I voli bloccati via mail
Beffa. Il testo “Evitiamo il degrado della sicurezza, eleviamo il livello di attenzione” diffuso dai sindacati autonomi di Alitalia prescrive in questi giorni ai piloti e agli assistenti di volo contrari al piano Cai come sabotare l'azienda senza rischiare sanzioni.
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Nel bel mezzo della vertenza Alitalia, il 18 settembre, raccontammo che i piloti avevano preparato le dimissioni in blocco di controllori, istruttori, responsabili della sicurezza e capi della Direzione per le operazioni di volo. Un metodo ampiamente sperimentato per paralizzare l'azienda nel giro di ore. In quei giorni spiegammo anche che l'arsenale delle “aquile”, ma anche degli assistenti di volo, per mandare in tilt l'azienda senza mai dichiarare un'ora di sciopero, è vastissimo. Si va dalla malattia, (la comparsa di improvvise emicranie tra i piloti è particolarmente perniciosa perché un medico non può rifiutare il certificato: è impossibile provare il mal di testa), alla maniacale applicazione delle regole sulla sicurezza. Sono infinite le vie dei piloti per danneggiare l'azienda senza incrociare le braccia.
Dopo la recente proclamazione dello stato di agitazione del “fronte del no”, migliaia di viaggiatori bloccati a terra senza che Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl abbiano indetto ufficialmente degli scioperi, stanno facendo le spese di questo metodo. Che è un metodo assolutamente legale di lavorare in perfetta mala fede. Ieri, dopo la settima giornata di passione negli aeroporti, Alitalia ha annunciato che diffonderà oggi un piano con i voli annullati della prossima settimana, causati dalle proteste “in bianco” ma anche, come rende noto il comunicato, da un'impennata delle malattie. Stavolta i vertici delle sigle autonome hanno anche preparato un vero e proprio vademecum che in questi giorni è in mano a tutti piloti, hostess e steward che si sono opposti all'accordo con Cai.
Il testo inviato via mail prescrive rigorosamente come sabotare, in sostanza, la normale routine di lavoro, esasperando l'attenzione per la sicurezza. Il titolo recita testualmente così: “Evitiamo il degrado della sicurezza, eleviamo il livello di attenzione”. Il documento spiega che «per evitare il decadimento del livello di sicurezza» è necessario che vengano «scrupolosamente rispettate le disposizioni di legge vigenti nonché i regolamenti di compagnia». Poi, siccome «ognuno deve fare il proprio lavoro», quello che viene definito «un decalogo di comportamento» deve essere «rigorosamente rispettato per garantire un adeguato livello di sicurezza delle operazioni». Cinque sezioni che corrispondono a tutte le fasi del decollo, impongono regole precise. Sul primo punto, la «corretta formalizzazione dell'equipaggio» già si stanno sperimentando molte anomalie, in questi giorni. Se su un volo ci deve essere un equipaggio di quattro assistenti di volo, ne manca uno e non si trova un sostituto, l'aereo resta a terra.
La rigida applicazione delle norme significa inoltre che il pilota deve verificare che non ci sia acqua nel carburante ma anche che funzionino le toilettes, che il cockpit sia pulito e le poltrone intonse. Deve far contare i passeggeri uno a uno per essere sicuro che siano tutti a bordo e controllare che i loro bagagli a mano siano delle dimensioni giuste, che tutti i salvagenti siano in ordine, che non ci siano bombe a mano nelle tasche delle poltrone e che a bordo ci sia acqua a sufficienza. Di per sé queste verifiche, nel quotidiano, vengono delegate o filtrate dal buon senso (non capita certo di frequente che si imponga un solo bagaglio a mano e delle dimensioni dettate dalla legge). Ma quando scatta lo sciopero bianco no. E c'è un altro elemento da tenere in considerazione: l'onnipotenza, comprensibile, per certi versi, del pilota sul tema della sicurezza.
Per il Codice della navigazione del 1923, voluto da Mussolini, il pilota ne è responsabile unico. Questo vuol dire che sul dettaglio delle regole, in ultima istanza, decide lui. E può decidere che il rullaggio sulla pista a una velocità “sicura” sia a passo formica. O che la gomma, probabilmente, proprio nel quarto che poggia a terra, può essere bucata. E che l'aereo deve essere trainato un metro avanti per controllarla. I piloti hanno modi infiniti, per fare danni all'utenza e all'azienda. Molti di loro hanno dimostrato di avere una grande fantasia.
di Tonia Mastrobuoni su il Riformista
http://ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/31775/




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