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Citazione:
Originariamente Scritto da
dante pastorelli
La legge naturale, che scaturisce dall'essenza stessa delle cose, precede ogni legge positiva umana.
Essa non è affatto soggettiva.
I suoi caratteri infatti sono:
universalità, perché vige in tutto il mondo;
immutabilità, perché non muta coi tempi;
indispensabilità, perché nessuno può ritenersene dispensato;
evidenza, perché a tutti è nota quando si sia raggiunto l'uso di ragione.
A volte può sembrar soggettiva semplicemente perché non tutti l'osservano: le trasgressioni esistono ma non possono intaccare il vigore della legge.
A volte sembra che ci sia un mutamento, invece mutano le circostanze (o materia) in cui dev'esser applicato il principio.
Talvolta l'evidenza sembra offuscata da certe usanze negative diffuse o in popolazioni primitive ammesse: ciò perché l'evidenza dalla ragione può esser offuscata da istinti e passioni. Inoltre la legge naturale contiene precetti primari che non ammettono incertezze, e secondari che queste incertezze, per la scarsa cultura, possono non esser chiari e vengono disattesi quanto più si allontanano dai primi. Ma qui il discorso diventa troppo lungo.
d'accordissimo.
nei giorni scorsi ho letto un articolo di non ricordo più quale relativista tra i tanti, che citava la descrizione dell'abbandono consensiente da parte degli eschimesi dei loro vecchi, con un tocco di simpatia e quasi di ammirazione, come se la nostra civiltà occidentale dovesse andare ad apprendere da popolazioni primitive le "leggi naturali".
è proprio questa antropologia relativista fuorviante che ha fatto perdere all'occidente la fede in se stesso, la fede in generale e di conseguenza la ragione.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
tolomeo
d'accordissimo.
nei giorni scorsi ho letto un articolo di non ricordo più quale relativista tra i tanti, che citava la descrizione dell'abbandono consensiente dei loro vecchi da parte degli eschimesi, con un tocco di simpatia e quasi di ammirazione, come se la nostra civiltà occidentale dovesse andare ad apprendere da popolazioni primitive le "leggi naturali".
è proprio questa antropologia relativista che ha fatto perdere all'occidente la fede in se stesso, la fede in generale e di conseguenza la ragione.
L'Occidente ha perso il senso della dignità della vita..quello che esiste presso gli eschimesi..una volta beninteso..che oggi tutto il mondo è paese..e i vecchi invece di essere saggi..sono conosciuti come rincoglioniti..
Un vero vecchio non sarà mai di ostacolo ai giovani..ma li favorirà..e quando sente che la sua vita ormai è agli sgoccioli..non si preoccuperà di rompere le scatole a tutti pretendendo attenzioni da infante..ma si incamminerà serenamente verso il luogo deve tutti dovremo andare..e se la società aiutasse ad abbandonare questo mondo nel modo più tranquillo e amoroso possibile..potremo dirci civilizzati..invece di far costringere la gente a buttarsi dalla finestra...se poi qualcuno vuol continuare a vivere fino allo stremo..magari legato al letto ..senza lume della ragione e pieno di escrementi..nessuno lo ammazza..
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Citazione:
Originariamente Scritto da
iares
ma se non vuole...
Qui si vorrebbe dare libertà...non obbligare ..
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dante pastorelli
Non implica affatto ciò. Semplicemente mettevo davanti alla realtà coloro che si richiamavano ad una presunta e mai provata volontà di una ragazzetta, facendo notare l'assurdità di un tale appellarsi anche con l'esempio di circostanze in cui la volontà era stata espressa da adulti dinnanzi a vari testimoni.
Per me "porre termine alla sventurata situazione" resta un omicidio particolarmente odioso perché perpetrato su chi non può reagire e difendersi.
Ma allora lei non ha risposto al quesito che ponevo e che ora ripropongo.
Citazione:
Nessuno può negare ad una persona non solo di rifiutare le cure, ma neanche di lasciarsi morire. Trattasi infatti di un atto privato, che concerne la libertà dell'individuo.
Su questo punto credo che nessuno abbia da obiettare.
Ma il diritto, che riconosciamo ad una persona autonoma, da diverse parti, che esprimono posizioni integraliste, si vuole che sia negato ad una persona più debole, cioè incapace di intendere e volere, pur se questa abbia espresso le sue volontà.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dante pastorelli
La legge naturale, che scaturisce dall'essenza stessa delle cose, precede ogni legge positiva umana.
Essa non è affatto soggettiva.
I suoi caratteri infatti sono:
universalità, perché vige in tutto il mondo;
immutabilità, perché non muta coi tempi;
indispensabilità, perché nessuno può ritenersene dispensato;
evidenza, perché a tutti è nota quando si sia raggiunto l'uso di ragione.
A volte può sembrar soggettiva semplicemente perché non tutti l'osservano: le trasgressioni esistono ma non possono intaccare il vigore della legge.
A volte sembra che ci sia un mutamento, invece mutano le circostanze (o materia) in cui dev'esser applicato il principio.
Talvolta l'evidenza sembra offuscata da certe usanze negative diffuse o in popolazioni primitive ammesse: ciò perché l'evidenza dalla ragione può esser offuscata da istinti e passioni. Inoltre la legge naturale contiene precetti primari che non ammettono incertezze, e secondari che queste incertezze, per la scarsa cultura, possono non esser chiari e vengono disattesi quanto più si allontanano dai primi. Ma qui il discorso diventa troppo lungo.
Siamo nel campo della metafisica: ciò che per lei risulta coerente con la legge naturale, può risultare contrastante per me.
L'unico modo per mettersi d'accordo, anche se obtorto collo per uno dei due, può essere fatto solo dal legislatore.
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:fru:mad:
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8259girata.asp
Il cardinale Camillo Ruini non si aspettava in Italia «un nuovo caso Terry Schiavo»:
Eluana ha esigenze molto modeste, ha bisogno di un pò di cibo e di un pò di acqua»
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sto' caso Eluana stà diventando una pippa interminabile............ non ho capito perchè è tanto difficile rispettare la volontà della ragazza e del padre..
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dante pastorelli
La legge naturale, che scaturisce dall'essenza stessa delle cose, precede ogni legge positiva umana.
Essa non è affatto soggettiva.
I suoi caratteri infatti sono:
universalità, perché vige in tutto il mondo;
immutabilità, perché non muta coi tempi;
indispensabilità, perché nessuno può ritenersene dispensato;
evidenza, perché a tutti è nota quando si sia raggiunto l'uso di ragione.
A volte può sembrar soggettiva semplicemente perché non tutti l'osservano: le trasgressioni esistono ma non possono intaccare il vigore della legge.
A volte sembra che ci sia un mutamento, invece mutano le circostanze (o materia) in cui dev'esser applicato il principio.
Talvolta l'evidenza sembra offuscata da certe usanze negative diffuse o in popolazioni primitive ammesse: ciò perché l'evidenza dalla ragione può esser offuscata da istinti e passioni. Inoltre la legge naturale contiene precetti primari che non ammettono incertezze, e secondari che queste incertezze, per la scarsa cultura, possono non esser chiari e vengono disattesi quanto più si allontanano dai primi. Ma qui il discorso diventa troppo lungo.
Anche ammesso per amor di conversazione l'esistenza del diritto naturale, resta il fatto che pochi lo riconoscono. O, più precisamente, pur accettando per ipotesi l'esistenza di un diritto naturale immutabile mi pare evidente che nel mondo, per ogni persona illuminata che riconosce questo diritto ve ne sono almeno tre che riconoscono diritti naturali "falsi" con almeno altrettanta sicumera, fede e convinzioni. Mi pare ne risulti una scarsa applicabilità pratica alla legislazione umana di questo diritto, poichè, ahimè, i più brancolano nel buio, evidentemente perchè dotati di una ragione monca, e, anche volendosi affidare al governo e alla guida di savi illuminati, nulla garantirebbe di aver scelto i savi "giusti". Sarei comunque interessato a una dimostrazione inconfutabile dei principi di questo diritto. Dovendo essere per ipotesi esso evidente a chi usa la ragione, una dimostrazione tale dimostrazione mi pare dovrebbe essere possibile.
Quanto al caso in questione, io, che sono sfortunatamente cieco alla luce delle leggi immutabili, baso il mio diritto sulla semplice empatia. In un caso simile vorrei essere lasciato morire, tutto lascia pensare che la ragazza in questione in materia avesse idee simili, i famigliari soffrono nel veder negata la sua volontà. Dunque tenderei ad auspicare che gli si dia la morte più serena e indolore possibile (anche se questo dovesse comportare un intervento attivo. Non posso fare a meno di trovare ipocrita un distinguo tra azione e omissione, quando le conseguenze fossero le stesse.Tra lasciare morire di disidratazione e operare un inniezione letale non vedo differenze morali, anzi, se la seconda opzione potesse causare un trapasso meno sofferto la troverei più umana). E considererei meno odioso questa atto rispetto alla protervia di chi in nome dei suoi principi si opponesse a quello che considero un atto di pietà ed andasse contro alla volontà dell'interessato.