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Figli perduti d'Europa: Paolo Guzzanti + Marco Travaglio



Il delirio anti-russo continua, con nuovi e maggiori livelli di isteria ideologica. Nei giorni scorsi, sui rispettivi blog, il giornalista-parlamentare Paolo Guzzanti [anche articolo del 14 ottobre 2008][foto sopra, a sx] e il giornalista Marco Travaglio [foto sopra, a dx] hanno ripresentato i loro pensieri sulla questione dell'amicizia italo-russa, alzando i toni e dipingendo, senza la minima vergogna per il loro cumulo di stupidaggini, la Russia come un pericoloso regime.

Più avanti troverete i loro testi, ma prima alcune premesse.

Paolo Guzzanti
blattera di libertà da difendere e di odio per la guerra, invocando una nuova rivoluzione (filo-americana) anche con le armi (tenere a mente), con toni pericolosi e integralisti. Non ci pare che abbia sbraitato altrettanto per la guerra in Iraq, per la strage del Cermis o, appunto, per il pericoloso progetto di scudo nell'Europa dell'Est, che di fatto spezza l'Europa in due tronconi (a solo vantaggio degli USA -leggasi: Governo Centrale di Washington più tentacoli economici, militari e massmediatici vari-). Inoltre, sarebbe bene ricordare una cosa. L'11 febbraio 2007 scrivevamo:
  • La vicenda dell'avvelenamento di Litvinenko è importante anche per un'altra ragione. Essa è un messaggio chiarissimo per l'attuale governo italiano, affinchè rimanga nell'orbita "occidentale", senza slittamenti o cedimenti. La bufera su Scaramella e su Guzzanti, così come le accuse al "Prodi, uomo del KGB", servono solo a tenere buoni gli alleati italiani, in tempi di nuova, possibile, guerra fredda con la Russia post-sovietica. E, bisogna proprio dirlo, il Governo Prodi si è già messo sull'attenti con la decisione di rimanere in Afghanistan, con l'allargamento della base militare di Vicenza e con la produzione di caccia militari assieme agli USA.
Non a caso, nel febbraio 2007 (quindi durante il secondo Governo Prodi) , l'Italia, nella quasi (e sospetta e) totale segretezza, ha firmato l'accordo proprio per lo scudo anti-missilistico nell'Est Europa. Nell'articolo "La sinistra "imperialista" (e senza distinzioni tra quella democratica e quella radicale)" [in PDF], ospitato su Ripensare Marx del 13 novembre 2008, c'è un'analisi compiuta di tutta la vicenda, posta sotto l'ottica di una sinistra che, anche nei suoi rivoli apparentemente alternativi, tende ormai alla totale dipendenza dall'orbita statunitense (e con Obama sarà anche peggio). A quel tempo, l'ex-presidente francese, Jacques Chirac, avvertiva che un simile scudo anti-missilistico avrebbe avuto effetti negativi, spaccando il continente europeo e portando ad una seconda "guerra fredda" (come di fatto sta iniziando a verificarsi). Ma per il servo Guzzanti la libertà esiste solo sotto le armi degli e per gli USA...

Marco Travaglio
, invece, con il suo recente polemizzare contro la Russia, ha mostrato il suo lato più ipocrita. Come probabilmente sapete, Travaglio ha sempre affermato di non occuparsi di questioni che esulino da ciò che normalmente lui tratta, in parte per ragioni di conoscenza degli argomenti. Ad esempio, su canali di video-hosting come Youtube circolano alcuni video sulla questione, posta al giornalista, del signoraggio e da lui liquidata col fatto che, non occupandosi di economia, ma di cronaca giudiziaria e non essendo un tuttologo, non è il caso che ne parli. Benissimo: chi si occupa di determinate questioni e vuole farlo al meglio, si occupa solo di ciò. Ma Travaglio, recentemente, attaccando Berlusconi, ha però affermato che l'Italia sarebbe alleata, all'insaputa del Parlamento, del regime "fasciocomunista" (sic) di Putin e che lo scudo spaziale nell'Est Europa è una buona cosa.

Ci piacerebbe sapere su che basi afferma quanto dice, confondendo "rapporti amichevoli" con "alleanza", dipigendo a quel modo il legittimo governo russo, non rilevando che l'accordo italo-staunitense sullo scudo è stato fatto in maniera extra-parlamentaristica e che tutto il progetto ha possibili effetti pericolosiper la pace in Europa. Certo, si potrebbe pensare che una simile presa di posizione sia, appunto, solo un modo per attaccare Berlusconi, ma forse è il caso di rilevare che non è necessario, come Travaglio stesso insegna, scrivere di tutto e su tutto (solo per una forma di giornalismo maniacale). Si occupi solo di determinate cose, che lui ritiene di conoscere adeguatamente, e lasci perdere il resto del mondo, che sarà ben felice di non vedersi trattato con tanta superficialità.

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