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    Predefinito «Né rossi né neri». E i fasci gioiscono

    «Né rossi né neri». E i fasci gioiscono

    di Senza Tregua, Rete dei Collettivi studenteschi

    su Il Manifesto del 09/11/2008


    I movimenti studenteschi hanno spesso rappresentato la sentina del malessere sociale e il rifiuto delle pratiche liberiste. I medi e universitari di ora si ripetono. Hanno colto, prima d'altri, la pericolosità di politiche volte a indebolire lo Stato sociale e a privatizzare le risorse. Per disinnescare una protesta così massiccia, il governo ha diffuso una «favola post-moderna»: quella della contestazione bi-partisan. Destra e sinistra insieme. Marco Bascetta, in un articolo del 29/10, si accoda, con nostro stupore, a questo pensiero affermando: il movimento è politico proprio perché non è «né di destra, né di sinistra». Dietro questa espressione, secondo l'autore, «si manifestano contenuti di libertà», come volontà di autodeterminarsi, estensione dei diritti democratici e sconvolgimento delle rappresentanze parlamentari. È facile concordare con Bascetta sul disagio degli studenti in quella Sinistra che da tempo ha accettato l'ideologia aziendalista applicata all'istruzione. Ma lui, senza vergogna, ripropone tesi proprie di Terza Posizione. Allora come oggi dietro allo slogan «né di destra, né di sinistra» si nascondeva il grimaldello per affermare il protagonismo della destra tra i giovani. Negare la propria identità neo-fascista, proponendo l'apoliticità dell'intero movimento, permette alle strutture di destra prima di entrare nei cortei e poi di egemonizzarli culturalmente. Sfugge a Bascetta che Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Casa Pound lavorino, da almeno tre anni, con sistematicità per insediarsi nelle scuole. Non avendo le forze per creare un loro movimento di massa, questi gruppi sfruttano le mobilitazioni esistenti, sguazzando nella loro apoliticità e nella dichiarata estraneità rispetto alle categorie di destra e sinistra. Sfruttano la tattica del cuculo, simpatico uccello che depone il proprio uovo nei nidi altrui e lo fa covare dagli uccelli «padroni di casa», fin quando il giovane cuculo non caccia i fratellastri. Non è certo una novità: già altri contesti (dalle curve degli stadi alle periferie delle metropoli) hanno conosciuto lo stesso fenomeno. Stupisce semmai come Bascetta (e tutti i «bascettiani») si rallegri di quello che chiama «rifiuto degli arroccamenti identitari e della prescrittività dei modelli politici tramandati»: ora però l'assenza di bandiere rosse, nei cortei, rischia di lasciare spazio allo sventolio di quelle nere. Ma cosa devono pensare i compagni/e e gli studenti convinti di partecipare a una pacifica protesta sotto il Senato e si trovano coinvolti in un'aggressione squadrista? Forse era meglio lasciare che sventolassero al vento, quelle bandiere rosse, ma con il senno del poi non si ricuciono le teste dei manifestanti.

    (Senza Tregua, Rete dei Collettivi studenteschi)

    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=26534

  2. #2
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    «Né rossi né neri». E i fasci gioiscono

    di Senza Tregua, Rete dei Collettivi studenteschi

    su Il Manifesto del 09/11/2008


    I movimenti studenteschi hanno spesso rappresentato la sentina del malessere sociale e il rifiuto delle pratiche liberiste. I medi e universitari di ora si ripetono. Hanno colto, prima d'altri, la pericolosità di politiche volte a indebolire lo Stato sociale e a privatizzare le risorse. Per disinnescare una protesta così massiccia, il governo ha diffuso una «favola post-moderna»: quella della contestazione bi-partisan. Destra e sinistra insieme. Marco Bascetta, in un articolo del 29/10, si accoda, con nostro stupore, a questo pensiero affermando: il movimento è politico proprio perché non è «né di destra, né di sinistra». Dietro questa espressione, secondo l'autore, «si manifestano contenuti di libertà», come volontà di autodeterminarsi, estensione dei diritti democratici e sconvolgimento delle rappresentanze parlamentari. È facile concordare con Bascetta sul disagio degli studenti in quella Sinistra che da tempo ha accettato l'ideologia aziendalista applicata all'istruzione. Ma lui, senza vergogna, ripropone tesi proprie di Terza Posizione. Allora come oggi dietro allo slogan «né di destra, né di sinistra» si nascondeva il grimaldello per affermare il protagonismo della destra tra i giovani. Negare la propria identità neo-fascista, proponendo l'apoliticità dell'intero movimento, permette alle strutture di destra prima di entrare nei cortei e poi di egemonizzarli culturalmente. Sfugge a Bascetta che Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Casa Pound lavorino, da almeno tre anni, con sistematicità per insediarsi nelle scuole. Non avendo le forze per creare un loro movimento di massa, questi gruppi sfruttano le mobilitazioni esistenti, sguazzando nella loro apoliticità e nella dichiarata estraneità rispetto alle categorie di destra e sinistra. Sfruttano la tattica del cuculo, simpatico uccello che depone il proprio uovo nei nidi altrui e lo fa covare dagli uccelli «padroni di casa», fin quando il giovane cuculo non caccia i fratellastri. Non è certo una novità: già altri contesti (dalle curve degli stadi alle periferie delle metropoli) hanno conosciuto lo stesso fenomeno. Stupisce semmai come Bascetta (e tutti i «bascettiani») si rallegri di quello che chiama «rifiuto degli arroccamenti identitari e della prescrittività dei modelli politici tramandati»: ora però l'assenza di bandiere rosse, nei cortei, rischia di lasciare spazio allo sventolio di quelle nere. Ma cosa devono pensare i compagni/e e gli studenti convinti di partecipare a una pacifica protesta sotto il Senato e si trovano coinvolti in un'aggressione squadrista? Forse era meglio lasciare che sventolassero al vento, quelle bandiere rosse, ma con il senno del poi non si ricuciono le teste dei manifestanti.

    (Senza Tregua, Rete dei Collettivi studenteschi)

    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=26534
    Scusate ma devo far notare una contraddizione...
    Visto che nelle scuole si sono insediati benissimo (vedi risultati elettorali) non si capisce perchè dovrebbero aggredire il loro target politico.

    Comunque sia lo sventolio di bandiere rosse ce lo avete portato dal giorno 30, quello successivo, e a vedere i servizi di Rai3 milioni di studenti vi seguono nel radioso avvenire e anelano al comunismo.
    Non avete quindi di che lamentarvi.
    O sbaglio?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    «Né rossi né neri». E i fasci gioiscono

    di Senza Tregua, Rete dei Collettivi studenteschi

    su Il Manifesto del 09/11/2008


    I movimenti studenteschi hanno spesso rappresentato la sentina del malessere sociale e il rifiuto delle pratiche liberiste. I medi e universitari di ora si ripetono. Hanno colto, prima d'altri, la pericolosità di politiche volte a indebolire lo Stato sociale e a privatizzare le risorse. Per disinnescare una protesta così massiccia, il governo ha diffuso una «favola post-moderna»: quella della contestazione bi-partisan. Destra e sinistra insieme.
    Posso anche concordare con il resto dell'articolo. Sui due concetti espressi in queste righe però no.

    1) Che i movimenti studenteschi rappresentino la sentinella del malessere sociale.. Boh, io ho i miei dubbi insomma. Idem che abbiano colto prima di altri alcunchè, giacchè ci ripetiamo sugli stessi concetti da almeno un decennio insomma.
    2) La contestazione è trasversale. Su questo non ci sono dubbi ed il collante è l'antipolitica. Non ci possiamo mentire questo punto. Il chè non significa accettare la presenza in piazza del Blocco (come ho più volte scritto), ma significa iniziare a fare i conti con un movimento sino ad oggi refrattario alla politicizzazione.
    Politicizzazione che gli è però necessaria per sopravvivere a sè stesso e non finire in una bolla di sapone a Dicembre, salvo che passi da Onda a Ciclo Generazionale (cosa che però non penso accada).

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava Visualizza Messaggio
    Posso anche concordare con il resto dell'articolo. Sui due concetti espressi in queste righe però no.

    1) Che i movimenti studenteschi rappresentino la sentinella del malessere sociale.. Boh, io ho i miei dubbi insomma. Idem che abbiano colto prima di altri alcunchè, giacchè ci ripetiamo sugli stessi concetti da almeno un decennio insomma.
    2) La contestazione è trasversale. Su questo non ci sono dubbi ed il collante è l'antipolitica. Non ci possiamo mentire questo punto. Il chè non significa accettare la presenza in piazza del Blocco (come ho più volte scritto), ma significa iniziare a fare i conti con un movimento sino ad oggi refrattario alla politicizzazione.
    Politicizzazione che gli è però necessaria per sopravvivere a sè stesso e non finire in una bolla di sapone a Dicembre, salvo che passi da Onda a Ciclo Generazionale (cosa che però non penso accada).
    Kava, tu sembri uno che non si nasconde dietro un dito...
    Se la contestazione è trasversale e il collante è l'antipolitica cacciare il Blocco dalla piazza va contro la base stessa delle proteste.
    Si può andare avanti qualche settimana con le liturgie, ma la partecipazione alla protesta è già esaurita.

    Comunque sarebbe finita lo stesso, come è già accaduto negli anni passati ogni volta che ci sono state queste fiammate studentesche, che si sono ogni volta esaurite non appena nelle scuole sono andati i reduci a portare il verbo, le bandiere e le direttive.
    La verità è che gli studenti non si fanno agganciare e fuggono non appena gli si presenta un "Partito" (quale che sia).

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava Visualizza Messaggio
    Posso anche concordare con il resto dell'articolo. Sui due concetti espressi in queste righe però no.

    1) Che i movimenti studenteschi rappresentino la sentinella del malessere sociale.. Boh, io ho i miei dubbi insomma. Idem che abbiano colto prima di altri alcunchè, giacchè ci ripetiamo sugli stessi concetti da almeno un decennio insomma.
    2) La contestazione è trasversale. Su questo non ci sono dubbi ed il collante è l'antipolitica. Non ci possiamo mentire questo punto. Il chè non significa accettare la presenza in piazza del Blocco (come ho più volte scritto), ma significa iniziare a fare i conti con un movimento sino ad oggi refrattario alla politicizzazione.
    Politicizzazione che gli è però necessaria per sopravvivere a sè stesso e non finire in una bolla di sapone a Dicembre, salvo che passi da Onda a Ciclo Generazionale (cosa che però non penso accada).
    Quoto entrambi i punti.

  6. #6
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    Intervento dell'Onda all'assemblea nazionale delegati FIOM



    Noi crediamo che quello che sta succedendo nelle università e nelle scuole nelle ultime settimane abbia dell'incredibile.. Da ormai tre settimane pressoché tutte gli atenei e tantissime scuole della Penisola sono in mobilitazione, ciascuno con le proprie forme di lotta. Alcuni organizzano lezioni all'aperto, altri occupano le facoltà, altri ancora occupano i binari delle stazioni.
    In questi giorni centinaia di migliaia di studenti hanno invaso le strade e le piazze delle città, da Palermo a Bolzano, dimostrando che non esiste una generazione di bamboccioni, di fannulloni, ma piuttosto in questo Paese esiste una generazione in rivolta che ha deciso di riprendersi il proprio futuro cominciando a conquistarsi il proprio presente.
    Il più grande insegnamento che il movimento studentesco di queste settimane può offrirci è la dimostrazione che il consenso di questo governo in realtà si regge su un filo, assomiglia ad una grossa bolla speculativa come quelle che crescono e scoppiano nelle borse capitalistiche.
    Come le bolle finanziarie americane, il consenso al governo Berlusconi si sgretola appena si ha il coraggio di metterlo in discussione. Le lotte studentesche dimostrano che se si costruisce il confilitto, se si pratica una reale opposizione il governo va in crisi. A dimostrazione di ciò stanno, da un lato, alcuni sondaggi che segnalano come l'opinione pubblica sia sostanzialmente favorevole o quantomeno tollerante, nei confronti delle nostre proteste, dall'altro, ed è questo il dato politico più interessante, il governo appare in difficoltà balbettando soluzioni contraddittorie: prima la minaccia degli sgomberi, poi l'apertura, subito ritirata, al dialogo, poi ancora la minaccia di denunce, fino ad arrivare all'utilizzo di “armi non convenzionali” come l'appoggio a gruppuscoli neofascisti come Blocco Studentesco, che è un organizzazione che andrebbe cancellata dalla storia di questo paese.
    È un governo in crisi, è un governo che ha paura del conflitto sociale.
    Sono sostanzialmente due gli slogan, che sono anche direttamente intenti politici, che attraversano le assemblee in tutta Italia.
    Il primo dice: NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO. Un 'NOI', che non è mai rimasto chiuso nella piccola dimensione corporativa degli studenti, ma è sempre stato un noi aperto ai lavoratori dell'università, ai precari. Un noi che si rivolge direttamente anche ai metalmeccanici così come a tutti i lavoratori dipendenti di questo paese, un noi, di classe insomma, che urla l'indignazione di tutti i deboli e i subordinati di questo paese, decisi a non pagare più le politiche dei sacrifici voluti dai governi di destra e di sinistra negli ultimi anni.
    Noi non pagheremo una crisi di cui non abbiamo colpe, non pagheremo i debiti prodotti dal capitalismo internazionale.
    Il secondo dice: 'FACCIAMO COME IN FRANCIA', dove nel 2006 una grande alleanza tra studenti e lavoratori, costruita nelle lotte comuni, costrinse un governo di destra, non meno autoritario del governo Berlusconi, a ritirare una legge già approvata dal Parlamento.
    Sulla stregua di questi due slogan interveniamo oggi in questa assemblea.
    In questi giorni gli studenti sono scesi in piazza il 17 ottobre accanto ai sindacati di base, sono scesi in piazza il 30 accanto ai lavoratori della CGIL scuola, così come scenderanno in piazza il 14 in occasione dello sciopero dell'università indetto dalla CGIL.
    La volontà degli studenti è stata sin dall'inizio chiara: non si vince se non si costruisce un'alleanza con il mondo del lavoro.
    E qui arriviamo alla proposta.
    Noi crediamo che sia necessario uno SCIOPERO GENERALE, che blocchi tutta la produzione di questo paese.
    Uno sciopero generale è necessario per liberare la CGIL da un abbraccio mortale con gli altri sindacati confederali che sta progressivamente snaturando, trasformando irreversibilmente un sindacato storicamente combattivo come questo; uno sciopero è necessario anche per costringere i sindacati di base ad uscire dal minotarismo che li ha contraddistinti in questi anni.
    Uno sciopero generale, nel rispetto delle nostre rispettive agende di mobilitazione, quindi, va convocato al più presto, con al centro la richiesta di abrogazione immeditia della legge 133 e del decreto Gelmini 137, appena convertito in legge.
    Queste leggi che decretano la dismissione definitiva del sistema di formazione pubblico di questo paese, devono essere ritirate subito, perché un paese senza scuola pubblica è un paese incivile, un paese senza un sistema pubblico di formazione è destinato alla barbarie.
    Sciopero generale, dunque, e concludiamo, perché solo nel vivo delle lotte si può costruire una reale unità tra studenti e lavoratori, solo praticando l'opposizione sociale si può costruire una reale alternativa a Berlusconi in questo Paese.




    http://www.ateneinrivolta.org/conten...-delegati-fiom

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da No pasaran Visualizza Messaggio
    Intervento dell'Onda all'assemblea nazionale delegati FIOM
    E questo pistolotto lo avrebbero scritto gli studenti?
    E tu andrai fuori le scuole a spiegare che questo è quello che pensano? La "piattaforma".

    Te lo dico?
    Meglio di no, che poi Catartica mi censura e avrebbe pure ragione.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    E questo pistolotto lo avrebbero scritto gli studenti?
    E tu andrai fuori le scuole a spiegare che questo è quello che pensano? La "piattaforma".

    Te lo dico?
    Meglio di no, che poi Catartica mi censura e avrebbe pure ragione.
    Scusa Grifo, ma tu hai avuto qualcosa a che fare con la protesta di questi giorni?
    Hai partecipato ai dibattiti nelle facoltà? Alle assemblee? Alle manifestazioni?

    Mi sembri un po' grandicello.

    Forse una parte degli studenti fa proprio il motto "Nè rossi nè neri ma liberi pensieri", ma non è detto che quello sia lo sbocco della protesta. In ogni caso, chi l'ha proposto non mi pare abbia azzeccato la piattaforma. Difficilmente si egemonizza una protesta se si prendono a cinghiate gli studenti.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Scusate ma devo far notare una contraddizione...
    Visto che nelle scuole si sono insediati benissimo (vedi risultati elettorali) non si capisce perchè dovrebbero aggredire il loro target politico.


    O sbaglio?
    I fascistelli si sono "insediati" nelle scuole facendo propaganda contro Prodi Komunista, Luxuria frocio e propugnando "valori" tipo Onore Patria ecc.
    Piccolo problema: lo hanno fatto con l'appoggio logistico e organizzativo dei "reduci" di Azione GIovani e compagnia cantante, e magari i voti della "maggioranza silenziosa" quelli che votano contro i collettivi o in generale le liste di sinistra perchè Berlusconi gli ha detto che i komunisti sono kattivi.

    Poi, passata la sbronza ideologica, i fascistelli hanno scoperto con orrore che i loro fratelli maggiori di AN/PDL al Governo hanno massacrato la scuola pubblica, e si trovano una bella patata bollente.

    Ora non sanno bene cosa fare, perchè se restano allineati ai giovani di AN, fanno la figura dei servi e non prendono neanche i posticini in parlamento. Se invece vanno in piazza, la gente si ricorda che sono della stessa pasta della Gelmini e non bastano cinghiamattanza e spranghe tricolori a salvarli.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Scusate ma devo far notare una contraddizione...
    Visto che nelle scuole si sono insediati benissimo (vedi risultati elettorali) non si capisce perchè dovrebbero aggredire il loro target politico.

    Comunque sia lo sventolio di bandiere rosse ce lo avete portato dal giorno 30, quello successivo, e a vedere i servizi di Rai3 milioni di studenti vi seguono nel radioso avvenire e anelano al comunismo.
    Non avete quindi di che lamentarvi.
    O sbaglio?
    I movimenti politici giovanili e studenteschi,masse del genere se le sognano.E naturale sfruttare la massa per poi prendersi il merito e farsi un paio di foto.

    Il Blocco una manifestazione organizzata prevalentemente da loro e fatta da loro simpatizzanti non sarebbe minimamente paragonabile a quello che si è visto nelle piazze.


    Comunque il 30 Bandiere rosse con falce e martello erano due-tre più 5-6 del PdCI e una quindicina di rifondazione.Il resto vuoi mettere che gli iscritti della CGIL possano sfilare con la loro bandiera(quella rossa con scritta bianca?)

 

 
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