Mi preme particolarmente esprimere un personale parere su Barak Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti, il quale pare essere osannato anche da chi solo fino a ieri considerava gli USA come una realtà guerrafondaia, globalizzatrice ed imperialista per eccellenza.
Cosa cambia realmente Obama, a mio parere? Cambia la considerazione che l'intero pianeta ha nei confronti degli USA, e non so fino a che punto ciò sia positivo. A maggior ragione adesso che stiamo entrando in una crisi planetaria di cui abbiamo realmente paura, ed a maggior ragione se contiamo che questo mondo ateo, privo di ogni certezza e affidato all'instabilità ed alla precarietà non trova un basamento immobile su cui stabilizzarsi – che è ciò di cui l’umanità ha sempre avuto bisogno, ovvero qualcosa di invariabile su cui stare in piedi stabilmente – appare un pericolo reale il basarsi su un uomo come Obama che, proprio in quanto ‘uomo’, non può rispondere a tali ricercate caratteristiche. Subentra, inoltre, il fattore ‘razzistico’, e arrivo subito a spiegarmi per non creare malintesi: l’essere uomo di colore di Obama appare come una rivalsa per tutta la popolazione ‘nera’, ed anche una massima espressione di democrazia ormai antirazzista, negli USA come nel mondo… ma siamo certi che sia davvero così? Ho sentito che, all’indomani della sua elezione, i giornali americani si sono risparmiati dal fare della satira sul neo-presidente per non essere accusati di razzismo. Ciò non è che un indice, a mio parere ed al contrario, di assoluto razzismo, un razzismo che si manifesta (ma il cui contenuto è pur sempre razzistico) paradossalmente in maniera oppositiva rispetto a quello di orribile odio cui siamo sempre stati abituati. Proprio per questo temo Obama: perché, satira a parte, si ritrova potenzialmente libero da determinati vincoli e critiche che, se addossategli, potrebbero apparire ‘razziste’, anche quando sarebbe legittimo avanzare delle critiche che non perché il colore della pelle è un po’ più ‘abbronzato’ (ogni riferimento alla battuta NON è puramente casuale…) non dovrebbero essergli addossate.
Obama, insomma, non rispecchia solo la fiducia mondiale… ma la ‘fede’ mondiale, fede in un uomo su cui si spera troppo, un uomo idealizzato che in questo modo porta in sé un potere davvero spaventoso, ben più grande di quello che detenevano i suoi predecessori. Ed il potere, si sa, è una gran brutta ‘bestia’.