Mentre a livello nazionale, la CISL si comporta da sindacato moderato, nel pesarese, lo sresso sindacato mostra i muscoli e si erge ad autentico interprete della lotta di classe.

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Bocciato il piano di razionalizzazione del Comune: non rispetta i principi di efficienza ed efficacia
La Cisl accusa: “Falsa riorganizzazione”


FOSSOMBRONE – La giunta Pelagaggia delibera, la Cisl attacca. Alla Conferedazione italiana sindacati lavoratori di Pesaro e Urbino non piace la scelta dell’amministrazione forsempronese di razionalizzare l’ente comunale accorpando settori tra loro eterogenei.

“Con delibera di giunta 166 del 14 ottobre – si legge nella nota diffusa da Patrizia Pedaletti segretaria di Cisl Fps, la Federazione dei lavoratori pubblici e dei servizi – l’amministrazione comunale di Fossombrone ha modificato l’attuale struttura organizzativa dell’ente. Secondo quanto riportato nell’atto deliberativo, tale riorganizzazione risponde a un’esigenza di razionalizzazione oltre che a un’ottimale gestione dell’attività amministrativa. In realtà per noi della Cisl Fps è solo una “falsa” ristrutturazione, ingiusta e guidata da logiche da cui, sin dal primo momento, abbiamo mantenuto le dovute distanze”.

Ma cos’è che proprio non va giù a Patrizia Pedaletti? “L’unico settore penalizzato è quello dei servizi demografici e cimiteriali che cesserà di esistere autonomamente a partire dal primo gennaio 2009 e confluendo nel settore ottavo Apparati, contenzioso e contratti. Vengono accorpati i servizi demografici, che hanno cinque dipendenti, a un settore con minor numero di lavoratori al solo fine di giustificarne l’esistenza in vita. Così facendo viene sacrificata l’autonomia di un importante servizio all’utenza, i servizi demografici e cimiteriali appunto, senza toccare settori con un minor numero di persone e minori competenze”.

La critica della Federazione lavori pubblici e dei servizi della Cisl si fa circostanziata: “Quale razionalizzazione ne deriverà se l’unica posizione organizzativa soppressa è quella dell’attuale responsabile dei servizi demografici mentre rimangono in piedi le due economicamente più alte? Che senso ha avere una posizione organizzativa per l’urbanistica e una per i lavori pubblici, dell’importo di circa 9 mila euro ciascuna più indennità di risultato? Non sarebbe più logico accorpare urbanistica e lavori pubblici come accade in quasi tutti gli enti della provincia di Pesaro?”.

La Cisl fa sapere per bocca della segretaria provinciale Fps che la proposta del sindacato in sede di concertazione era indirizzata a una razionalizzazione di tutti i settori. Non più nove ambiti separati ma cinque, accorpando – però – le funzioni e le tipologie di lavori fra loro similari. Come a dire, che c’entrano i servizi demografici e cimiteriali coi contenziosi e coi contratti?

“La giunta ha agito senza alcun rispetto del criterio dell’omogeneità delle funzioni, senza il rispetto dei principi di efficienza ed efficacia che sono i cardini di ogni pubblica amministrazione.

Non si comprende poi perché se i servizi demografici, nonostante le lamentele scritte e verbali dei dipendenti, vengono accorpati senza indugio, il servizio commercio verrà accorpato altrove con sei mesi di ritardo, in curiosa concomitanza con il pensionamento dell’addetto. Un trattamento non certo riservato al responsabile del settore soppresso, che anzi – dopo anni di lavoro alle dipendenze dell’ente – viene “liquidato” in modo umiliante senza il giusto riconoscimento. Questa riorganizzazione non comporterà alcun risparmio, ma sicuramente creerà disservizi soprattutto all’utenza”.

E.LU.,