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    Predefinito Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur

    ROMA - Intrecci di società, consulenze, nomine ministeriali. Le nuove carte dell'inchiesta sugli appalti dei Grandi eventi raccontano la carriera del cognato di Guido Bertolaso, Francesco Piermarini, 52 anni, svelano i suoi rapporti con Diego Anemone. E soprattutto ricostruiscono l'ascesa di Riccardo Miccichè, 36 anni, che con lui ebbe l'incarico di «rappresentante della struttura» al G8 de La Maddalena. Risulta essere ingegnere, ma nel suo curriculum c'è la partecipazione alla società Modu's Atelier «che ha come oggetto l'attività di parrucchiere per uomo, donna e bambino». Eppure, dopo aver seguito i lavori in Sardegna, ha ottenuto un altro incarico prestigioso: il 22 dicembre scorso il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi lo ha nominato «direttore dei lavori» per il restauro degli Uffizi con un costo di 29 milioni e mezzo di euro. Non è l'unica «anomalia» denunciata nell'informativa dei carabinieri del Ros. Il fratello di Miccichè è infatti responsabile tecnico dell'impresa Giusylenia «inserita in un contesto criminale finalizzato alla gestione dei lavori pubblici» e collegata in passato a Bernardo Provenzano. La moglie del capo della Protezione civile Gloria Piermarini non è dunque l'unica ad aver beneficiato degli incarichi di Anemone. Gli investigatori stano cercando di ricostruire eventuali altri legami con il costruttore accusato di essere ai vertici della «cricca». E vogliono anche scoprire in base a quali criteri Miccichè abbia ottenuto due nomine di tale prestigio. In precedenza era stato soltanto «unico componente del consiglio di amministrazione della società "Erbe medicinali Sicilia srl", specializzata nella preparazione dei terreni per la coltivazione delle erbe e piante officinali». La coppia al G8
    Scrivono i carabinieri nella relazione consegnata ai magistrati di Firenze: «Riccardo Miccichè, durante l'esecuzione dei lavori alla Maddalena, ha avuto in uso un'utenza intestata all'impresa "Ing. Raffaello Pellegrini srl" con sede in Cagliari, impegnata in lavori di subappalto per conto della Consortile Maddalena riferibile a Diego Anemone. Analogamente Francesco Piermarini ha avuto in uso un'altra utenza intestata all'impresa Pellegrini». Quando si decide di spostare il vertice internazionale Piermarini, durante alcuni colloqui telefonici che vengono intercettati, dice che resterà in Sardegna «fino a luglio e poi si va in Abruzzo». Miccichè approda invece a Firenze. Il 27 novembre 2009 un'ordinanza della presidenza del Consiglio ha inserito il restauro degli Uffizi nel programma per le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Fabio De Santis, il provveditore della Toscana tuttora in carcere «raccomanda la sostituzione dei vertici della stazione appaltante con altri elementi di grandissima esperienza». La decisione passa al ministro per i Beni Culturali.

    La scelta di Bondi
    La sera del 22 dicembre 2009 «Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi, comunica ad Angelo Balducci la distribuzione degli incarichi: Mauro Della Giovampaola "soggetto attuatore", Enrico Bentivoglio "responsabile unico del procedimento", Riccardo Miccichè "direttore dei lavori". Al telefono commenta "Mi sembra una buona squadra"». La sera successiva De Santis parla con Bentivoglio che «comincia col lamentarsi di della Giovampaola e poi parla di Miccichè». Bentivoglio: Tu lo sai chi hanno nominato direttore dei lavori? Il siciliano De Santis: Miccichè? Non ci posso credere! Bentivoglio: Sì... «di comprovata esperienza e professionalità»... lui, è lui De Santis: quando lo vedo gli dico: siamo proprio dei cazzari guarda, siete proprio dei cazzari... andate in giro a rompere il c... Bentivoglio: Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi... abbiamo fatto la riunione l'altro giorno... siamo tornati in treno... c'era pure Salvo (Nastasi, ndr) allora stavamo un attimo da soli e ho fatto "Salvo ma siamo sicuri di coso, qua del siciliano?" "Sì, non ti preoccupare... poi io c'ho un fatto personale che tu non c'hai". Dico: "Tutto il rispetto perché è una persona in gambissima, ma a gestire un lavoro del genere... De Santis: È un bordello aho! I carabinieri che ascoltano le telefonate dispongono nuove verifiche. E nella relazione evidenziano: «Effettivamente Miccichè non appare essere munito di una particolare esperienza per condurre la direzione dei lavori agli Uffizi». Non solo.

    Il pizzino di Provenzano
    Già nel marzo scorso sono emersi possibili collegamenti con Cosa nostra. «Il dato che si ritiene meritevole di approfondimento investigativo — sottolinea il Ros — è costituito dal fatto che il fratello Fabrizio ricopre la carica di responsabile tecnico della Giusylena operante nel settore degli appalti pubblici il cui amministratore e socio di maggioranza è Antonio De Francisci». Non solo: «In occasione dell'arresto di Giovanni Brusca, avvenuto in provincia di Agrigento nel 2006, gli fu sequestrato un appunto dattiloscritto che lo stesso ha riferito essergli pervenuto da Bernardo Provenzano, all'epoca latitante e riguardante "Lavoro De Francisci". Brusca ha chiarito a verbale: "Mi riferisco a quello che ha fatto lavori nel paese di Corleone. Questo qua ha uscito la tangente e io per come sono stati, glieli ho fatti avere a Bagarella». Adesso bisognerà comprendere chi è perché, nonostante questi rapporti, Miccichè sia stato scelto prima per il G8 e poi per gli Uffizi».
    Le società di Piermarini
    Gli accertamenti si incrociano con quelli che riguardano Piermarini. Dopo la scoperta della consulenza affidata da Anemone alla moglie di Bertolaso si stanno verificando gli incarichi ottenuti dalle sue società. Dopo aver avviato la messa in liquidazione la "Ecorescue International srl", nata nel 2005 «per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti e oggi», l'ingegnere «risulta socio al 94 per cento e amministratore unico della società Flumen Urbis con sede in Roma, costituita nel 2005 con un capitale sociale di 10.000,00 euro e avente come oggetto sociale, oltre la compravendita di beni immobili, anche l'esercizio di attività turistiche, alberghiere, di ristorazione, ricreative, culturali ed i servizi connessi a quanto sopra oltre che di tutti i servizi destinati alla organizzazione e realizzazione di convegni, congressi, conferenze, esposizioni mostre nonché quelli per l'organizzazione e la gestione di manifestazioni culturali anche per conto terzi ed anche ricercando e fornendo sponsorizzazioni. La rimanente quota di partecipazione del 6 per cento del capitale sociale è detenuta dalla Lethis srl».
    Fiorenza Sarzanini
    09 maggio 2010


    Link: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur - Corriere della Sera


  2. #2
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    Predefinito Rif: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur


  3. #3
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    Predefinito Rif: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur

    forse a bondi piace come questo coiffeur gli acconcia la capigliatura... :sofico:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur

    La promozione di Riccardo Miccichè a direttore dei lavori di restauro dei Grandi Uffizi, per un valore di 29 milioni e mezzo di euro, con il placet del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, è al centro di un’informativa dei carabinieri del Ros contenuta negli atti depositati dalla procura di Firenze per il giudizio immediato di Angelo Balducci, Fabio de Santis, Francesco De Vito Piscicelli e dell’avvocato Guido Cerreti, di cui danno conto oggi il Corriere della sera e la Repubblica.

    “LORDATA LA MIA ONESTA’” – “Niente a che fare con «faccendieri» e anzi, il merito di aver agevolato «il lavoro della magistratura»“, risponde Bondi, in una nota con la quale replica alle notizie apparse oggi sul Corriere della sera e su Repubblica. «Oggi alcuni quotidiani danno il meglio di sé‚ nell’esercizio di lordare anche la mia onestà – dice Bondi – . Avrò il tempo per medicare le ferite alla mia onorabilità che, attraverso alcuni articoli, mi sono state inferte. Nel frattempo, desidero rivendicare il merito di aver proceduto al commissariamento dell’area archeologica di Pompei, dei Fori Romani, di Brera e degli Uffizi. Per quanto riguarda il Museo degli Uffizi – conclude il ministro -, appena ho avuto conoscenza delle indagini della magistratura, ho revocato immediatamente il commissariamento per agevolare il lavoro della magistratura stessa, proprio perch‚ non ho nulla a che fare con faccende e faccendieri di cui si parla“.

    UN INGEGNERE PARRUCCHIERE – Micchichè, 36 anni, già rappresentante della struttura Grandi eventi al G8 della Maddalena, che risulta essere ingegnere ma, sottolineano Corsera e Repubblica citando le carte, ha un curriculum in cui compaiono le attività di parrucchiere e di unico componente del consiglio di amministrazione di una società , la Erbe medicinali Sicilia, «specializzata nella preparazione di terreni per la coltivazione delle erbe», viene nominato da Bondi il 22 dicembre 2009 direttore dei lavori per il restauro degli Uffizi. È Fabio de Santis, provveditore della Toscana tuttora in carcere, ad esprimere perplessità su Miccichè al telefono con Enrico Bentivoglio, «responsabile unico per il procedimento» degli Uffizi, in una intercettazione i cui contenuti sono riportati dai due quotidiani. De Santis: «Miccichè? Non ci posso credere»; e Bentivoglio risponde: «Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi…abbiamo fatto la riunione l’altro giorno…siamo tornati in treno.. c’era pure Salvo (Nastasi, ndr.) allora stavamo un attimo da soli e ho fatto ‘Salvo ma siamo sicuri di coso qua, del siciliano?». I carabinieri che ascoltano le telefonate dispongono nuove verifiche e nella relazione evidenziano: «Effettivamente Miccichè non appare essere munito di una particolare esperienza per condurre la direzione dei lavori degli Uffizi». I carabinieri sottolineano che il fratello di Miccichè, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta Giusylenia srl, impresa «sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina». Da qui la necessità di nuovi approfondimenti.

    SCARCERATI GLI INDAGATI – Il funzionario pubblico Mauro della Giovanpaola, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, è tornato stamani in liberta. Ha lasciato il carcere di Terni dove era detenuto senza fare dichiarazioni. Anche nei confronti di Della Giovanpaola sono scaduti oggi i termini della custodia cautelare disposta dal gip di Perugia Paolo Micheli. È quindi tornato in libertà come il costruttore Diego Anemone. Oggi sono scaduti i termini di custodia cautelare anche nei confronti degli altri due arrestati per l’inchiesta Perugia sugli appalti per i grandi eventi, Angelo Balducci e Fabio De Santis. Questi rimangono però detenuti perchè coinvolti nel troncone fiorentino dell’inchiesta, quello per l’appalto dei lavori della scuola marescialli nel capoluogo toscano.


    Povero bingo bondo........hanno lordato la sua onestàiango:iango:iango:
    Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur

    Mi scuso....dimenticato il link
    Bondi, Miccichè e l’appalto dei Grandi Uffizi
    Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il cognato, Anemone e l'appalto per gli Uffizi all'ingegnere-coiffeur

    Chi sono gli altri ministri "lordati" dagli affari della cricca?

  7. #7
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    Predefinito E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri

    ROMA - Con buona pace di Guido Bertolaso e del set allestito venerdì a Palazzo Chigi per restituire onore e lustro alla Protezione civile, c'è una storia (documentata negli atti depositati dalla Procura di Firenze per il giudizio immediato di Angelo Balducci, Fabio De Santis, Francesco De Vito Piscicelli e l'avvocato Guido Cerreti) che torna a raccontare le mosse storte della Cricca. E uno dei suoi miracoli negli appalti per le Grandi opere. Parliamo della decisione che, nel dicembre del 2009, con il placet del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, promuove a direttore dei lavori di restauro dei Nuovi Uffizi un tale Riccardo Micciché, ingegnere agrigentino non solo in odore di mafia, ma soprattutto ricco di una competenza maturata nel ramo del management di aziende specializzate nella "preparazione dei terreni per erbe e piante officinali", e nella "attività di parrucchiere per donna, uomo, bambino, di manicure e pedicure". Epperò, già collega di cantiere, alla Maddalena, di Francesco Piermarini, il cognato di Guido Bertolaso.

    Micciché e i Nuovi Uffizi, dunque. Per l'appalto, che vale 29 milioni e mezzo di euro (e di quelli in elenco per i 150 anni dell'Unità d'Italia), nel dicembre del 2009, un'ordinanza di "Protezione civile" della Presidenza del Consiglio dei Ministri raccomanda che sia scelto quale direttore dei lavori, "un soggetto di elevata e comprovata esperienza". E così, quando il 22 dicembre, Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, comunica ad Angelo Balducci che la scelta è caduta sull'ingegnere Micciché, persino ad un tipo con due dita di pelo sullo stomaco come Fabio De Santis, sembra troppo. Al telefono con il suo amico e collega Enrico Bentivoglio, De Santis, allora provveditore per le Opere pubbliche della Toscana, dice: "Come cazzo si chiama... Micciché. Non ci posso credere... Non ci posso credere (ride)... Ma li mortacci. Quando lo vedo gli dico: "Siamo proprio dei cazzari... Siete proprio dei cazzari. Andate in giro a rompere il cazzo... Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi, abbiamo fatto la riunione, siamo tornati in treno e ci stava pure Salvo Nastasi. Stavamo da soli e gli ho fatto: "Ma siamo sicuri di coso... il siciliano? Siamo sicuri che questo riesce a mettere d'accordo tutti? Perché un conto è fare un grande successo... La Maddalena per carità d'Iddio... un conto è fare il direttore degli Uffizi".


    Evidentemente, però, l'agrigentino ha amici di peso. Sicuramente - per quel che si legge nelle intercettazioni telefoniche di De Santis - ha l'appoggio di Mauro Della Giovampaola. Certamente, ha un peso decisivo aver lavorato alla Maddalena con Francesco Piermarini, il cognato di Bertolaso, quale "rappresentante della struttura di missione" e avere avuto un qualche legame con il costruttore Diego Anemone (visto che il cellulare di Micchiché, come quello di Piermarini, in quel periodo sono in carico a una delle aziende che lavorano in subappalto per il costruttore romano). In ogni caso, annotano i carabinieri del Ros nella loro informativa del 4 gennaio 2010, "l'ingegnere non appare essere munito di particolare esperienza per condurre i lavori degli Uffizi". Se non altro, per aver seduto nel cda della società "Erbe Medicinali Sicilia" (le piante officinali) ed essere socio della "Modu's Atelier" (parrucchiere e manicure).

    Ma quel che è peggio - e sono ancora i carabinieri ad annotarlo - è che il fratello di Riccardo Micciché, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta "Giusylenia srl", impresa "sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina", accusati di aver favorito la latitanza di Giovanni Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano.

    Non è dato sapere se in quel dicembre 2009, il ministro Bondi conosca le competenze di Riccardo Micciché e il contesto familiare mafioso che lo definisce. Se lo abbia informato il suo capo di gabinetto o lo abbia fatto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. È un fatto che Micciché diventa direttore dei lavori di restauro e che le conclusioni del Ros appaiono su questa circostanza radicali: "Si ritiene che l'affidamento dei lavori degli Uffizi sia gestito in una più ampia cornice di interscambio di favori, con la conseguenza che l'importante direzione dei lavori venga affidata a un tecnico che, da un lato non sembra essere un soggetto di elevata e comprovata responsabilità, e dall'altro ha contatti con soggetti iscritti in un contesto di condizionamento mafioso".

    (09 maggio 2010)
    E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri - Repubblica.it


    A soli 17 anni dalla Strage mafiosa dei Georgofili, a pochi giorni dall'anniversario, viene fuori che il Ministro Bondi ha affidato un appalto per i nuovi Uffizi ad un ingegnere in odor di MAfia. Sono disgustato..

    Isozaki no, il coiffeur sì:mmm:
    Ultima modifica di Razionalista; 10-05-10 alle 16:26
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  8. #8
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    Predefinito Rif: E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri



    Bondi sarebbe uno dei tre ministri inguaiati che serebbero usciti a nei prossimi giorni?

    Ma per fare il ministro nel Partito Dei Ladri quali requisiti bisogna avere?
    No perché di questo passo alla fine ne rimarrà uno solo.
    Chi trova un amico, trova un lavoro...

  9. #9
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    Predefinito Rif: E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri

    Colossei, fidanzate e restauratori - Repubblica.it



    Colossei, fidanzate e restauratori

    Ad un Misterioso restauratore degli Uffizi

    Ignaro Coiffeur
    Malinconico effondersi
    Di fugaci budget
    Con vista Cosa Nostra,
    Sapiente esteta
    Di policrome mèches,
    Nelle tue manicure
    Del Vasari il retaggio
    Fidente rimetto,
    E rimirando l'Unto
    Colto da sindrome di Stendhal
    Intrepido mi fletto


    ***

    Al Colosseo

    Ignaro Anfiteatro,
    Privilegiato reperto
    Con vista Scajola,
    Tentennante calce
    Stramazzante al suolo.
    Restauratio trasfusa
    Con mistica premura
    Affido a un pedicure,
    E col capo cosparso di malta
    Al Cavalier con voluttà m'inchino

    ***

    Draquila

    Ignara pellicola
    Lordata verità
    Di sublime appalto
    Al cuore dello Stato,
    Codardo dileggio
    al tremulo set
    dei Suoi toccanti spot.

    ***

    Al mio novello amore

    Ignara fidanzata
    Quando su Lei mi perdo
    Il Suo volto io vedo,
    Il Suo nome io grido.
    E Lei, non so perché,
    S'incazza.

    (10 maggio 2010)
    Fare per Fermare il Declino
    www.fermareildeclino.it

 

 

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