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  1. #1
    Mai l'altra guancia
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    Arrow "La Costituzione non è una macchina". Ortodossia ed originalità nell'interpretazione.

    Esprimo i miei ringraziamenti a quanti hanno voluto contribuire alla mia elezione.
    A tutti indico quella che sarà la mia via durante i prossimi mesi, fatta di terra, polvere, sangue, pietre. Quella terra battuta dai nostri Padri, la polvere mangiata dai nostri nonni, quel sangue versato da troppi, le tante pietre con le quali hanno lastricato il nostro presente. E penso al futuro.

    Riprendo un mio thread del giugno scorso, e lo indico di seguito.
    Ancora una volta, ne faccio mia ogni parola condannando, con il Presidente Fini, il nazifascismo come male assoluto.

    Quella Costituzione, tuttavia, non può essere questa.
    Come questa non potrà essere quella di domani.
    Essa è qualcosa di vivo, che parte dal testo e si innesta nel quotidiano.
    Nel momento in cui un Paese decide di darsi una Costituzione, c'è da chiedersi quale sia la fiducia nella capacità di evoluzione e maturazione di questo. Da ciò dipende l'interpretazione di una Carta Costituzionale, la decisione di attenersi al significato del testo oppure indovinare le volontà espresse con quello.
    Moderazione e rinvio a tempi futuri di riscritture, modifiche dall'alto, imposte dai Giudici, oppure dal basso, proposte dai cittadini. Anche in questo credo che la ragionevolezza stia nel mezzo, favorita da scambi reciproci, su più fronti e numerosi, come gli errori, pazienza, spirito propositivo e non impositivo. Tolleranza.
    Per evitare che la Costituzione considerata viva possa modificarsi in modo tale ed a tal punto da morire.

    E' per questo che ho accettato la candidatura. Il mio desiderio è quello di consegnare a chi ci seguirà qualcosa di forte, energico, scattante, al passo con i tempi. E non dei rami secchi.


    Il 26gennaio 1955, ad iniziativa di un gruppo di studenti universitari e medi, fu organizzato a Milano, nel salone degli affreschi della Società Umanitaria, un ciclo di conferenze sulla Costituzione italiana. Il corso venne inaugurato e concluso da Piero Calamandrei. Ecco un estratto dell’introduzione al corso.
    L’art. 34 dice: “i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice cosi: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la forma contenuta nell’articolo primo “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica. Una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia solo un’uguaglianza di diritto è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini che siano messi a contribuire in questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la Società. Allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinnanzi!

    E’ stato detto giustamente che le Costituzioni sono delle polemiche, che negli articoli delle Costituzioni, c’è sempre, anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete la parte della Costituzione che si riferisce ai rapporti civili e politici, ai diritti di libertà, voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate, riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute: quindi polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino, contro il passato. Ma c’è una parte della nostra Costituzione che è una polemica contro il presente, contro la Società presente. Perché quando l’articolo 3 vi dice “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce, con questo, che questi ostacoli oggi ci sono, di fatto, e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo, contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare, attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una Costituzione immobile, che abbia fissato un punto fermo. E’ una Costituzione che apre le vie verso l’avvenire; non voglio dire rivoluzionaria, perché rivoluzione nel linguaggio comune intende qualcosa che sovverte violentemente; ma è una Costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa Società, in cui può accadere che, anche quando ci sono le libertà giuridiche e politiche, siano rese inutili, dalle disuguaglianze economiche e dall’impossibilità, per molti cittadini, di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che, se fosse sviluppata in regime di perequazione economica, potrebbe anch’essa contribuire al progresso della Società. Quindi polemica contro il presente, in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente.
    Però vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui per fortuna, in questo auditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente una vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era un gran burrasca, con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini, impaurito, domanda a un marinaio “ma siamo in pericolo?” e questo dice “secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda”. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe, Beppe”, … “che c’è!” … “se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento affonda” e quello dice “che me ne importa, non è mica mio!”. Questo è l’indifferentismo alla politica.
    E’ così bello e così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è così bello. E’ vero! Ci sono tante belle cose da vedere, da godere oltre che ad occuparsi di politica. E la politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai ricordandovi ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.
    La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario, non sono belli, ma l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno del 1946; questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto delle libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare, dopo un periodo di orrori, di caos: la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta, Perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare, questa opinione della comunità, questo essere padrone di noi, del proprio Paese, della nostra patria, della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro Paese. Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa nostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questa è una delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo.
    Ora vedete, io ho poco altro da dirvi, in questa Costituzione di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli. E a sapere intendere dietro questi articoli, ci si sentono delle voci lontane.

    Quando io leggo: nell’articolo 2 “L’adempimento dei doveri inderogabili, di solidarietà, politica, economica e sociale” o quando leggo nell’articolo 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli”, “la patria italiana in mezzo alle altre patrie”, ma questo è Mazzini! Questa è la voce di Mazzini. O quando io leggo nell’articolo 8: “Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour! O quando io leggo nell’articolo 5 “La Repubblica, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo! O quando nell’articolo 52 io leggo, a proposito delle forze armate “L’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”, l’esercito di popolo, e questo è Garibaldi! O quando leggo all’articolo 27 “Non è ammessa la pena di morte”, ma questo, oh studenti milanesi, è Beccaria!


    Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione oh giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta. Quindi quando vi ho detto che questa è una Carta morta: no, non è una Carta morta. Questo è un testamento, un testamento di centomila morti.
    Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un Italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, oh giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
    A fronte dei rigurgiti neofascisti degli ultimi tempi, è bene ribadire certi concetti, con parole chiare, che non lascino adito ad interpretazioni arbitrarie.

    In quella pastoia non si mangerà più. Sarà inutile agitare le acque e pestare i piedi. Dall'alto di quel pozzo ci sarà sempre chi veglierà e vigilerà.
    Lapide ad ignominia
    Lo avrai
    camerata Kesselring
    il monumento che pretendi da noi italiani
    ma con che pietra si costruirà
    a deciderlo tocca a noi.
    Non coi sassi affumicati
    dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
    non colla terra dei cimiteri
    dove i nostri compagni giovinetti
    riposano in serenità
    non colla neve inviolata delle montagne
    che per due inverni ti sfidarono
    non colla primavera di queste valli
    che ti videro fuggire.
    Ma soltanto col silenzio dei torturati
    Più duro d'ogni macigno
    soltanto con la roccia di questo patto
    giurato fra uomini liberi
    che volontari si adunarono
    per dignità e non per odio
    decisi a riscattare
    la vergogna e il terrore del mondo.
    Su queste strade se vorrai tornare
    ai nostri posti ci ritroverai
    morti e vivi collo stesso impegno
    popolo serrato intorno al monumento
    che si chiama
    ora e sempre

    RESISTENZA

    (Calamandrei)

  2. #2
    Super Troll
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    Giudice Zdenek lei però su camera dovra' applicare e interpretare la Costituzione di pol e non altre ossia questa:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=444128
    per il resto anche se non l'ho votata le auguro buon lavoro (che ovviamente potrà cominciare solo quando sarà eletto anche il terzo magistrato)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio

    E' per questo che ho accettato la candidatura. Il mio desiderio è quello di consegnare a chi ci seguirà qualcosa di forte, energico, scattante, al passo con i tempi. E non dei rami secchi.


    ottimo e condivisibile intervento

  4. #4
    Mai l'altra guancia
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    Citazione Originariamente Scritto da c@scista Visualizza Messaggio
    Giudice Zdenek lei però su camera dovra' applicare e interpretare la Costituzione di pol e non altre ossia questa:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=444128
    Sa che non l'avevo mica capito?
    Lei è una rivelazione per me.

    Ribadisco quanto scritto con il post iniziale, che Lei, cronografo alla mano, NON ha potuto di certo leggere per intero.

  5. #5
    Fiamma dell'Occidente
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    non si sa bene che c'entri la costituzione italiana con la costituzione di pol, sono lontanissime fra loro

    in particolare nella costituzione di pol non ci sono molte norme programmatiche, ma principalmente norme già operative da attuare

    ricordo alcune cose che sono legge costituzionale

    Preambolo

    Noi Costituenti, per grazia dell’Amministrazione e volontà del Popolo rappresentanti la Comunità, riconosciamo come presupposti naturali ed inevitabili dell’esistenza della Comunità l’inalienabile Libertà di espressione di ogni individuo che ad essa decida in coscienza di aderire e la disponibilità per questa adesione del dominio di Politica Online e di regole preesistenti e insindacabili certe ed uguali per tutti garantite dalla Sovrana Amministrazione di Politica Online.

    [...]

    Articolo 46 Indicazione delle fonti
    Sono fonti del diritto:
    1) l'Ordinamento Giuridico Naturale di Politica Online

    2) la Costituzione della Comunità di Politica Online
    3) le sentenze della Corte Costituzionale di cui all’articolo 40 nelle parti adottate per analogia ai sensi dell'art. 53
    4) le leggi del Congresso di Politica Online, il Regolamento del Congresso, le leggi di procedura delle Corti, il Regolamento del Governo
    5) le sentenze della Corte Costituzionale di cui all’articolo 41 nelle parti adottate per analogia ai sensi dell'art. 53
    6) i provvedimenti del Governo di Politica Online di cui al comma 5 dell'articolo 29
    7) gli usi tradizionali


    Articolo 47 Interpretazione della legge
    1. Nell'applicare la legge si devono considerare il complesso delle disposizioni di ogni ordine e grado applicabili al caso concreto e le fonti interpretative esistenti (precedenti, sentenze, leggi interpretative).
    2. Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del potere legislativo.
    3. L'intenzione del potere legislativo si desume preventivamente dal complesso del sistema normativo secondo il principio di ragionevolezza (la fonte inferiore va sempre letta nel modo più compatibile con quelle superiori) e solo successivamente, e se necessario, dalla concreta interpretazione autentica di ogni singola fonte in questione.
    4. Ai fini dell'accertamento successivo dell'intenzione del potere legislativo circa la singola fonte non rilevano le leggi interpretative e le dichiarazioni posteriori all'epoca in cui furono stesi i provvedimenti, ma esclusivamente quelle anteriori o contemporanee.

    [...]

    3. Gli usi contra legem non sono ammessi.


    [...]

    Articolo 52 Efficacia della legge nel tempo
    1. La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo.


    l'interpretazione della costituzione deve seguire pedissequamente l'ordinamento naturale di pol (la volontà dell'admin) e poi la volontà originaria del legislatore, ogni altra interpretazione creativa è relegata nell'analogia
    _
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    * * *

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  6. #6
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    non si sa bene che c'entri la costituzione italiana con la costituzione di pol, sono lontanissime fra loro

    ricordo alcune cose che sono legge

    Articolo 47 Interpretazione della legge
    1. Nell'applicare la legge si devono considerare il complesso delle disposizioni di ogni ordine e grado applicabili al caso concreto e le fonti interpretative esistenti (precedenti, sentenze, leggi interpretative).
    2. Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del potere legislativo.
    3. L'intenzione del potere legislativo si desume preventivamente dal complesso del sistema normativo secondo il principio di ragionevolezza (la fonte inferiore va sempre letta nel modo più compatibile con quelle superiori) e solo successivamente, e se necessario, dalla concreta interpretazione autentica di ogni singola fonte in questione.
    4. Ai fini dell'accertamento successivo dell'intenzione del potere legislativo circa la singola fonte non rilevano le leggi interpretative e le dichiarazioni posteriori all'epoca in cui furono stesi i provvedimenti, ma esclusivamente quelle anteriori o contemporanee.
    Concordo pienamente. In ogni caso ribadisco gli auguri di buon (futuro perchè al momento i due giudici eletti non possono ancora "prendere servizio") lavoro anche al giudice Zdenek

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da sinistra_polliana Visualizza Messaggio
    ottimo e condivisibile intervento
    La ringrazio, certo che vorrà contribuire a quella che spero possa essere una buona causa.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    non si sa bene che c'entri la costituzione italiana con la costituzione di pol, sono lontanissime fra loro
    Provi anche Lei a cronometrarsi prima di intuire qualcosa con un "non si sa bene".
    E lasci meno spazio ad interpretazioni polemiche.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da c@scista Visualizza Messaggio
    Concordo pienamente. In ogni caso ribadisco gli auguri di buon (futuro) lavoro anche al giudice Zdenek
    sì beh io già li ho fatti altrove
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Provi anche Lei a cronometrarsi prima di intuire qualcosa con un "non si sa bene".
    E lasci meno spazio ad interpretazioni polemiche.
    beh ma larga parte di ciò che ha postato io già la conoscevo eh
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