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Rete Telecom, la soluzione dell’Agcom è monopolio regolatorio
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Scritto in origine da abbott
La partita della rete Telecom sembra giunta al termine. Tutto è bene quel che finisce bene? Non esattamente, secondo l’ultimo Focus dell’Istituto Bruno Leoni “Rete Telecom: quanto lieto è il lieto fine?” (PDF), di Massimiliano Trovato. Secondo Trovato, Fellow di IBL, «l’ultima sortita dell’AGCOM denuncia i soliti vizi di un’attività regolamentare approssimativa, ed il compromesso (quasi) raggiunto – pur riconoscendo a Telecom l’assoluzione per le marachelle di questi anni ed agli operatori alternativi la fondatezza di alcune loro significative richieste – sembra destinato a scontentare un po’ tutti».
«Il rischio tangibile – continua Trovato – è quello di vincolarci ad un modello che abbiamo finora definito di mercato più per wishful thinking che per realismo. Un modello, cioè, in cui il regolatore determina quali offerte si possano commercializzare ed a che prezzo, l’incumbent guida il mercato e compie tutte le essenziali scelte strategiche e d’investimento, ed un numero di operatori alternativi lo inseguono come possono».
“Rete Telecom: quanto lieto è il lieto fine?”, IBL Focus n. 117, è liberamente scaricabile qui (PDF).
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7311
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Scritto in origine da perplesso666![]()
è uno scherzo vero?
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Scritto in origine da Monsieur![]()
Fosse vero sarebbe da scendere in piazza.
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Scritto in origine da Hayekfilos![]()
boh ma la gente dove ha vissuto?
fosse vero?.... se guardate alle relazioni dell'AGCOM o se prendete il riassunto fatto nell'indice delle liberalizzazioni 2008 dell'IBL (premiato come migliore ricerca dell'anno) VI ACCORGETE DI CHE COSA E' RIUSCITA A COMBINARE L'AGCOM CON LA SUA REGOLAZIONE EX ANTE DEL MERCATO.
E' stata determinante nella realizzazione assolutamente innaturale in una economia di mercato consistente nel consolidamneto degli attori di mercato in una fase di mercato ancora non giunta a maturazione.
il consolidamento è avvenuto perchè i concorrenti di telecom sono stati giugulati a livello di margini (troppo bassi) dalle tariffe determinate attraverso il meccanismo di price cap autoritativamente determinato da AGCOM.
a questo si aggiunga la parsimonia nell'erogazione del credito da parte degli istituti finanziari per l'incertezza delle prospettive e del quadro regolatorio poco incentivante (in quanto teso a salavguardare i posti di lavoro dell'incumbent cioè dell'ex monopolista legale TI spa).
ma tutti i nodi vengono al penttine e nel nuovissimo piano industriale, presentato ieri) che tiene conto di uno scenario meno favorevole sopravveniente nello scenario regolatorio della rete.... gli esuberi salgono a 9000 unità.
Mi ricordo ancora di quando Mr Colaninno si vantava di avere risanato Telecom sotto la sua illuminata gestione durante la quale erano state vendute le pizzerie in carico a TI spa.
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Scritto in origine da Hayekfilos![]()
http://www.adnkronos.com/IGN/Economi...3.0.2779413748
Economia
A Londra la presentazione del piano triennale 2009-2011
Telecom: altri 4mila esuberi in Italia. Saranno ridotti entro il 2010
I tagli si aggiungono ai 5mila già previsti. Fra gli obiettivi la cessione di alcune attività non core, una crescita dei ricavi e la riduzione dei costi a livello di gruppo
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ultimo aggiornamento: 03 dicembre, ore 09:21
Londra, 3 dic. (Adnkronos/Ign) - Altri 4mila esuberi in Telecom Italia. A d annunciarlo è l'ad Franco Bernabè durante la presentazione, a Londra, del piano industriale 2009-2011 che prevede tra l'altro ''un ulteriore intervento di riduzione degli organici sul perimetro domestico'' pari a ''4mila unità oltre alla già prevista riduzione di 5mila risorse entro il 2010''.
Il piano, approvato ieri sera, prevede inoltre la cessione di alcune attività non strategiche, operazione che porterà nelle casse della società fino a 3 miliardi di euro.
Nel mercato domestico, l'azienda punta a tornare alla crescita dei ricavi, prevedendo per il 2008-2011 un aumento medio annuo dello 0,2%. ''Il primo obiettivo - afferma Telecom - è l’inversione del trend dei ricavi nel 2010 grazie alla crescita dei ricavi da servizi innovativi (BroadBand e business adiacenti) che al 2011 rappresenteranno circa il 28% dei ricavi domestici totali''.
Fra gli obiettivi anche la riduzione dei costi a livello di gruppo. Il piano industriale 2009-2011 ''individua sette aree di intervento secondo un modello Lean Company, per l'aumento dell’efficienza che porteranno a una riduzione complessiva di costi ed investimenti, a livello di gruppo, di circa 2 miliardi di euro nel 2011, con il conseguimento di oltre il 40% delle efficienze già nel corso del 2009: tre programmi relativi alle infrastrutture: IT, Network Operations, Building & Energy che riguardano interventi di semplificazione e razionalizzazione, con efficienze complessive per ca. 0,8 miliardi di euro di cash cost".
Centrali per la strategia dle gruppo il mercato domenstico e quello brasiliano. ''Il Brasile - afferma Telecom - rappresenta un solido mercato emergente in cui Telecom Italia vuole rafforzare il proprio posizionamento facendo leva sulle potenzialità del mobile quale enabler dello sviluppo del broadband e sfruttando le opportunità della migrazione fisso-mobile''.
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Scritto in origine da Hayekfilos![]()
http://telecomitalia.webcasting.it/i...oad_Slides.pdf
il Piano Bernabeiano 2009-2011
gestione in mano alle illuminate banche italiane e agli spagnoli di telefonica
Obiettivo: invertire il trend di calo del fatturato indotto più della concorrenza dalla innovazione tecnologica
ben strano questo presunto mercato dove c'è un solo operatore alternativo che genera cassa sufficiente a coprire il costo del finanziamento del business








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