Una risposta davvero micidiale. Per la risposta alla risposta : non so!
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Una risposta davvero micidiale. Per la risposta alla risposta : non so!
Questi dell'opposizione sono dei co....ni. Non sanno nemmeno cosa significhi strategia politica. Il PDL non voleva Orlando? Bene, ci si accordava su un nome che il PDL avrebbe potuto votare, un PDdino o uno dell'IDV poco importa. Ma che avesse un mandato politico dall'opposizione. Una volta eletto il personaggio in questione avrebbe convocato una conferenza stampa ed avrebbe dato le dimissioni dal proprio gruppo (PD o IDV), comunicando che da quel giorno sarebbe stato il nuovo portavoce di L. Orlando. Così Berlusconi l'avrebbe presa nel culo.
Che devono più dire dopo questa ridicola storia?
Un Veltroni che per mesi spreca tempo e fatica tentando di far eleggere un candidato di un altro partito, per giunta impresentabile.
Che si mette a gridare al rischio antidemocratico per un esponente del PROPRIO partito lecitamente e regolarmente eletto dalla maggioranza con DUE VOTI DELLO STESSO PD.
Che non riesce nemmeno a far dimettere al primo colpo Villari, il quale snobba tutto e tutti rendendosi irreperibile al telefono per un giorno intero.
Che si accontenta di un nuovo accordo in base al quale dovrebbe diventare presidente della Commissione un rottame della vecchia repubblica giunto ai suoi 85 anni (diceva bene Facci stamattina: "E meno male che si era parlato di largo ai giovani").
Per stasera, basta. Fermiamoci qui.
per tutti gli intelligentoni come te che non sanno che cazzo dire, dai un'occhiatina qui:
I Sette Errori di Veltroni
Scritto da Gianni Pardo
mercoledì 19 novembre 2008
Sergio ZavoliCon l’indicazione di Sergio Zavoli Walter Veltroni è uscito dall’angolo? Se ne può dubitare. Basta mettere in fila i fatti.
Il nome di Leoluca Orlando è indigeribile, per il Pdl, e in tanto si sarebbe potuto insistere su di esso, in quanto si fosse posseduta la forza di imporlo. Ma non la si aveva.
Qualcuno avrà pensato che la maggioranza non potesse decentemente opporsi alla prassi che vuole tale presidente indicato dalla minoranza e questo è stato un primo errore. Il Pdl si è impuntato sul “no” e ne è risultato il blocco del funzionamento della Commissione di Vigilanza. Le riunioni per l’elezione (44) si sono succedute in una serie interminabile e presto il Paese, oltre ad un enorme fastidio, ha avuto l’impressione che il centro-sinistra si ostinasse stupidamente. E questo tanto più dopo che il centro-destra aveva rinunziato alla nomina dell’avv. Pecorella come giudice costituzionale. Se Veltroni fosse stato energico ed avesse avuto le idee chiare, dopo che il Pdl ha minacciato di eleggere autonomamente un Presidente (e ne aveva la forza), avrebbe dovuto dire a Di Pietro: o fornisci una rosa di nomi o il Pd ne indicherà una propria. La soluzione non ti piace? Quella è la porta. Ma non l’ha detto. Secondo errore.
A questo punto, con il sostegno di tre voti del centro-sinistra, si è arrivati all’elezione di Riccardo Villari, senatore del Pd: dunque, un’elezione non solo legittima, ma bi-partitica e secondo la prassi. Se Veltroni avesse avuto le idee chiare e l’energia sufficiente, avrebbe dovuto saltare in groppa alla tigre fino a far sorgere il sospetto di essere piuttosto l’autore che la vittima, di questo colpo di mano. In politica, meglio apparire gli autori e i beneficiari di un crimine, piuttosto che sembrarne l’oggetto: è un mondo in cui c’è posto solo per i vincenti. Il Pd avrebbe dovuto cominciare col fare le lodi di Villari, parlando del suo equilibrio, della sua schiva modestia (traduzione della parola “insignificanza”), affermando che aveva continuato a votare per Orlando per mantenere la parola data ma non poteva certo lamentarsi per la scelta di uno dei migliori, fra i suoi. Ma Veltroni questo non l’ha fatto. Terzo errore.
Non che appropriarsi questa soluzione, l’ha rigettata con indignazione. Prima ha dato per sicure le dimissioni di Riccardo Villari, che non si sono avute, quarto errore; poi, per bocca di Anna Finocchiaro, ha minacciato la sua espulsione: quinto errore. Infine l’ha pregato di dimettersi, senza ottenerlo e facendosi accusare di eversione da Marco Pannella, per avere tentato di “imporre” la rinuncia ad un parlamentare liberamente e legittimamente eletto. Sesto errore e mossa peggio che maldestra: suicida.Per fortuna, Riccardo Villari ha sempre affermato di essere pronto a dimettersi, se fosse stata avanzata la candidatura di un personaggio su cui convergesse il consenso di centro-destra e centro-sinistra, e a questo punto, come avrebbe dovuto e potuto fare mesi fa, Veltroni è passato oltre il disappunto di Di Pietro, facendo il nome di Sergio Zavoli. È uscito dal tunnel? Nient’affatto. Ha solo commesso il settimo errore.
Se questa soluzione era possibile, perché non è stata adottata mesi fa? Se un signore cede il posto ad una donna incinta, è un gentiluomo. Se lo stesso signore lo cede perché il marito della donna gli dice che se non si alza immediatamente gli darà un bel pugno sul naso, non è un gentiluomo: è uno che teme i pugni sul naso. In secondo luogo, l’indicazione di Zavoli legittima totalmente il comportamento del centro-destra: dimostra che il blocco dei mesi precedenti è da addebitare interamente al centro-sinistra.
Secondo la definizione di Carlo Cipolla, lo sciocco è colui che fa contemporaneamente il male altrui e quello proprio, mentre il santo fa il bene altrui con proprio svantaggio. Però questo presuppone che il santo voglia farlo, il bene altrui. Diversamente si è in presenza di un doppio sciocco che non solo fa il male proprio, volendo fare il male altrui, ma fa anche il bene altrui.
http://www.legnostorto.com/index.php...=view&id=23455
bella e TRASPARENTE, VERO, LA FIGURA DI VELTRONI?
HA TENUTO ASSIME L'OPPOSIZIONE, VERO , VELTRONI?
tu sei il più intelligentone di tutti... non è che si può rispondere 50 volte le stesse cose in tutti i 3d aperti dai tuoi simili sull'argomento.
http://www.politicaonline.net/forum/...68144#poststop
Ma se ti vuoi far dire che Veltroni ha fatto una cazzata dietro l'altra basta dirlo, non c'è nessun problema ad ammetterlo... la cosa veramente difficile (impossibile oserei dire) è vedere scritto o sentire da parte di una di cdx (elettore di FI nella fattispecie) che Berlusconi ha fatto una (magari solo una) cazzata o ha sbagliato.