fonte Falcodestro
Come tutti sapranno è stato firmato un accordo tra il governo iracheno ed il comando americano di stanza a Bagdad per un ragionato piano di passaggio di poteri e funzioni dalle truppe americane che presidiano il territorio iracheno alla polizia ed al nuovo esercito del paese mesopotamico.
Per cui ,entro il 2011, tutte le truppe straniere presenti sul suolo iracheno,si ritireranno.
Ora noi siamo persone pragmatiche e non speriamo che vi sia da parte degli “antiamericani in servizio permanente effettivo” l’ammissione che il presidente Bush ha mantenuto la sua vecchia promessa di fissare, quantomeno, una data certa per il rientro a casa dei soldati americani dall’Iraq: pretendere da costoro uno scatto di onestà intellettuale sarebbe come volere la luna nel pozzo.
Semplicemente vogliamo lasciare queste poche righe a beneficio dei lettori, che sapranno certo farsi un ‘idea su chi sa ammettere i propri sbagli e mantenere la parola data e chi no.
Vogliamo invece puntare sulla sfida, implicita, che l’accordo costituisce alla rockstar neoeletta: ora si sa che gli americani se ne andranno, non scapperanno come qualcuno voleva,ma lasceranno il testimone in tempi tutto sommato ragionevoli.
Ora,la rockstar dovrà dimostrare, di fronte a ciò, di che pasta è realmente fatto.
Manterrà la parola data e anzi si dedicherà a riposizionare gli uomini che,progressivamente liberati dall’incombenza irachena, si renderanno disponibili per la “caccia” a Bin Laden (visto che la rockstar non fa che dire che è la sua priorità), oppure cederà di schianto agli strepiti della sua ala sinistra e straccerà gli accordi presi per riportare i soldati a casa prima del tempo, dando così modo ai qaidisti di “vendere” la cosa come la loro vittoria “di martiri dell’islam che hanno cacciato l’infedele invasore”?
Noi saremo qui a verificare la capacità del neoeletto di tenere fede agli impegni presi.
Aspettiamo anche curiosi di sapere il nome del nuovo Segretario di Stato e la strategia che la nuova amministrazione terrà di fronte a Cina e Russia.
Perchè abbiamo fretta di sapere se possiamo ancora contare sulla Casa Bianca nella lotta per la libertà e la democrazia ed il contrasto ai nuovi totalitarismi del XXI secolo.
di Perplesso da Falcodestro





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