Una comunista, tre democristiani e un fascista


In estrema sintesi, il riepilogo della campagna elettorale per le elezioni regionali abruzzesi è tutta racchiusa nel titolo. Dei cinque candidati alla regione tre, Costantini, Chiodi e De Laurentis si collocano culturalmente, politicamente e nella sostanza dei loro fumosi programmi in un'area moderata che con accenti e mimetizzazione varie alludono comunque ad un idea di conservazione. Parlano in continuazione di cambiamento nel tentativo vano di far dimenticare vent'anni di disastri, ma basta grattare e sotto l'involucro, appare la sostanza di un ceto politico che si ricicla per l'ennesimo volta nascosto dietro ai volti dei rispettivi candidati presidenti.
Le coalizioni che sostengono Chiodi e Costantini sono una babele indicibile attraversate da una guerra tra bande, che fa vittime politiche ogni giorno. La conferenza stampa di presentazione di Chiodi si è trasformata in una quasi rissa, con il coordinatore di Forza Italia dell'Aquila che lanciava pesanti messaggi trasversali. La vicenda Di Matteo nel Pd ha lasciato macerie che ben difficilmente la campagna elettorale rimuoverà e al momento, gli unici alleati disciplinati di Costantini sono i “portatori d'acqua” del Pdci e di Rifondazione Comunista che sperano di conquistare uno strapuntino se non proprio un seggio, nel prossimo consiglio regionale. Su Buontempo, è inutile spendere troppe parole, la sua storia “nera” parla per lui.
In questo panorama tutt'altro che entusiasmante, ha fatto irruzione l'outsider, l'incomodo imprevisto, la sinistra che si credeva rimossa per sempre. Se in questo dibattito elettorale, la fanno da padrone i temi del lavoro, della precarietà, della casa, di un bilancio di verità sulle ruberie passate e presenti, tutto questo lo si deve esclusivamente alla testardaggine dei militanti del Partito Comunista dei Lavoratori che permettono l'espressione delle autonome ragioni del mondo del lavoro, in un momento quello elettorale, in cui le masse concentrano l'attenzione sui temi della politica. Abbiamo, sufficiente senso della misura per sapere di essere ancora minoritari nel popolo della sinistra in Abruzzo, ma è un fatto indiscutibile che da un punto di vista politico l'unica sinistra sul territorio che fa il suo mestiere siamo noi.

Persino al di là degli stessi risultati elettorali (bisogna contare che queste sono pur sempre elezioni amministrative e che ci battiamo contro macchine di consenso e sistemi clientelari potentissimi) resterà un merito indiscutibile quello di aver osato tanto.
Proprio la consapevolezza di lottare contro giganti, avendo a disposizione mezzi nemmeno paragonabili, deve smuovere le coscienze di chi si riconosce nella nostra battaglia. Non si può assistere da spettatori, abbiamo bisogno praticamente di tutto. Soldi (anche pochi euro), qualche ora del proprio tempo, autorganizzazione militante (ad esempio, scaricare uno dei nostri volantini dal sito, stamparlo e distribuirlo nella propria realtà territoriale o lavorativa, non c'è nemmeno bisogno che ce lo facciate sapere), dare disponibilità per l'affissione dei manifesti, convincere un amico o un parente a sostenere la nostra candidata e le nostre liste, tutto può essere utile. Il punto di ritrovo per tutti è :

Venerdì 14 Novembre ore 17, aula consigliare del comune di Pescara, presentazione delle liste del Partito Comunista dei Lavoratori con il portavoce nazionale, Marco Ferrando. Ricordiamoci sempre che :” l'unica battaglia che si perde, è quella che non si combatte”. Hasta siempre.