Ci vuole del coraggio ad assumersi tutto il merito della questione. Speriamo che non sia costretto a dire "Sono stato frainteso".
Se mi spiego ;)
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Ci vuole del coraggio ad assumersi tutto il merito della questione. Speriamo che non sia costretto a dire "Sono stato frainteso".
Se mi spiego ;)
Oh questa la dovete accorpare con il thread su Berlusconi che salva la pace mondiale durante la crisi georgiana. Unificateli pure e cambiate il titolo in "lenzuolate mediatiche ad uso e consumo dei boccaloni interni".
BErsani ha detto cosa buona e giusta, per questo l'audio del TG1 è stato taroccato (e bene sì, non è la voce vera che sentite. Audio e timbro passano per un mixer audio. Stupefacente vero?).
Bersani ha detto che se le destre nazionaliste europee avessero fatto un po' meno gli euroscettici in passato certi casini non sarebbero possibili oggi.
E Ha RAGIONE
Pensare per un attimo a dare in mano ai coglionazzi sinistrati questa "patata bollente" sarebbe stato da suicidio collettivo , constatando cosa sono riusciti a fare nei loro diciotto mesi di permanenza a Palazzo Chigi. In assenza di crisi economica mondiale ci stavano mandando "pe' fratte " . Fortuna che il popolo italiano ha saputo ben valutare la catastrofe imminente ed ha pensato bene di dar loro sonori calci nel culo :sofico:
noto che vi siete dimenticati di citare che ha guarito dal cancro una povera vecchina accorsa all'aeroporto per ottenere la grazia ( concessa dall'alto della Sua maestosa Divinità )
e non menzionate neppure il fatto che è capace di tramutare il piombo in oro con il semplice tocco delle mani , per non parlare delle sue Lacrime che hanno poteri taumaturgici e guariscono dall'impotenza meglio di una vagonata di Viagra :giagia:
mi avete deluso :giagia::giagia:
è tutto merito del commissario all'allargamento (dei nostri culi per entrare nell'euro) :sofico:
Vediamo se qualcuno indovina il suo nome?
:mmm:
11 Maggio 2010
IL RETROSCENA / Notte di scintille tra Parigi e Berlino
di Enrico Brivio
«Non posso dire niente, vi prego non mi chiedete niente». Si era trincerato dietro un assoluto riserbo, l'eurogovernatore Jean-Claude Trichet venerdì sera alla cena a Bruxelles di fronte ai sedici leader della zona euro. La risoluta affermazione di indipendenza è stata poi articolata con lunghe esternazioni ieri, ma ad essere ancor più eloquenti sono stati i primi interventi della Bce sul mercato secondario, sebbene accompagnati dai richiami alla cautela del membro tedesco del board, Axel Weber.
L'interventismo di Trichet di fronte a una crisi definita «sistemica» e l'allerta di Weber per i rischi derivanti dall'acquisto di titoli da parte di un istituto centrale non sono che uno dei chiari segnali delle tensioni che hanno attraversato l'asse franco-tedesco, nel lungo weekend di passione per il salvataggio dell'euro. Frizioni esplose su due punti: il ruolo della Bce nei momenti di crisi e la portata dei meccanismi finanziari da attivare in caso di difficoltà di un paese di Eurolandia.
Alla fine i ministri dell'Ecofin a Bruxelles la mediazione sullo strumento di salvataggio l'hanno trovata, dopo le due del mattino di lunedì, accordandosi su uno special purpose vehicle, un fondo cui conferire fino a 440 miliardi, che si aggiungeranno ai 60 utilizzabili dalla Commissione e ai 250 messi a disposizione del Fmi. Uno strumento speciale che permette a Berlino di mettere sul tavolo risorse significative senza essere vincolata ad automatismi o garanzie illimitate, come aveva proposto in origine la Commissione Ue. «A un certo punto il discorso si era fatto così tecnico che si aveva l'impressione che più di qualche ministro non capisse quello che si stava dicendo», riferisce una fonte diplomatica. Il malore del ministro tedesco alle Finanze, Wolfgang Schäuble, non ha fatto che complicare l'iter. «Non potevamo andare avanti senza un rappresentante politico tedesco» ha ammesso il ministro francese dell'economia Christine Lagarde, anche se poi non è mancato il confronto duro con il sostituto di Schäuble, il ministro degli interni tedesco Thomas de Maziere costantemente incollato al telefono con Berlino.
Il faticoso compromesso franco-tedesco (facilitato anche dall'attiva mediazione italiana e dalle telefonate di Barack Obama) ha permesso un rilancio di notevole entità nel poker contro la speculazione. E lascia al tavolo un'Unione europea un po' meno teutonica e ingessata, che dà più margini di manovra alla Bce sui mercati secondari e attraverso l'articolo 122 dei Trattati (che permette di concedere assistenza a uno stato in difficoltà a causa di calamità naturali o circostanze eccezionali) aggira il divieto di salvataggio di un paese dell'euro alle corde. Resta da vedere se la strategia nata dalla fragile armonia ricostruita tra Parigi e Berlino, dopo la prima risposta positiva dei mercati, basterà a vincere la partita.
11 Maggio 2010
IL RETROSCENA / Notte di scintille tra Parigi e Berlino - Il Sole 24 ORE
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:sofico: