Erano le ore 12 quando una potente esplosione ha terrorizzato i passanti della centrale via Yehuda Maccabi di Tel Aviv. Dai resti fumanti di una Volkswagen hanno visto spuntare il corpo esanime ed insanguinato di Yaakov Alperon, uno dei boss della malavita locale degli ultimi 30 anni. Le sue ultime ore di vita sembrano prese da un film d'azione. Di prima mattina era al tribunale di Tel Aviv, per assistere all'incriminazione del figlio (un soldato che serve nei paracadutisti), accusato di aver minacciato un disk-jockey a fini di estorsione. "Yaakov appariva sereno, felice" ha commentato il suo avvocato Yaniv Segev. Approfittando del dibattito giudiziario i killer hanno sistemato un ordigno nella sua automobile, lasciata incustodita presso il palazzo di giustizia. Pur minacciato di morte diverse volte e sopravvissuto ad almeno due attentati, Alperon non aveva scorta. Quando ha deciso di rientrare a casa ha percorso solo un breve tragitto: dopo dieci minuti si è verificata l'esplosione. Nel giugno scorso, con una tecnica analoga, era stato eliminato nel centro di Tel Aviv l'avvocato penalista Yoram Hacham, difensore di un noto malavitoso. I suoi assassini non sono stati finora rintracciati. La saga degli Alperon inizia nel 1947 quando una coppia di ebrei egiziani, Haim e Jamila, si insedia in un rione povero alla periferia di Tel Aviv. Per mantenere i 12 figli il padre si alza all'alba e, alla guida di un carretto trainato da un cavallo, vende bottiglie di latte. Poi la tragica morte nell' esercito del figlio maggiore, Reuben, che riceverà la medaglia al valor militare. La miseria è terribile: per restare a galla i giovani Alperon frequentano la palestra del rione, partecipano a gare, portano a casa medaglie e prestigio. L'impressionante forza fisica ed una innata perspicacia li trasformano in esattori efficienti e temibili. In anni successivi si impadroniranno di terreni e di imprese. Per inchiodare Yaakov Alperon, alla fine degli anni Ottanta, la polizia garantisce al suo segugio più famoso (Haim 'Shogun' Pinchas) 150 agenti e il meglio della tecnologia. Alperon sarà condannato a quattro anni di detenzione. Ma una volta tornato libero, sarà più famoso e temuto che mai. Un altro fratello, Mussa Alperon, si dedicherà alla vita politica fino ad arrivare al Comitato centrale del Likud. Ormai i fratelli non devono più usare i muscoli: quando passano, attorno a loro la gente si fa subito da parte. La loro potenza desta tuttavia rivalità con altri clan: ci sono continuamente attriti, incursioni, sparatorie. Adesso sarà guerra totale fra le bande ? L'avv. Segev lo esclude. "Gli Alperon - afferma - sperano solo che gli assassini siano individuati, processati, puniti". Ma secondo la polizia c'é da temere che nei prossimi mesi ci saranno spargimenti di sangue. Che potrebbero costare la vita anche ad innocenti visto che ormai i regolamenti di conti avvengono anche nel centro di Tel Aviv, nell'ora di punta.