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  1. #1
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    Predefinito Situazione movimenti politici meridionali: una confusione pazzesca! help me!

    salve ragazzi,
    scusate se faccio una domanda banale, ma è da tempo che me la sono posta:
    "ma qual'è la situazione politica del movimento merdionale?"
    io sono rimasto all'esistenza di una "lega ausonia", ma da quando ho letto con attenzione, da quanto ho capito fa parte (se esistente ancora, perchè sinceramente nn l'ho capito) del circuito dei vari pariti politici indipendisti-regionali facenti capo alla lega. allora visto che io non sono un simpatizzante degli uomini con il fazzoletto verde nel taschino, tutt'altro, mi sono ricreduto sulla sua bontà, spero di sbagliarmi!
    poi circumnavigando nel web la mia attenzione è ricaduta sui comitati delle due sicilie, ma nn ho capito se sono un movimento politico in senso stretto o una associazione culturale?
    scusate ancora la mia confusione, per non dire ignoranza, ma io è da tempo che cerco un partito o almeno un qualcosa che abbia una dimensione politica merdionale, perchè sono un meridionale e come tutti voi ho sentimento che oltre ad i natali mi lega alla nostra terra.. possiamo nn essere perfetti, violenti o menefreghisti, ma siamo pur sempre figli dello stesso lembo di terra.. per questo vorrei attivarmi, anche perchè sono laureato in scienze politiche, e sinceramente non mi sento rappresentato dai questi neo partititi (anche prima) che mediano il nostro consenso le lo trasformano in nepostimo.
    dunque chiedo a voi che siete aggiornati sull'impianto politico del movimento meridionalista, di indicarmi tutte le formazioni sociali che si occupano della nostra questione "territoriale" in modo serio e con passione, in modo tale da poter scegliere con serenità quella più compatibile al mio modello di rappresetanza. Purtroppo non mi sento un neo-borbonico, condivido in parte la loro tesi, ma sono un ammiratore delle repubblica napoletana del 1799, che come tutti sapere sciaguratamente calpesta dai reazionari guidati dal cardinale ruffo, i san fedisti. quindi spero che nn sia difficile trovare una posizione che possa accogliere il mio "meridionalismo repubblicano".
    vi ringrazio e complimenti per come tenete su questa sezione del forum.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da mexicola Visualizza Messaggio
    salve ragazzi,
    scusate se faccio una domanda banale, ma è da tempo che me la sono posta:
    "ma qual'è la situazione politica del movimento merdionale?"
    io sono rimasto all'esistenza di una "lega ausonia", ma da quando ho letto con attenzione, da quanto ho capito fa parte (se esistente ancora, perchè sinceramente nn l'ho capito) del circuito dei vari pariti politici indipendisti-regionali facenti capo alla lega. allora visto che io non sono un simpatizzante degli uomini con il fazzoletto verde nel taschino, tutt'altro, mi sono ricreduto sulla sua bontà, spero di sbagliarmi!
    poi circumnavigando nel web la mia attenzione è ricaduta sui comitati delle due sicilie, ma nn ho capito se sono un movimento politico in senso stretto o una associazione culturale?
    scusate ancora la mia confusione, per non dire ignoranza, ma io è da tempo che cerco un partito o almeno un qualcosa che abbia una dimensione politica merdionale, perchè sono un meridionale e come tutti voi ho sentimento che oltre ad i natali mi lega alla nostra terra.. possiamo nn essere perfetti, violenti o menefreghisti, ma siamo pur sempre figli dello stesso lembo di terra.. per questo vorrei attivarmi, anche perchè sono laureato in scienze politiche, e sinceramente non mi sento rappresentato dai questi neo partititi (anche prima) che mediano il nostro consenso le lo trasformano in nepostimo.
    dunque chiedo a voi che siete aggiornati sull'impianto politico del movimento meridionalista, di indicarmi tutte le formazioni sociali che si occupano della nostra questione "territoriale" in modo serio e con passione, in modo tale da poter scegliere con serenità quella più compatibile al mio modello di rappresetanza. Purtroppo non mi sento un neo-borbonico, condivido in parte la loro tesi, ma sono un ammiratore delle repubblica napoletana del 1799, che come tutti sapere sciaguratamente calpesta dai reazionari guidati dal cardinale ruffo, i san fedisti. quindi spero che nn sia difficile trovare una posizione che possa accogliere il mio "meridionalismo repubblicano".
    vi ringrazio e complimenti per come tenete su questa sezione del forum.
    ciao tanti auguri a tutti per prima cosa , io faccio parte del partito del sud nato l'8 dicembre 2007 a gaeta dopo una riunione che sanci' la spaccatura con gli amici dei Comitati delle Due Sicilie,ti invio il nostro sito e da lì puoi vedere se vicino casa hai delle sedi o persone con cui scambiare idee.
    http://partitodelsud.it/
    la differenza e che noi vogliamo fare politica attiva e in secondo piano la Cultura,i COMITATI invece mettono la CULTURA davanti la politica,
    a grandi linee queste sono le differenze maggiori.

  3. #3
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    aallooora
    ciao mexicola...
    sappi che il termine legittimismo, più ampio di neoborbonico, consente di meglio identificare una galassia composta da tante anime tutte bene o male ispirate alla verità storica ed a evidenziare il ruolo che ha avuto il regno di napoli e di sicilia nella storia...
    cioè il ruolo della nostra terra nei secoli e variazioni politiche.
    storia che è piuttosto diversa da come ce la hanno presentata a scuola, e, visto che tu hai fatto degli studi mirati dovresti conoscere le tante sfaccetature della storia applicata alla geo-politica...
    sappi che di partiti ne esistono vari come esistono vari movimenti culturali per il sud e la difesa DELLA SUA STORIA, pinjo ha detto bene a grandissime linee la differenza tra i partiti e i movimenti e la graduatoria delle priorità.
    personalmente io sono per la battaglia sulla verità storica e culturale, poi la battaglia politica, visto che bisogna prima spiegare un po' come sono andate le cose e poi chiedere il voto...
    aa prop sappi che meridionalismo è in origine una accezzione dispregiativa,meglio napolitanesimo...
    ari-apprp penso tu sappia che il 1799 fu l'ultimo impulso del giacobinismo della prima ora che superatro in francia attecchì nella borghesia napoletana, infatti quella fu una rivoluzione borghese fatta contro il popolo e il popolo reagì massacrando i borghesi, se vuoi leggi le cronache del tempo e ti verranno dei dubbi, che so petromasi nicolini colletta cuoco,ballare attorno all'albero e sentirsi sposati mica piaceva al popolo del sud.
    la storia ha bisogno di continui riscontri sennò si distorce...
    cmq la situazione è piuttosto complicata, perciò parlo di galassia, hehehehhe.




    P.S. considera che con i borbone il sud, il rego di napoli, ha avuto il suo massimo splendore ecco perchè esistono tanti neoborbonici, per ricordare il massimo splendore della loro terra

  4. #4
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    Grazie per aver risposto.. ma mi aspetto altri interventi mi raccomando ragazzi, ho bisogno di altre informazione, per aver più chiare le mia idea! e ricordatevi che io sono un meridionale!

    grazie pinjo per la tua delucidazione, se per caso conosci altri movimenti culturali e politici, non esitare a comunicarmeli. spero di non averti annoiato nella lettura del mio post.

    il 1799 fu l'ultimo impulso del giacobinismo della prima ora che superatro in francia attecchì nella borghesia napoletana, infatti quella fu una rivoluzione borghese fatta contro il popolo e il popolo reagì massacrando i borghesi, se vuoi leggi le cronache del tempo e ti verranno dei dubbi, che so petromasi nicolini colletta cuoco,ballare attorno all'albero e sentirsi sposati mica piaceva al popolo del sud.
    a questo punto volevo rispodere a giopizzetto, che lo ringrazio per il suo post e per me è un piacere poter epistolare con lui su alcuni temi, in quanto anche lui alla ricerca di una ri-costruzione storica della nostra identità sepolta, quindi spero di avere una tua email per continuare fino all'infinito per uno scambio di opinioni, sempre se tu ritenga che siano "squisite" dal punto di vista del dibattito, visto che qualcosa anch'io lo studiata, e premetto di non dichiararmi difensore del vero, per citare un concetto aristotelico "le virtù stanno nel mezzo" volevo replicare quel passo che ho quotato dal tuo discorso.
    allora premetto che dal mio punto di vista, non personale ma storiografico, penso che aver innalzato gli alberi della libertà nella nostra terra sia stato un momento epocale anche quello da commemorare nella nostra costruzione identitaria. come detto non sono un neoborbonico nel senso stretto del significato politico-ideologico, ma naturalmente non sto a calpestare il suo significato per noi meridionali, perché è una parte inscindibile della nostra identità (anche come qui polemizzo con la tua accezione:tu dicevi che sotto la sua dicitura di neoborbonico possiamo sintetizzare tutta la corrente della storia della verità del mezzogiorno, ma io preferisco definirmi meridionalista, cioè seguace di quella linea di pensiero che nasce con la questione meridionale, sono angolature diverse di analizzare lo stesso fenomeno, ma altrimenti poi cambiamo traccia magari aprirò un altro post, ma stiamo uscendo fuori traccia cosi!). ma torniamo al merito della questione ovvero il 1799! Napoli in quel periodo si era confermata grande capitale d’europa, proprio come Parigi, rivivendo un fiorente movimento intellettuale legato alla diffusione del pensiero illuministico. La proclamazione di una costituzione faceva balzare nel futuro la condizione giuridica-istituzionale della nostra terra, in questo modo venivano messi in risalto i tratti acerbi di un movimento indipendentista legato allo sviluppo di una nascente borghesia illuminata. Proprio facendo riferimento ad un passo di kant, che è proprio la proclamazione di una costituzione il pilastro su cui fondare la pace perpetua tra gli stati, ma su tutti non il risultato storico più importante, cioè il suddito diviene cittadino e nella piena affermazione della loro eguaglianza tra essi. Questa svolta forse non si sarebbe verificata all’imbrunire di un settecento che proclamava il regno borbonico si colloca al culmine della crisi della tradizione spagnola a Napoli. Ma lasciando da parte queste considerazione che potrebbe ancora una volta deragliare il nostro discorso, il popolo è stato ampiamente strumentalizzato nei diversi cambi di regime che la nostra terra ha vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, quindi per natura propria incline ad ogni mutazione istituzionale. Anche se le ricerche di Francesco M.Di Giovine nella sua opere 1799.Rivoluzione contro Napoli, sono ampiamente testimoniate dalla una raccolta di dati, non possiamo certo negare la valenza politica di un clero refrattario, cioè quello rappresentato dal Cardinal Ruffo e dal suo esercito San Fedista, che vedeva minacciarsi i suoi privilegi, ed in particolare la incamerazione dei beni ecclesiastici della chiesa ( che a loro volta mal distribuiti, su cui criticamente possiamo accordarci nel fatto che sia stato il momento fondante di quella società borghese, che egoisticamente non ha saputo trattare per il bene collettivo meridionale, cioè la l’equa distribuzione delle terre, che non indicava solo la trasmissione del diritto di proprietà della tanto ambita terra, quale unico strumento di ricchezza per la sussistenza, ma una serie di prerogative che solo la proprietà in quel momento storico poteva dare, come ad esempio il diritto di voto). Naturalmente mi sono perso nel discorso, ma certo possiamo accordarci che il popolo napoletano e in particolare quello meridionale, violentemente usurpato sia dai patrioti filo francesi, perché di certo non avrebbero accolto a braccia aperte un ingresso di una potenza straniera e sia dalla restaurazione borbonica post epoca napoleonica. Proprio i moti costituzionali del 1820-21 e la rivolta nel cilento del 1828 rappresentano la diffidenza borbonica - che tanto aveva fatto nella costruzione di un apparato industriale avanzato come l’installazione di industrie tessili del 1824 nel salernitano grazie ai capitali svizzeri dei wenner ( e non ricordo l’altra famiglia)- ma dal punto di vista istituzionale ancora forse non avevano capito i vantaggi derivati dal quel congegno istituzionale che fu la Monarchia Costituzionale, che paradossalemente nel barbaro processo di Piemontizzazione dello stato Savoiardo, dove abbiamo potuto assistere al vile doppiogiochismo inglese che nel 1799 costeggiarono le coste della sicilia per proteggere Ferdinando IV (se non erro) asserendo al loro meschino bisogno antifrancese (se non mi sbaglio lord benting stava dando vita ad un progetto costituzionale per rendere la sicilia addirittura indipendenza, ma poi si accordarono per favoreggiamenti commerciali con i borboni in cambio della restituzione dell’isola stessa), e poi nel 1859 costeggiarono le loro barche nel tirreno per guardare e sorvegliare garibaldi mentre consegnava l’italia meridionale, sotto il tacito consenso di un strumento volubile ai desideri del mittente quale il plebiscito, al simpatico (ironicamente) Conte Camillo Benso conte di Cavour.
    PS:Spero di non annoiarvi nella lettura, visto che non trovo nessuno su cui discutere di queste cose (l’unica occasione di esami di storia, ma naturalmente tenendo conto ciò che dice la storiografia filo direttoriale).

  5. #5
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    Il tuo discorso mi puzza di giacobinismo. Nulla di quanto apportato dal 1799 può essere considerato positivo, e qualche innovazione tecnico-legislativa non è iniente in confronto ai danni creati nella stabilità sociale da quell'ammasso di massoni invidiosi.
    La "democrazia", il diritto di voto? Gran bella conquista.... infatti oggi siamo tutti felici di avere il diritto di votare la munnezza connection berlusconico-bassoliniana....
    Preferirei 1000 volte la dittatura assoluta borbonica a questa merda di "libertà".

  6. #6
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da vonmeckel Visualizza Messaggio
    Il tuo discorso mi puzza di giacobinismo. Nulla di quanto apportato dal 1799 può essere considerato positivo, e qualche innovazione tecnico-legislativa non è iniente in confronto ai danni creati nella stabilità sociale da quell'ammasso di massoni invidiosi.
    La "democrazia", il diritto di voto? Gran bella conquista.... infatti oggi siamo tutti felici di avere il diritto di votare la munnezza connection berlusconico-bassoliniana....
    Preferirei 1000 volte la dittatura assoluta borbonica a questa merda di "libertà".
    Ma non era una dittatura. Come ben sai i totalitarismi sono figli della rivoluzione francese.

  7. #7
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    vonmockel
    Il tuo discorso mi puzza di giacobinismo. Nulla di quanto apportato dal 1799 può essere considerato positivo
    non sono daccordo con te. purtroppo ho una diversa opinione ed vedo le cose, dal punto di vista meridionalista, da un angolatura ben differente dalla tua.
    non capisco perchè il mio non dichiararmi filo-borbonico possa creare in voi perplessità e tanta obiezione. penso di aver delucidato con chiarezza, riferendomi a fatti storici ed dando una interpretazione storicistica delle cose. purtroppo non possiamo opinare che la repubblica napoletana del 1799 sia stata un male per la storia del mezzogiorno e per la costruzione della sua identita. non nascondo certo le mie simpatie per il movimento giacobino-rivoluzionario francese, che per me è stato decisivo per la conquista di alcun diritti, rimango pure sempre un meridionale, "puro e duro" e convinto delle nostre ragioni storiche! per me è fondamentale essere riconosciuto cittadino e non suddito, a prescindere dalla dinastia.. perchè se a voi il giacobinismo dalla quale volete trapelere come unica risultato, quello negativo del terrore e della dittatura, io ci vedo alcuni elementi positivi come quello della fine dell'ancien regime, che non dobbiamo certo dimenticare. ripeto ancora una volta che per me i borbone sono un tratto inscindibile della nostra identità, ma al di fuori che di un simbolo culturale, non ne vedo una ragione per tramutarli in bandiera politica del movimento di rinascita meridionale. spero di non essere impopolare per questo, ma io la vedo in questo modo, sono al vostro fianco ma fatico nel riconoscermi nel movimento neoborbonico dal punto di vista politico, ma solo squisitamente culturale e storicistico. ripeto e ribadisco che i regnanti napoletani hanno fatto del bene alle comunità meridionali e ricordo che anch'io come voi condivido la tesi dello usurpazione del regno decisa a tavolino, questo è una cosa su cui non si discute, ma per me rimane di vitale importanza anche l'esperienza del decennio francese, che con la proclamazione di una costituzione, la legge del maggiorascato e l'abolizione del principio feudale hanno fatto tanto per le nostre terre, non di certo al pari della casa dei borbone, ma cmq è stata un'esperienza significativa; mi sembrerebbe improprio svuotarlo del suo significato storico-giuridico!
    almeno io cosi la penso.
    dopo tutte queste chiacchiere spero di essere accetato da voi, fratelli meridionali, e non di essere emarginato, perchè anch'io credo nella vostra stessa causa, mi piacerebbe discuture ancora su tematiche del genere, perchè mi piace studiare la storia del mezzogiorno, misurare le mie conoscenze con i vostri sapere è un vanto per la mia costruzione di merdionale prima e di storico! non sono qui per camibiare le vostre opionioni, sono leggittime e da rispettare, ma solo per confrontarci e per saggiare la mie qualità sulle tematiche in questione.

  8. #8
    Gaeta resiste ancora!
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    Noi semplicemente voglio la ricostituzione dello Stato fondato dagli Altavilla nel XII Secolo e occupato dalla canaglia tricolerata dal 1860.
    Monarchia assoluta, repubblica sovietica, monarchia costituzionale, repubblica teocratica, monarchia tradizionale, repubblica delle banane etc etc va bene tutto, purchè rinasca il NOSTRO STATO!

  9. #9
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    ma di tutta quell'argomentazione che ho dato.. nulla è considerabile in un dibattito per la riconstruzione e nella divulgazione della nostra storia.
    io ci terrei a darvi una mano, ma a quanto pare a nessuno interessa quello che dico forse?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da mexicola Visualizza Messaggio
    ma di tutta quell'argomentazione che ho dato.. nulla è considerabile in un dibattito per la riconstruzione e nella divulgazione della nostra storia.
    io ci terrei a darvi una mano, ma a quanto pare a nessuno interessa quello che dico forse?
    Visto che nessuno è perfetto, anche noi quì abbiamo molte cose che non vanno, ma cerchiamo di focalizzare il meglio che possiamo dare e certamete qualche lato interessante lo proponi pure tu. Per cui ti dico di non demordere e resta con noi.

 

 
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