Il movimento cristiano sociale nasce come la casa di tutti i cristiani di sinistra presenti in Pol. Esso fonda le sue radici (1) sulla Dottrina sociale della chiesa, considerata come il punto di avvio del cattolicesimo democratico e popolare, in quanto denunciò le infamie e lo sfruttamento del capitalismo senza regole nei confronti degli operai e che dall'altra parte denunciò il materialismo marxista come ideologia priva di valori e di ordine, con l'unico scopo di promuovere la dignità del lavoratore e (2) sul concilio Vaticano II, da cui i laici cattolici occuparono ed occpuano tutt'ora, un ruolo fondamentale nella Chiesa e nella società. Gli ideali di giustizia sociale si riscoprono nell'esperienza dei cattolici democratici, che nel 900 hanno servito la nostra patria come don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, i quali combatterono sempre e fermamente contro la deriva fascista, favorendo lo sviluppo democratico del nostro paese attraverso la scrittura della nostra Costituzione, Bibbia laica della convivenza civile. Più avanti fu Giorgio La Pira a svolgere una grande opera di carità "scandalizzando" la società di allora, infatti rimase sempre al servizio dell'"ultimo" pur ricoprendo l'incarico di Sindaco di Firenze. Egli infatti salvò 3000 operai di un industria fiorentina al collasso finanziario e creò il quartiere dell'isolotto, nel quale vennero costruite case popolari date poi a poveri bisognosi. Altra esperienza deriva dalla saggezza di Aldo Moro, ideatore del centrosinistra, essenziale per affrontare all'epoca, una società che vedeva la contrapposizione della massa desiderosa di "democrazia" con il mantenimento del sistema politico vigente. Da ricordare il compromesso storico, con il quale, grazie all'ingresso nel governo del PCI, avrebbe cercato di garantire una più efficace lotta al terrorismo che stava avanzando; progetto che non andò in porto a causa del suo assassinio a opera delle Br, su cui la storia non ha fatto ancora chiarezza.
Questi sono solo alcuni dei tanti cattolici che hanno dato loro stessi per un'Italia democratica. Il nostro impegno, come dimostrano i personaggi fin qui citati, è di rimettere al centro del dibattito politico gli ideali cristiani, fondamentali per la costruzione della democrazia del nostro paese, ma che oggi sono considerati quasi un problema, una deriva integralista in molti casi e un attacco alla laicità. La laicità nel XXI secolo deve essere la base della convivenza civile, nel libero scambio di idee, senza discriminazioni e condizionamenti ideologici, un confronto armonioso e continuo tra credenti e non credenti in una società in cui regna l'uguaglianza; no dunque a una laicità che guarda la Chiesa come un qualcosa di antimoderno. In questa rivalutazione dei valori cristiani nella vita politica, è da condannare una destra che contraddice certi ideali, pur professandosi sostenitrice di essi; il riferimento è alla politica sull'immigrazione, con la quale ha fomentato l'odio verso il diverso.
Pensatori di riferimento:
Nicolò Tommaseo
Don Giovanni Bosco
Pier Giorgio Frassati
Don Luigi Sturzo
Alcide De Gasperi
Giuseppe Dossetti
Don Lorenzo Milani
Giorgio La Pira
Aldo Moro
Carlo Alberto Dalla Chiesa
Don Pino Puglisi




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