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Truffato da un nomade sinto
Prega e digiuna per convertirlo


Un missionario laico ha ricevuto
un assegno farfalla in pagamento
di un camper. Da domani inizierà
una veglia a Mirafiori Sud


ANGELO CONTI
TORINO
I carabinieri non risolvono la truffa? Meglio rivolgersi direttamente al Signore con una veglia di preghiera e di digiuno davanti alla casa dell’ipotetico truffatore. Questa è la storia di un missionario laico e del suo camper, venduto ad un nomade sinto che lo ha pagato con un assegno farfalla. Il malcapitato ha cercato per tre giorni di trovare una soluzione alla manovra truffaldina, perlustrando i campi nomadi di tutta la città sino a trovare il presunto malvivente. Ma la successiva battuta non è servita a nulla.

Luigi Olivieri, 50 anni, ci racconta la sua storia: «Una mia conoscente ed io abbiamo deciso di mettere in vendita il nostro camper. Lo abbiamo fatto per una necessità pratica, quella di affrontare meglio le sempre più pesanti spese per un mutuo. Abbiamo parcheggiato il Ducato bianco A in via Nenni a Nichelino, con il cartello “vendesi”. Sabato 8 novembre siamo stati contattati da un giovane che si è detto interessato. Abbiamo chiuso la trattativa a 19.900 euro e ci siamo dati appuntamento all’agenzia Aci di corso Trapani 115 per effettuare la voltura del camper. Terminata la pratica l’acquirente, che si chiama C. M. ed ha 23 anni, mi ha consegnato un assegno di Poste Italiane con l’importo pattuito. Ma quando, subito dopo, mi sono recato all’Ufficio Postale di via Pomaretto per versare l’assegno sul mio conto mi è stato detto che non potevo incassarlo. Ho telefonato a C.N. e la sua convivente mi ha detto di attendere qualche giorno perchè lo coprisse. Subito dopo, comunque, quell’uomo ha cercato di effettuare un’altra voltura del camper, questa bloccata, verso un’altra persona. Mi sono reso conto di essere finito in una trappola».

Il signor Luigi, dopo aver presentato denuncia ai carabinieri della stazione Mirafiori, ha iniziato una sua personale indagine, battendo tutti i campi nomadi della città. «In corso Ferrara ho visto C.M. che stava attraversando un prato. Gli sono andato incontro. Lui deve avermi riconosciuto e si è allontanato. Ho chiamato la polizia, ma una battuta è stata inutile. Le altre persone del campo hanno detto che non conoscevano nessuno con quel nome. Io sono comunque sicuro che mentissero». Tornato dai carabinieri con ulteriori dettagli sulle successive manovre truffaldine, al signor Luigi sono state rappresentate le oggettive difficoltà di indagine, compresa l’impossibilità, considerati i reati in questione, di poter procedere all’arresto.

Così, il missionario laico, ha deciso di rivolgersi al Signore. Da domani mattina, sabato 15 novembre, alle 9 comincerà un veglia di preghiera e di digiuno in via Verga a Mirafiori, non distante dalla casa di C.M.: «Il mio obiettivo - spiega - è quello di pregare per la conversione dei truffatori e per la consolazione materiale e spirituale dei truffati. Invito chi la pensa come me ad unirsi alle mie preghiere».

A questo punto la palla passa a C.M. Resterà toccato da tanta fede e restituirà, se non il denaro, almeno il camper? Se invece ignorerà la preghiera di Luigi, la veglia ed il digiuno potrebbero durare a lungo: «Io non intendo muovermi da lì - assicura il missionario laico - finchè non farò breccia nel suo cuore».

La Stampa

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSez...8698girata.asp