Sarà pronto entro l'inizio del 2009. Ma dal Pd: «No, Così si crea un ghetto»

A Empoli il primo carcere per trans

Struttura ad hoc per i detenuti che per orientamento sessuale non possono stare solo con uomini o con donne

EMPOLI – Sarà il primo carcere italiano per transessuali e nascerà, probabilmente entro i primi mesi del prossimo anno, nella casa di reclusione femminile a regime attenuato di Empoli, ormai semideserta dopo l’indulto.
FASE DUE - Il progetto è già stato presentato al ministero ed ha già ottenuto un primo e significativo ok. Adesso siamo passati alla fase numero due e il provveditorato delle carceri della Toscana ha avviato una serie di “incontri istituzionali” con Regioni ed enti locali. «Perché per avviare al meglio il progetto – spiega Maria Pia Giuffrida, provveditore regionali delle carceri toscane – è necessario un percorso comune tra stato ed enti locali ed avviare progetti appositamente studiati».
ESIGENZE DI TUTELA - I detenuti transessuali fino ad oggi sono custoditi in reparti separati all’interno di carceri. Uno dei più importanti si trova a Sollicciano, a Firenze. «E’ una soluzione che tutela solo in parte questi soggetti – spiegano però educatori ed esperti – che possono avere problemi a vivere con detenuti uomini oppure donne». Il carcere di Empoli potrebbe ospitare una trentina di detenuti transessuali che potrebbero seguire un percorso di reinserimento personalizzato ed essere seguiti da educatori specializzati. La struttura di Empoli, secondo gli esperti ministeriali, è ottima. L’edificio è poco più grande di mille metri quadrati ed ha ventisei celle spaziose collocate su due piani. Non mancano sala ricreativa, biblioteca, laboratorio dentistico, infermeria, campo di calcetto e pure un ettaro di terra annesso con ulivi e una serra con possibilità di produzioni agricole.

POLEMICHE - Il progetto per un carcere per soli transessuali sta però suscitando perplessità e polemiche. Contrario si dichiara il vice presidente della giunta regionale toscana, Federico Gelli (Pd). «Capisco le buone intenzioni – dice – ma temo che in questo modo si crei un ghetto. Prima di pronunciarmi definitivamente vorrei studiare il progetto nei dettagli, ma le perplessità sono molte».
Marco Gasperetti
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14 novembre 2008(ultima modifica: 15 novembre 2008)



http://www.corriere.it/cronache/08_n...abc.shtml:eek: