Rischia sanzioni da parte del Pd il senatore Riccardo Villari, se non si dovesse dimettere da presidente della Vigilanza Rai. Domani si riunira' il coordinamento del partito e nel pomeriggio tocchera' al direttivo del gruppo del Pd al Senato che in base allo statuto puo' adottare quattro tipi di sanzioni verso i 'ribelli': il richiamo orale, il richiamo scritto, la sospensione dal gruppo o l'espulsione. L'orientamento sarebbe verso provvedimenti molto duri.
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,16884563.html
Eccolo qui il Partito "Democratico".
Manca poco, a quanto pare, all'epurazione in perfetto stile stalinista del senatore Riccardo Villari, che porta l'unica colpa di essere stato eletto Presidente della Commissione Vigilanza della RAI, dopo ben 40 votazioni andate a vuoto.
La più rigida partitocrazia sembra vincere sul buon senso, su una soluzione in grado di sbloccare una situazione paralizzata per mesi.
Il PD, ormai servo dei desiderata di Antonio Di Pietro, rischia il suicidio politico.
Una mossa del genere non risolverebbe nulla (se Veltroni non l'ha ancora capito, Orlando sulla poltrona di Presidente della Vigilanza non siederà mai), e anzi confermerebbe la persistenza di venature vetero-comuniste nel Partito cosiddetto "riformista", moderno e aperto alle idee e alle libere discussioni.
La cacciata di Villari riporterebbe alla mente il PCI vecchio stampo, pronto a denigrare i dissidenti, a chiedere la testa degli oppositori interni.
E Villari oppositore non è: egli intende solo preservare il suo ruolo istituzionale, rispettando l'invito del Capo dello Stato a porre rimedio ad una crisi incancrenita.
Altro che Partito Democratico.
Altro che discorsi buonisti del Lingotto.
Qui siamo in presenza di un atto politico inaudito, con il povero Villari designato come agnello sacrificale.




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