LE NOSTRE IDEE SULLA GIUSTIZIA E SULLA SUA AMMINISTRAZIONE
Chi spontaneamente, senz'esservi costretto,
si comporta con giustizia, non sarà infelice,
né mai lo coglierà totale rovina. (Eschilo)
In tempi men leggiadri e più feroci
i ladri si appendevano alle croci.
In tempi men feroci e più leggiadri
si appendono le croci in petto ai ladri.
(F. Cavallotti)
Ci adoperiamo per difendere una reale indipendenza ed autonomia dei tribunali dai poteri esecutivo e legislativo, assicurando allo stesso tempo il raggiungimento di standard di efficienza maggiori e l’ aumento della sicurezza dei cittadini.
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PROCESSI E GIUDICI
Di fronte agli inquietanti fatti avvenuti negli ultimi quindici anni, caratterizzati da un generale scadimento delle condizioni di efficienza e di celerità dell’amministrazione giudiziaria nel suo complesso e di quella penale in particolare riteniamo evidente la necessità di modifiche drastiche all’ordinamento concreto e teorico dell’Ordine Giudiziario in Italia.
Riguardo i magistrati vediamo come grandemente opportuna la separazione delle carriere tra inquirenti e giudicanti.
Devono essere altresì ripensati totalmente i criteri di reclutamento, formazione e aggiornamento dei nostri magistrati, come la totale abolizione di tutte le protezioni di casta di cui adesso godono.
Il Concorso Unico si è dimostrato un fallimento in un’epoca in cui da tutti si esigono specializzazione, flessibilità e diversificazione.
La Carriera tutelata ed automatica, largamente basata su scatti di carriera e posizioni inamovibili deve essere abbandonata in favore di giudizi di merito motivati e verificabili.
Ove sia accertata una condotta incongrua o offensiva dei diritti dei cittadini, un membro della Magistratura deve essere licenziabile esattamente come un comune impiegato.
Primo passo per ottenere questo scopo la reale attuazione della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, rimasta di fatto lettera morta. Se necessario tramite la creazione di una apposita sezione della magistratura, completamente separata dai giudici e dai PM, sorta di Disciplinare autonoma e sovrana sulla materia.
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POLITICI E GIUDICI
A tutela della reale indipendenza dei magistrati e della loro netta separazione dalla politica, come a tutela della politica dalle continue incursioni polemiche di magistrati a caccia di facile fama, proponiamo una netta divisione tra le attività dei due poteri dello Stato.
A nessun magistrato verrà consentito esprimere giudizi scritti o verbali sulle azioni della politica se non espressamente richiesto e previsto dalla legge.
Allo stesso modo, agli esponenti della politica verrà fatto divieto di interferire nella attività quotidiana della magistratura o negli atti giudiziari. La violazione reiterata di tale norma comporterebbe l’immediata espulsione del magistrato dall’ordine di appartenenza e la sospensione della carica ricoperta per il politico colto nello stesso atteggiamento.
-PER UNA REVISIONE DELLE CONCEZIONI E DELLE PROCEDURE
La giustizia deve essere rigida e parere clemente. Il buon chirurgo con pietose parole conforta l'ammalato, mentre con mano sicura, e che pietà non trattiene, ne taglia le membra. (Vilfredo Pareto)
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Riformulazione dei Codici di Diritto Penale e Civile
Proponiamo una riformulazione urgente dei diritti civile e penale e dei rispettivi codici di procedura, per giungere ad un sistema rinnovato composto di sanzioni volte alla tutela dei beni giuridici e della comunità, escludendo peraltro il perseguimento di comportamenti sulla sola base della loro contrarietà agli atti e agli obiettivi del Governo in quanto tali.
Vediamo come necessaria una opera di sfoltimento drastico e di semplificazione delle leggi ordinarie da affiancare alla revisione dei codici per limitare al massimo le possibilità di confusioni tra normative confliggenti e ridurre al minimo la possibilità di diverse interpretazioni della materia da parte degli organi chiamati al giudizio.
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Certezza della Pena e Depenalizzazione
Va evitata e combattuta la crescente tendenza alla banalizzazione del crimine come conseguenza di questioni sociali, da risolvere con l’azione del governo e degli enti statali.
La Depenalizzazione indiscriminata, frutto di una stagione ormai trascorsa di semplificazioni sociologiche, va ridotta e circoscritta a ristretti ambiti, ed escludendone a priori tutti i reati con rilevanza penale.
In questo ambito rimaniamo sfavorevoli anche alla prassi attuale che tende ad escludere la piena punibilità di reati compiuti da minorati di mente. Ad essi deve essere inflitto il necessario castigo, naturalmente con le dovute cautele e cure riservate alla condizione particolare del reo.
Non siamo contrari ad allargare la possibilità di espiazione della pena attraverso l’utilizzo massiccio dei lavori socialmente utili come punizione per reati meno gravi, che non siano motivo di allarme sociale.
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Obbligatorietà dell’Azione Penale
Onde rafforzare la lotta a determinate fattispecie di crimini e delitti di particolare gravità sociale, non sarebbe da scartare anche l’abbandono della norma che impone l’obbligatorietà dell’azione penale, giustissima dal punto di vista teorico ma oramai insostenibile da quello pratico.
Un giudice posto di fronte ad una massa di 500 processi generati da questa norma, ben sapendo non poter affrontarne umanamente che la metà, non sarà di fatto obbligato ad abbandonare alla sua discrezionalità personale la gestione del suo carico pendente?
Da una norma inapplicata ed inapplicabile nel concreto deriva quella che illustri giuristi hanno definito la Dittatura di Fatto dei PM……Forse è il caso di passare ad un sistema diverso, non credete?
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Esenzioni e Privilegi
Tutte le esenzioni e i privilegi di cui alcune categorie godono tuttora, e ci riferiamo a militari, magistrati e funzionari pubblici in particolare devono cessare. Se possibile le punizioni per chi infrange il giuramento di di fedeltà e di servizio ai cittadini dovrebbero essere maggiori, non minori o assenti di fatto.
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Prescrizione
Siamo favorevoli ad una riduzione sostanziale del ricorso alla prescrizione nella materia penale ed ad un suo forte rafforzamento nelle materie civile e fiscale.
Difendiamo il diritto di ognuno a una amministrazione della giustizia che sia veloce, priva di pregiudizi e che si mantenga libera da preconcetti di natura politica.
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Misure Cautelari e Libertà su Cauzione
Riteniamo ingiusta la tendenza al ricorso a misure cautelari da parte dei PM se esse precedono il primo grado di giudizio e si prolungano al solo scopo di favorire o ottenere rivelazioni da parte degli indagati.
Pertanto siamo favorevoli ad una limitazione di tale condotta e a sanzioni nei confronti di quei magistrati che se ne servano.
A nostro avviso la pena deve essere finalizzata al recupero alla società del reo, ma anche alla completa indennizzazione morale e materiale delle vittime. Il lavoro in carcere deve essere pertanto sostenuto ed incentivato allo scopo di conseguire con un solo atto entrambi i fini.
2-6 Considerazioni sull’appellabilità della condanna
Dopo una attenta analisi, siamo favorevoli alla possibilità di introdurre una normativa simile a quella statunitense, che vieta la possibilità dell’appello all’accusa dopo una assoluzione in primo grado nei processi penali.
Da tale nuovo ordinamento della materia processuale penale dovrebbero essere esclusi esplicitamente i reati riguardanti il terrorismo, quelli relativi a delitti di crimine organizzato, e ogni forma di reato a sfondo sessuale.
Per contro siamo decisamente favorevoli ad applicare con la massima durezza una legislazione che consentisse l’immediata restrizione della libertà personale anche in caso di mancata flagranza e di una sentenza assolutiva per i reati esclusi dalla normativa precedente.