Politica I francesi approvano la rivoluzione di Sarkozy
Mercoledí 19.11.2008 10:02
Lavorare la domenica? Perché no. Fare straordinari, superando così le 35 ore di lavoro settimanali? Certo. Andare in pensione a 70 anni? Nessun problema. Così, senza affrontare in realtà di petto le questioni sempre delicate dei contratti di lavoro e dell'età pensionistica, il presidente francese Nicolas Sarkozy sta cambiando in profondità le relazioni sociali, affidandosi alla 'libera scelta' di ogni singolo lavoratore. E un gran numero di francesi, secondo i sondaggi, è d'accordo. Chi lo vuole, dunque, potrà ''Lavorare di più per guadagnare di più'', come recitava uno degli slogan forti dell'allora candidato all'Eliseo, il quale non ha cessato di rilanciarlo una volta diventato presidente, convinto che in Francia si lavori poco.
E' una ''mini rivoluzione in marcia'', scrive il quotidiano Le Parisien, elencando tutte le misure fondate sulla 'libera scelta' del lavoratore. I sindacati denunciano "un metodo di riforma profondamente ipocrita". "In realtà, sotto questo slogan della 'libera scelta' - osserva Maryse Dumas, della segreteria della Cgt, il sindacato più forte - il governo sta attaccando conquiste sociali e diritti collettivi fondamentali, come il diritto alla pensione a 60 anni, l'orario settimanale di lavoro delle 35 ore, il riposo domenicale. E questo senza dirlo apertamente".
La 'libera scelta' del lavoratore potrà riguardare età della pensione, lavoro domenicale e straordinari. Pensione: dal 2009 sarà possibile lavorare fino a 70 anni, come prevede una misura votata dall'Assemblea nazionale, ora all'esame del Senato. I piloti di aereo potranno volare fino a 65 anni, rispetto ai 60 attualmente. E' il provvedimento che ha fatto scattare quattro giorni di sciopero all'Air France.
Lavoro domenicale: a inizio dicembre sarà discusso il progetto di legge che consente di lavorare la domenica soprattutto nella grande distribuzione.
Straordinari: su richiesta del datore di lavoro i dipendenti possono lavorare al di là della durata legale. Le ore fatte in straordinario danno diritto a delle agevolazioni fiscali.
Un esperto di relazioni sociali, Jean-Dominique Simonpoli, citato da Le Parisien, osserva: "Si sta passando ad un sistema di individualizzazione nel mondo del lavoro, in cui il singolo operaio contratterà con il suo datore di lavoro". E' finito dunque il tempo delle regole uniformi, che fissavano diritti e doveri comuni a tutti? E' arrivato il tempo della 'libera scelta' contro le rigidità?
Il consigliere di Nicolas Sarkozy sulle questioni del lavoro, Raymond Soubie, precisa: "Anche con la libera scelta tutto resta inquadrato. Ogni volta fisseremo dei paletti per garantire che questa scelta individuale sua veramente libera e non imposta dal datore di lavoro". Nella legge della maggioranza in preparazione sul lavoro domenicale sarà previsto, per esempio, che il rifiuto di lavorare la domenica non costituisca un motivo di licenziamento. Ma questo è il timore dei sindacati.
http://www.affaritaliani.it/politica...one191108.html




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