
Originariamente Scritto da
Keiros
Oggi ho assistito a una lezione di filosofia in un liceo scientifico. Tema, Hegel. Arrivati a parlare dello stato etico, la professoressa si alza e declama:
"Ah, che bello! io personalmente quando sento la parola "Stato" mi illumino di immenso.. quando mi ricordo che sono "servitore dello Stato" mi alzo di venti centimetri!"
Un ragazzo in prima fila fa una faccia evidentemente sarcastica, forse perché la professoressa è effettivamente una donna molto bassa, forse perché è un giovane libertario. La prof. nota e fa:
"Ah, ma perché la vostra generazione ha visto solo questa bruttura che c'è adesso.. una volta, quando io ero piccolina, a Tribuna Politica si vedevano dei Berlinguer, altro che QUEL CRETINO DI BRUNETTA!"
Al nome di Berlinguer, il ragazzo di prima fa una faccia schifata. La prof. :
"Beh, C., cos'è?"
(e qui il mio eroe personale della giornata)
"Beh prof. con tutto il rispetto non mi pare che all'epoca di Berlinguer ci fosse meno marcio che adesso."
E lei:
"Ma che c'entra, ma che c'entra!? una volta esisteva il rispetto delle ISTITUZIONI! Hegel, è questo il bello di Hegel, il senso dello Stato! lo Stato, ah lo Stato!"
Giuro, non esagero, era proprio esaltata. Il ragazzo:
"Prof. con tutto il rispetto, a me pare che gli stati nella storia siano stati principalmente oppressione e liberticidio"
(sì, parlava piuttosto bene)
"Ah, C., queste cose bisogna conoscerle per parlarne! il senso dello Stato! il giuramento alla Repubblica! le Istituzioni! ah, che bello!"
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tl;dr: come fa una generazione a crescere libera, se le viene inculcato il culto dello stato proprio nel momento cruciale della sua formazione? a me non sembra niente di diverso dall'indottrinamento comunista, fascista o nazista, solo che adesso si chiama "educazione civica" o "progetto anniversario della Costituzione".