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  1. #1
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    Predefinito Scuola. Area identitaria a Gelmini: Ministro siamo con lei

    Roma, 14 nov. - "Auguri al ministro Gelmini, siamo con lei". Si conclude cosi' una lunga lettera che i circoli Area identitaria, giovani di destra che fanno capo ad An, hanno scritto al ministro della Pubblica istruzione. Nella lettera, in cui si attaccano comunisti e sindacati, si legge: "Ben vengano le classi separate per i bambini immigrati", si parla positivamente del grembiule, della severita' e della meritocrazia.

    Per quanto riguarda l'universita' l'invito e' "a tagliare tutti quei corsi inutili che servono solo svuotare le casse dello Stato". "Ora il vento e' cambiato- si legge nella lettera- noi ci siamo, pronti a una vera e propria contestazione in Vespa e opposta al '68. Siamo pronti e disponibili ad aprire un tavolo con lei insieme ad altri giovani di destra e ai sempre piu' numerosi scontenti e delusi dalla sinistra, la maggioranza sostanziale della nazione".

    Intanto il comizio si e' concluso sotto il ministero della Pubblica istruzione al quale hanno assistito circa 150 militanti. Dal camion continua la musica e viale Trastevere non e' ancora stato liberato.

    (Sav/ Dire)

    http://www.diregiovani.it/gw/produce...x?id_doc=15084

  2. #2
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    ridicoli servi

  3. #3
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    Semplicemente mossa politica coerente a quella precedentemente fatta-e a mio parere del tutto criticabile-...

  4. #4
    TORINO E' GRANATA
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    ma scusate che non capisco più.....
    questi tizi ieri erano a rompere i coglioni a casa di Epifani per poi tirarsi le iree del servizio d'ordine della cgil che a detta di un imparato compare si scopre picchia i ragazzini....non potevano dico io andare direttamente ieri a manifestare fuori dalla casa di Fini Gianfichetta ed oggi invitare a cena la Gelmini ?? magari il più fortunato e belloccio aveva anche qualche possibilità per il dopo cena no ??

  5. #5
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    Oggi stavo li davanti al Ministero, si vedeveno molte bandiere dell'Area Identitaria "Romana(?)" e troppe bandiere di AN. C'era un carrozzone con le musiche di DJ Francesco e una massa di pariolini e qualche cravattaro che agitavano stanchi i tricolori. Ero uscito da casa con l'intento di rompere qualche culo e invece c'eraro solamente alcuni sorridenti agenti.
    Se lo sapevo prima andavo con i compagni al Circo Massimo...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio


    Se lo sapevo prima andavo con i compagni al Circo Massimo...
    Così il culo te lo rompevano i compagni?
    "Son contento quando consumo senza pagare un pò meno quando pago e non consumo"

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartacus74 Visualizza Messaggio
    Così il culo te lo rompevano i compagni?

  8. #8
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    Una vergogna tutta di destra

    www.generazioneeuropa.it
    Mentre la stragrande maggioranza della comunità studentesca, in questi giorni, sta scendendo in piazza per protestare contro la Legge 133 e la riforma Gelmini, due mostri sociali che darebbero la “mazzata definitiva” alla - già - povera università italiana, una sparuta minoranza di giovani targati Alleanza Nazionale sta cercando di reinventarsi - forse per non scomparire dai mezzi d’informazione - facendo delle contromanifestazioni di sostegno alla ministra Gelmini ed al suo governo, il quale vede tra i propri rappresentanti la stessa Giorgia Meloni, già presidente (sembrerebbe ad vitam) di Azione Giovani. Mentre un intero esercito di studenti, personale didattico e docenti, di ogni estrazione e bandiera politica (dai centri sociali a Forza Nuova, dai disobbedienti a Generazione Europa) scende in piazza per difendere posti di lavoro, ricerca e qualità dello studio, mentre ragazzi di ogni grado ed età manifestano per non vedere il proprio futuro svenduto alle grandi aziende, partecipanti future delle nuove “università-fondazioni”, questi giovani incalliti supporter del governo e delle sue nefandezze scelgono di stare dalla parte opposta. Così hanno deciso con una piccola occupazione a Torino ed una piccola conferenza dove l’età media era di cinquant’anni, di appoggiare le politiche di privatizzazioni della cosa pubblica, definendosi nei fatti eccitati adulatori del neoliberismo, scegliendo di stare dalla parte dei grandi manager contro i giovani precari i quali con il blocco del turn-over, previsto in questa riforma, non vedranno mai la possibilità di costruirsi un futuro, di fare un mutuo per la casa, di avere una famiglia, supportando il governo anche quando questo ha costruito una legge che vuole togliere quasi un terzo dei fondi all’università pubblica nei prossimi cinque anni, con la consapevolezza (è certo, mica sono stupidi) che questo taglio non permetterà la sua sopravvivenza.
    Ma la vergogna più grande sta nella enormità di menzogne che la ministra Meloni e gli scagnozzi del governo Berlusconi stanno in questi giorni inventando, sull’onda emotiva delle grandi percentuali che darebbero a questo esecutivo un consenso di due italiani su tre, per giustificare una scelta politica devastante e antisociale.
    Mentre Berlusconi infatti parla di “manifestazioni di una minoranza di studenti” quando quasi tutte le università sono in subbuglio con assemblee generali di oltre diecimila partecipanti, mentre Gasparri parla dello spontaneismo di protesta nelle scuole come “rito di stampo maoista” quando invece tra i manifestanti si possono incrociare studenti di ogni opinione politica, e dice che “la maggioranza degli studenti è con il governo”, la presidente dei giovani di An nega, nega tutto o meglio, cerca di negare tutto: i tagli espressamente indicati per anno all’art. 64 della legge 133/08, la privatizzazione dell’università puntualmente prevista dall’art. 16 della medesima legge, insomma l’importante è dimostrare di essere (ancora) in apparenza “sociali”, dalla parte dei precari, dei giovani e dell’università pubblica. E poi? Poi c’è il solito slogan: gli studenti “in piazza perché trascinati dai partiti di sinistra, dai docenti settantottini e dai sindacati”.
    Come se a Roma, a Torino, a Trieste, a Milano e in tutte le altre città d’Italia ci fossero centinaia di migliaia di burattini nelle mani dei soliti compagni stalinisti. Follie e farneticazioni di chi la piazza non la vede, di chi all’università a parlare con studenti e professori non ci è mai stato, di chi dagli scranni di un ministero detta ai giornalisti dichiarazioni sconcertanti che nulla hanno a che fare con la realtà, ma che odorano di arrogante propaganda elettorale.
    Cosa importa dell’onestà intellettuale, quando si ha la bacchetta magica del potere?
    Ma i soldatini della Meloni cosa dicono per sostenere la ministra Gelmini? Ebbene, assemblano qualche slogan come “la Gelmini è contro i Baroni” oppure “la protesta degli studenti difende la casta” e “la protesta ridicolizza la nostra generazione”: insomma, assemblano il vuoto politico più totale con l’alienazione di ciò che sta succedendo nella realtà della scuola italiana. D’altronde come si potrebbe difendere la scellerata distruzione dell’università pubblica se non aderendo al verbo liberista di “privatizzazioni” e “flessibilità”: si deve dedurre in definitiva che questo deve essere stato il fine del percorso politico di tale movimento giovanile, nato dalle spoglie del - già corrotto - Fronte della Gioventù.
    Al governo hanno il loro capo, quel che conta è difenderlo senza perdere la propria faccia istituzionale. La dignità di Uomini liberi invece l’hanno smarrita nel proprio percorso di sdoganamento dai vecchi schemi che si erano da sé creati. Magari loro un lavoro sicuro con il servizio clientelare del proprio partito lo trovano, dei tanti precari invece meglio non parlarne: a loro basterà l’elemosina dell’assistenzialismo di Stato.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    Una vergogna tutta di destra

    www.generazioneeuropa.it
    Mentre la stragrande maggioranza della comunità studentesca, in questi giorni, sta scendendo in piazza per protestare contro la Legge 133 e la riforma Gelmini, due mostri sociali che darebbero la “mazzata definitiva” alla - già - povera università italiana, una sparuta minoranza di giovani targati Alleanza Nazionale sta cercando di reinventarsi - forse per non scomparire dai mezzi d’informazione - facendo delle contromanifestazioni di sostegno alla ministra Gelmini ed al suo governo, il quale vede tra i propri rappresentanti la stessa Giorgia Meloni, già presidente (sembrerebbe ad vitam) di Azione Giovani. Mentre un intero esercito di studenti, personale didattico e docenti, di ogni estrazione e bandiera politica (dai centri sociali a Forza Nuova, dai disobbedienti a Generazione Europa) scende in piazza per difendere posti di lavoro, ricerca e qualità dello studio, mentre ragazzi di ogni grado ed età manifestano per non vedere il proprio futuro svenduto alle grandi aziende, partecipanti future delle nuove “università-fondazioni”, questi giovani incalliti supporter del governo e delle sue nefandezze scelgono di stare dalla parte opposta. Così hanno deciso con una piccola occupazione a Torino ed una piccola conferenza dove l’età media era di cinquant’anni, di appoggiare le politiche di privatizzazioni della cosa pubblica, definendosi nei fatti eccitati adulatori del neoliberismo, scegliendo di stare dalla parte dei grandi manager contro i giovani precari i quali con il blocco del turn-over, previsto in questa riforma, non vedranno mai la possibilità di costruirsi un futuro, di fare un mutuo per la casa, di avere una famiglia, supportando il governo anche quando questo ha costruito una legge che vuole togliere quasi un terzo dei fondi all’università pubblica nei prossimi cinque anni, con la consapevolezza (è certo, mica sono stupidi) che questo taglio non permetterà la sua sopravvivenza.
    Ma la vergogna più grande sta nella enormità di menzogne che la ministra Meloni e gli scagnozzi del governo Berlusconi stanno in questi giorni inventando, sull’onda emotiva delle grandi percentuali che darebbero a questo esecutivo un consenso di due italiani su tre, per giustificare una scelta politica devastante e antisociale.
    Mentre Berlusconi infatti parla di “manifestazioni di una minoranza di studenti” quando quasi tutte le università sono in subbuglio con assemblee generali di oltre diecimila partecipanti, mentre Gasparri parla dello spontaneismo di protesta nelle scuole come “rito di stampo maoista” quando invece tra i manifestanti si possono incrociare studenti di ogni opinione politica, e dice che “la maggioranza degli studenti è con il governo”, la presidente dei giovani di An nega, nega tutto o meglio, cerca di negare tutto: i tagli espressamente indicati per anno all’art. 64 della legge 133/08, la privatizzazione dell’università puntualmente prevista dall’art. 16 della medesima legge, insomma l’importante è dimostrare di essere (ancora) in apparenza “sociali”, dalla parte dei precari, dei giovani e dell’università pubblica. E poi? Poi c’è il solito slogan: gli studenti “in piazza perché trascinati dai partiti di sinistra, dai docenti settantottini e dai sindacati”.
    Come se a Roma, a Torino, a Trieste, a Milano e in tutte le altre città d’Italia ci fossero centinaia di migliaia di burattini nelle mani dei soliti compagni stalinisti. Follie e farneticazioni di chi la piazza non la vede, di chi all’università a parlare con studenti e professori non ci è mai stato, di chi dagli scranni di un ministero detta ai giornalisti dichiarazioni sconcertanti che nulla hanno a che fare con la realtà, ma che odorano di arrogante propaganda elettorale.
    Cosa importa dell’onestà intellettuale, quando si ha la bacchetta magica del potere?
    Ma i soldatini della Meloni cosa dicono per sostenere la ministra Gelmini? Ebbene, assemblano qualche slogan come “la Gelmini è contro i Baroni” oppure “la protesta degli studenti difende la casta” e “la protesta ridicolizza la nostra generazione”: insomma, assemblano il vuoto politico più totale con l’alienazione di ciò che sta succedendo nella realtà della scuola italiana. D’altronde come si potrebbe difendere la scellerata distruzione dell’università pubblica se non aderendo al verbo liberista di “privatizzazioni” e “flessibilità”: si deve dedurre in definitiva che questo deve essere stato il fine del percorso politico di tale movimento giovanile, nato dalle spoglie del - già corrotto - Fronte della Gioventù.
    Al governo hanno il loro capo, quel che conta è difenderlo senza perdere la propria faccia istituzionale. La dignità di Uomini liberi invece l’hanno smarrita nel proprio percorso di sdoganamento dai vecchi schemi che si erano da sé creati. Magari loro un lavoro sicuro con il servizio clientelare del proprio partito lo trovano, dei tanti precari invece meglio non parlarne: a loro basterà l’elemosina dell’assistenzialismo di Stato.

    Una vergogna tutta neofasciosionista. Non è un caso che anche loro, dal generico squallido "due popoli due stati", siano al militantismo sionista !

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da zorba Visualizza Messaggio
    Intanto il comizio si e' concluso sotto il ministero della Pubblica istruzione al quale hanno assistito circa 150 militanti. Dal camion continua la musica e viale Trastevere non e' ancora stato liberato

    150persone per una manifestazione nazionale di un partito di governo.non male..
    Come suol dirsi, 150 secondo gli organizzatori . Secondo la questura ....

    Mah , saran stati 40. Ma poi : quaranta de che ?

    Il termine persone riferito a Giulianone Castellone, ed a qualche altro imberbe quarantenne della Peggio Gioventù mi pare ingiustificatamente generoso.

    O persone , O Berluscoglione .

 

 
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