olimpici servono più
    a molto. Si è tentata la carta dell’Europa: un nuovo grande contenitore che
    avrebbe reso ininfluenti e diluito tutte le differenze interne in nome di un
    patriottismo ancora più grande. L’impresa è naufragata nella burocrazia
    brussellese, nella lunghezza dei cetrioli e nel diametro dei pompelmi. L’unico
    sicuro collante unitario rimasto è così l’acquisto del consenso, il
    “patriottismo del 27 del mese”, la ridistribuzione dei quattrini sottratti ai
    contribuenti a legioni di cittadini che “vivono di Italia”, di pensioni, di
    invalidità, di stipendi pubblici, incarichi e consulenze e di prebende
    collegate alla politica. Insomma la casta e i suoi clientes: una massa enorme
    di persone che senza il centralismo sarebbe costretta a trovarsi un lavoro. Una
    riforma fiscale seria, un vero rafforzamento delle autonomie fanno su costoro
    lo stesso effetto della luce sui vampiri e siccome sono tanti e – soprattutto –
    controllano gran parte dei mezzi di comunicazione, dei centri di potere e di
    manipolazione dell’opinione pubblica c’è da scommettere che il federalismo non
    arriverà mai. Ma si devono difendere dalle richieste del popolo che lavora,
    devono dare una parvenza di rispetto della volontà popolare.

    E allora – secondo un consumato italico copione - sono diventati tutti
    federalisti e hanno cominciato a chiamare federalismo tutto quello che gli
    capita sotto mano. Si richiede a gran voce una riforma? Per cominciare sono
    ricorsi alle aggettivazioni di cui il federalismo vero non ha bisogno. L’hanno
    chiamato fiscale e poi – non poteva essere altrimenti – solidale. Un
    pastrocchio lessicale molto italico, come le convergenze parallele. Come dire
    che ciascuno è libero di lavorare ma non è padrone dei frutti che produce. E’
    come in una famiglia dove qualcuno lavora e qualcuno no: col federalismo chi
    non lavora non riceverebbe più pasti gratis e sarebbe costretto a darsi da
    fare, col “federalismo fiscale” che ci si vuole propinare si chiede ai
    fannulloni di mangiare solo porzioni calcolate sull’appetito medio dei
    commensali. E poi si vedrà. E’ un federalismo alla Agazio Loiero, del tipo
    “quel che è mio è mio, e quel che è tuo è nostro”.

    •   Alt 

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    http://www.opinione.it/pages.php?dir...08&id_art=7851

    Questo il link, onde evitare la chiusura del 3d.

  3. #3
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    Qualunque cosa dica Oneto, il federalismo verrà. Non solo in questo dannato paese, ma nel mondo. Verrà perché è una legge di natura. E' solo questione di tempo. Sarà la forza delle cose a costringere le persone ed i popoli ad effettuare scelte COERENTI con le leggi di natura e solo il federalismo è la teoria dell'ordine sociale coerente con l'ordine di tutte le società che la NATURA ha creato; compreso quello che riguarda la specie umana. Si tratta solo di seminare i semi giusti e lui potrebbe fare molto in questo senso. Ne ha le capacità ed i mezzi. Non capisco perché dica cose tanto sensate e ben scritte e non ne sappia trarre le debite conseguenze. Non so chi abbia attribuito a Pericle questa frase: "la libertà è il coraggio", ma so che è vera.

  4. #4
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    Predefinito Tutti federalisti, nessun federalista

    Grazie Berghem per il thread. Te gh'è reson. Qui però vorrei evidenziare - per tutti - questa frase, GIUSISSIMA!

    "LA PRECARIA UNITA' ITALIANA è STATA PRESERVATA DAL POTERE CON LE ARMI E CON IL MODELLO EDUCATIVO"
    (che vuol dire scuola e media che fanno la realtà)

  5. #5
    tra Baltico e Adige
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    Oneto ha ragione,alla fine questo paese rimane unito solo per paura(paura non terrore,intendiamoci).
    La paura meridionale di rimanere senza stipendio,loro campano praticamente solo di stato,lo sanno e sono patriottici solo per questo,per convenienza.
    La paura settentrionale che la secessione porti a una guerra o alla distruzione dell'economia,noi almeno siamo meno ipocriti abbiamo "paura"ma non facciamo finta di essere patriottici.
    Il risultato è un paese formato come minimo da due popoli,che non si stimano ma continuano a stare uniti senza amarsi.

    In 1984 si diceva:la realtà è nella testa delle persone,più gente crede a una cosa,più questa è reale.(pressapoco)

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da paulus Visualizza Messaggio
    Qualunque cosa dica Oneto, il federalismo verrà. Non solo in questo dannato paese, ma nel mondo. Verrà perché è una legge di natura. E' solo questione di tempo. Sarà la forza delle cose a costringere le persone ed i popoli ad effettuare scelte COERENTI con le leggi di natura e solo il federalismo è la teoria dell'ordine sociale coerente con l'ordine di tutte le società che la NATURA ha creato; compreso quello che riguarda la specie umana. Si tratta solo di seminare i semi giusti e lui potrebbe fare molto in questo senso. Ne ha le capacità ed i mezzi. Non capisco perché dica cose tanto sensate e ben scritte e non ne sappia trarre le debite conseguenze. Non so chi abbia attribuito a Pericle questa frase: "la libertà è il coraggio", ma so che è vera.
    Anche la fine del mondo come il federalismo prima o dopo verrà...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Oneto ha ragione,alla fine questo paese rimane unito solo per paura(paura non terrore,intendiamoci).
    La paura meridionale di rimanere senza stipendio,loro campano praticamente solo di stato,lo sanno e sono patriottici solo per questo,per convenienza.
    La paura settentrionale che la secessione porti a una guerra o alla distruzione dell'economia,noi almeno siamo meno ipocriti abbiamo "paura"ma non facciamo finta di essere patriottici.
    Il risultato è un paese formato come minimo da due popoli,che non si stimano ma continuano a stare uniti senza amarsi.
    quoto, fino che la pancia è piena i popoli PadanoAlpini andranno avanti a tollerare tutto lo schifo itagliota e la costante umiliazione culturale solo per paura

  8. #8
    tra Baltico e Adige
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    La domanda è:e se a distruggere l'economia ci penserà la crisi economica?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da MirkoPNE Visualizza Messaggio
    Anche la fine del mondo come il federalismo prima o dopo verrà...
    Pressappoco come quello che pensi tu.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    La domanda è:e se a distruggere l'economia ci penserà la crisi economica?
    Potrebbe essere un'ottima occasione per il federalismo. Ma perderà ancora una volta, perché il federalisti sono divisi e non dispongono dei mezzi di comunicazione per farlo conoscere alla massa.

 

 

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