PROPOSTA SEMISERIA: SOLO UNA GUERRA CIVILE PUO’ SALVARE L’ITALIA?
Può sembrare una provocazione, ma purtroppo bisogna prendere atto con rassegnazione che non esiste alcuna possibilità “democratica” di governare l’Italia finchè ci saranno “loro”, quelli là , “los de siempre”, ovvero i soliti: i “sinistri”.
La cosa curiosa è che pur essendo Noi dei sinceri ancorché pacifici antidemocratici, proprio per non passare per “rigurgitanti” nazifascisti, abbiamo preferito adeguarci di buon grado alle loro regole garantiste, “adattandoci” ingenuamente al principio che ha il diritto di governare chi detiene la maggioranza elettorale del Paese.
Non avevamo considerato però che per quegli individui il concetto di democrazia va interpretato a senso unico, cioè secondo le loro convenienze contingenti; per cui se il popolo decide di scegliere DEMOCRATICAMENTE in maniera diversa dai loro “desiderata” allora scatta immediatamente il riflesso condizionato di chi, da sempre, si sente “antropologicamente, culturalmente ed eticamente superiore”; ecco allora che il popolo appare ai loro occhi improvvisamente barbaro, rozzo, ignorante, una massa di pecoroni che si fa rincoglionire dai giornali e dalle televisioni di Berlusconi. La parte “migliore” del Paese (loro) sente perciò il “dovere” di mobilitarsi e scendere nelle piazze per protestare. Per cosa poi? Non ha importanza, ogni pretesto diviene buono per fare casino, anche arrivando all’assurdo di difendere i privilegi di quegli irriducibili dell’Alitalia a pernottare, coi soldi dei contribuenti italiani, in alberghi come il leggendario Hotel des Bains al Lido di Venezia. Per non dire dello spalleggiamento offerto ai “baroni universitari” che vogliono mantenere il loro feudale privilegio a conferire a parenti, amici e loro amanti prebende sotto forma di “dottorati di ricerca” o incarichi accademici vari.
Questi sono le “battaglie sociali” condotte oggi dai “sinistri”. E d’altronde i lavoratori veri, quelli che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera, gli hanno giustamente voltato le spalle e non avendo più “Cipputi” da difendere ora i “sinistrati” si arroccano a fiancheggiare i privilegiati di lusso, i parassiti ed i fancazzisti indovati nella pubblica amministrazione. A tutto si aggrappano per sperare di conservare il potere in quelle istituzioni che hanno pervasivamente colonizzato: scuola, università, magistratura, giornali. Ecco perché non accettano minimamente qualunque riforma parlamentare che possa mettere in discussione lo status quo di un potere che ritengono debba rimanere immutabile. Loro ragionano così: “pretendi di governare il paese in base a quel programma per il quale la maggioranza degli italiani ti ha votato? Sei un illuso, NOI non te lo faremo fare”. Ed ecco allora gli avvisi di garanzia ad orologeria, le manifestazioni di piazza violente contro le forze dell’Ordine con la ricerca deliberata dello scontro fisico per poter avere l’auspicato martire da beatificare, come avvenuto col “pacifista” Carlo Giuliani al G8 di Genova.
A ciò vanno aggiunti i continui aizzamenti di certi giornali, anche di quelli apparentemente liberali; apparentemente, in quanto quelle redazioni sono oramai piene zeppe di agitatori della carta stampata ; “la Repubblica” ad esempio, da un mese, da quanto cioè sono iniziati i torbidi nelle scuole e nelle Università, istiga quotidianamente alla rivolta invitando ribelli e facinorosi ad inviare le foto della “protesta” e aggiorna di continuo gli indirizzi web dei blogs dei vari “comitati di lotta”. Se questa non è incitazione alla violenza!
La semplice verità è che “costoro” istigano i tumulti perché non accettano la sconfitta elettorale; in fondo, nonostante le loro millanterie democratiche han cambiato solo l’etichetta per rendersi più “presentabili” ma son rimasti i comunisti di sempre.
Abbiamo un Governo che ha una maggioranza schiacciante ed in qualsiasi altro Paese il suo esecutivo sarebbe lasciato in pace a governare; poi alla fine del mandato gli elettori ne giudicarebbero con il voto l’operato, ridando la fiducia oppure negandola.
Questo avviene in qualunque Paese democratico tranne che in Italia, perché loro, gli “antropologicamente superiori”, anche se in minoranza, non vogliono, non lo accettano, essendosi autoattribuiti l’esclusiva di stabilire solamente loro ciò che è bene o male per il Paese, anche se la maggioranza degli italiani la pensa diversamente.
Per di più il Governo se la fa sotto invece di adottare provvedimenti repressivi come vorrebbe la maggioranza silenziosa dei cittadini rispettosi dell’ordine e della disciplina. Sovversivi si permettono di mettere sottosopra il Paese senza che le forze dell’Ordine possano ripristinare la legalità, guai a mollargli una “santa” manganellata! Comprensibile pertanto lo stato di frustrazione di poliziotti e carabinieri che si trovano ad affrontare dei facinorosi subendo ingiurie e lanci di uova senza poter reagire. Ma in quale Paese al mondo è ammissibile una cosa del genere? Ed in quale Paese al mondo un centinaio di piloti fighetti e “cameriere di bordo” possono bloccare il traffico aereo senza subire conseguenza alcuna, anzi si atteggiano pure a fare le star in televisione? Questo è possibile solo in Italia in quanto abbiamo un Governo di pavidi, di gente che si preoccupa più dei sondaggi di gradimento che di mantenere fede al programma per cui sono stati eletti, in primis l’ordine sociale ed il rispetto della legalità.
Se le cose stanno così - e stanno così purtroppo– che senso ha allora continuare ad andare a votare per un Governo di DESTRA che non riesce a fare una politica di DESTRA perché sennò le opposizioni agitano lo spettro del regime, del ritorno al fascismo, dell’esautorazione del Parlamento? L’e opposizioni lamentano la “mancanza di dialogo”, che traducendo dal loro lessico significa soltanto voglia di “concertazione”. Secondo costoro i vincitori delle elezioni dovrebbero condividere le decisioni che riguardano il governo del Paese con gli sconfitti, sennò quelli ti scatenano il finimondo nelle piazze coi loro sobillatori destabilizzanti organizzati che a “comando” insorgono diffondendo notizie false e tendenziose sull’operato del Governo.
E pensare che i “destri” per farsi accettare come “buoni democratici” si sono sottoposti a tutti i test di “affidabilità democratica” che i “sinistri” hanno ritenuto di somministragli, tant’è che per scrollarsi di dosso qualsiasi retaggio politico del passato sono giunti persino all’abiura totale del fascismo come “male assoluto”. E c’è stato persino chi, come folgorato sulla via di Damasco, ha dichiarato di recente il suo “antifascismo”, dopo essere stato fascista per trent’anni e aver suggellato questa “fede” sposando addirittura la figlia di Rauti, il fondatore di Ordine Nuovo.
Ma queste indecorose ed umilianti abiure non servono per essere “accettati” dalla sinistra, l’unica che può rilasciare patenti di “democraticità” in Italia, perché alla sinistra quel che interessa non è l’abiura in sé, ma tenere il “nemico” sotto costante esame di comportamento per poter poi sbraitare anche al minimo dubbio: “eccoli là, avete visto che avevamo ragione noi a pensare che son rimasti fascisti ?”
Quindi si dovrebbe realisticamente prendere atto che con questa sinistra non c’è possibilità alcuna di confronto democratico. Ed allora cosa conviene fare a questo punto? Sopportarli con la pazienza di Giobbe fino ai limiti del masochismo oppure - facendoci quelli passare comunque per “fascisti” - non sarebbe più confacente fare i fascisti per davvero?
Si potrebbe fare come nella guerra civile Spagnola 1936-1939 che ha assicurato quarant’anni di pace sociale allo Stato Iberico. Potremmo anche noi adottare la stessa tattica utilizzata da Francisco Franco, il Caudillo, per ottenere la “limpieza de sangre” e liberare la Spagna dai seguaci di Stalin.
Per prima cosa dovremmo sospendere per un po’ di tempo i campionati italiani di calcio di serie A, B e C, perché gli stadi ci servirebbero per riempirli di agit-prop. Ad un ordine prestabilito delle squadre composte da italiani sani di corpo e di spirito andrebbero a prelevare all’alba questi individui per concentrali negli stadi. Successivamente, al termine della “raccolta”, verrebbero poste loro delle condizioni onorevoli: o la “conversione” o l’esilio o la fucilazione .
Attenzione perché sia efficace la “limpieza” dovrebbe seguire esattemente le stesse “linee guide” adottate dai franchisti , ovverossia non dovrebbe assolutamente avere le caratteristiche di un pogrom, quindi niente stermini di massa, anche per non “inorridire” l’opinione pubblica mondiale che è così attenta ai fatti di casa nostra quando al governo c’è la destra, bensì un lenta, progressiva eliminazione, e possibilmente occulta dei capi sovversivi, senza alcuna fretta di raggiungere subito l’obiettivo prefissato (la “limpieza”); l’ideale sarebbe il modello argentino “desaparecido” e per non lasciare cadaveri in “giro” si potrebbe completare l’opera, comprando i “diritti” da Brusca, “sciogliendoli” nell’acido. L’importante è procedere con la “limpieza”piano piano, con molta calma; ciò consentirebbe di ottenere il massimo delle “conversioni” al nuovo ordine da parte di coloro che inizialmente si mostrassero recalcitranti e si eviterebbero inutili spargimenti di sangue.
Si può ottimisticamente prevedere che dopo l’inevitabile eliminazione dei più riottosi e degli irrecuperabili, il che tradotto in cifre significa qualche migliaio di “sacrificati” per il bene dell’Italia, il resto se ne starà tranquillo rispettando “l’ordre nouveau” costituito.
Gigi Borotti
borotti@supereva.it




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