Barricate, auto e copertoni dati alle fiamme, insulti alla polizia 
e qualche sasso lanciato in aria, come segno di sfida verso gli agenti. La tensione è arrivata alle stelle, ieri mattina, al campo rom di via Triboniano, zona Certosa, l’accampamento autorizzato dal Comune più grande di Milano. Un gruppo di rom, per ribellarsi allo sgombero forzato da parte della polizia di una famiglia che aveva trovato illegalmente rifugio nel campo, ha appiccato le fiamme a vecchie automobili, pneumatici e persino spazzatura, richiedendo così l’intervento dei vigili del fuoco.
La sommossa
Alcuni zingari hanno trascinato per strada alcune bombole del gas minacciando di dar loro fuoco. 
Alla famiglia cacciata gli agenti contestano la violazione del regolamento comunale che vige nel campo. Per poter vivere all’interno del campo rom autorizzato, infatti, i nomadi devono sottostare a
un patto di legalità,

ostridicolo:

repapelle: firmato anni fa, che prevede il rispetto di alcune norme, fra di esse l’impegno di mandare i propri figli a scuola e l’impossibilità di avere contemporaneamente una casa e un posto al campo rom.
Recentemente, infatti, molti nomadi erano stati cacciati dal campo proprio perché erano risultati essere proprietari di case. Episodi che avevano generato un clima di tensione all’interno del campo, esploso stamattina nella sommossa sventata.
Il precedente
Una rivolta che ricorda molto, seppure in tono minore, quella avvenuta nel giugno del 2007, quando il campo fu messo a ferro e fuoco dagli zingari, sgomberati da un’area abusivamente occupata. Anche allora,
le forze dell’ordine intervenute furono accolte da una sassaiola e colpite da oggetti di ogni genere. Anche in quella circostanza,
furono appiccati incendi e un’intera area del campo rimase devastata dalle fiamme. Da allora, si sono verificati spesso momenti di tensione ogni volta che famiglie di zingari venivano allontanate dal campo.
Il futuro del campo
Anche perché il campo rom di via Triboniano, entro pochi mesi, non ci sarà più. Verrà infatti smantellato, per far spazio ad una strada che porterà alla Fiera, in vista dell’Expo 2015. Così almeno era stato annunciato dal Comune. Oltre al fattore Expo (su quell’area cominceranno i lavori per realizzare un grande svincolo fino alla statale Varesina, opera collegata ai lavori dell’esposizione), pesa anche e soprattutto il cambio di passo arrivato con l’accordo siglato tra il ministro Maroni e il sindaco Moratti, che prevede lo stop ai maxi campi. E per perseguire questo obiettivo Milano è stata finanziata con dieci milioni di euro.
Milano, gli zingari si ribellano alla polizia: barricate, sassaiole, auto bruciate | cronacaqui.it