Il ministro della giustizia Alfano due giorni fa aveva fatto propria una vecchia idea di Mastella e in pratica per svuotare le carceri voleva lanciare la messa in prova, di fatto un allargamento della sospensione condizionale della pena per chi non ha precedenti penali , con la differenza che nella messa in prova si sarebbe applicata la sospensione della pena non piu per le condanne a soli due anni ma addirittura a quelle da quattro (in pratica avevano calcolato i giornali che sarebbe andato a beneficio dei reati di corruzione che hanno pene da 4 anni). La proposta due giorni dopo però è stata bocciata dalla Lega in consiglio dei ministri e i ministri provenienti da AN si sono accodati alla Lega per timore di sfigurare. Dato che già nella finanziaria avevano provato a inserire clandestinamente un codicillo che avrebbe depenalizzato il reato di truccare i bilanci (operazione subito bloccata da Tremonti) siamo già al secondo tentativo?
Dalla Stampa

Il primo a frenare è proprio il Guardasigilli: «Niente indulti o amnistie», precisa Alfano che annuncia «approfondimenti» sul provvedimento. Altolà anche da La Russa, secondo cui il ddl Alfano sulla giustizia «è ancora tutto da esaminare».


Bocciatura secca, invece, per la parte riguardante la "messa in prova": «Se fosse come l’hanno anticipata i giornali - dice il ministro della Difesa - io sarei sulle stesse posizioni di Maroni». Ma così, secondo La Russa, non è, tanto che il titolare della Difesa ha espresso «solidarietà» al Guardasigilli, perchè appena esce un’idea «subito qualcuno la crocifigge». Il Consiglio dei ministri- ha spiegato La Russa- non ha parlato del cosiddetto pacchetto anti crisi, anche perchè non c’era il ministro Tremonti, «impegnato ad inaugurare l’università "Cattolica"».

Interviene anche Alfano: «Si rassegni chi immagina che cui saranno trappole su indulti o amnistie. La posizione del governo è chiara: non ne faremo». Il ministro della Giustizia spiega che il ddl sulla certezza dell’applicazione della pena non era all’ordine del giorno del Cdm di oggi e che comunque il principale punto del provvedimento è dire «basta alla sospensione condizionale della pena gratis: chi ha fatto un danno alla società dovrà ripararlo lavorando obbligatoriamente, altrimenti niente condizionale e si fa il carcere per cui si è stati condannati» Sulla messa alla prova degli indagati, che è «un istituto completamente distinto» il ministro preannuncia «approfondimenti », tenendo conto anche delle perplessità avanzate da Lega e An.

La messa alla prova - fa notare Alfano - è un istituto previsto da «un’ampia dottrina giuridica, dai lavori delle commissioni Nordio e Pisapia, e anche dal ddl sull’accelerazione del processo presentato da Mastella nella scorsa legislatura». Del ddl - aggiunge - «non si è discusso durante il consiglio dei ministri di questa mattina. D’altronde non era neanche all’ordine del giorno». Il guardasigilli, tuttavia, ipotizza che possa essere preso in esame nel Cdm di venerdì o in quello della prossima settimana. Alla domanda se del provvedimento fossero a conoscenza Lega e An, risponde: «Con Maroni mi sono sentito anche ieri e l’altroieri. E il ministro dell’Interno, così come anche La Russa, è favorevole alla sospensione condizionale gratis della pena (viene infatti introdotto l’obbligo dei lavori di pubblica utilità, ndr). Sulla messa alla prova faremo degli approfondimenti rispetto alla proposta circolata (estinzione del reato dopo lavori di pubblica utilità per chi è accusato di reati punibili fino a quattro anni di carcere, ndr). La messa alla prova non è l’elemento centrale del provvedimento».
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