Riciclaggio e bancarotta fraudolenta: il gip chiede i domiciliari per il senatore Nespoli
di Emilio Di Cioccio
(14 maggio) Concorso in bancarotta fraudolenta e riciclaggio: è l’accusa che la Procura di Napoli ha contestato al senatore del Pdl, nonché sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli. L’ordinanza, che prevede la custodia agli arresti domiciliari, è stata inoltrata dai pm Henry John Woodcoch e Vincenzo Piscitelli all’ufficio di presidenza del Senato, considerando che Nespoli, essendo parlamentare, gode dell’immunità ed è necessario ottenere l’autorizzazione al riguardo, prima di poter procedere. E’ bene chiarire, così come avvenuto nella vicenda del sottosegretario all’Economia Cosentino, che, indipendentemente dalla decisione del Senato, che potrà respingere o meno l’autorizzazione, il procedimento giudiziario segue comunque il proprio percorso.
A quanto si è appreso, l'indagine riguarda il fallimento (per complessivi venticinque milioni di euro) della società di vigilanza privata "La Gazzella" che opera nella città di Afragola. Nell'inchiesta risultano indagate altre sette persone tra cui l'amministratore della "Gazzella", l'autista e il nipote di Nespoli, un consigliere comunale, un imprenditore e un commercialista. Nei loro confronti il gip non ha accolto la richiesta di provvedimento restrittivo, ritenendo che non vi siano esigenze cautelari pur confermando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. L'ipotesi dei magistrati è che somme di denaro dell'azienda di vigilanza, nonché altri introiti di provenienza illecita, siano stati distratti per essere trasferiti in una società, la "Sean", attiva nel settore immobiliare, che secondo gli inquirenti sarebbe controllata dalla moglie del senatore Nespoli. Vi è anche un'ipotesi di reato, che tuttavia allo stato sarebbe prescritta, di corruzione elettorale per promesse di assunzioni nella società in cambio di voti.
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