Un'addizionale Ires di uno o due punti percentuali in arrivo per i gestori di telefonia mobile, in modo da drenare nuove risorse a sostegno delle misure per famiglie e imprese. Purché, però, i gestori siano possessori di una rete propria. È la nuova versione della "robin tax" che, dopo petrolieri e banche, mette ora nel mirino il mondo delle telecomunicazioni.
L'ipotesi è allo studio dell'Economia e potrebbe trovar posto la prossima settimana tra le misure del Governo italiano per sostenere la crisi economia e finanziaria di questi mesi.
Una misura che andrebbe a pieno titolo a far parte del cosiddetto capitolo fiscale della manovra di cui fanno parte la deducibilità parziale dell'Irap dalle imposte dirette, gli acconti in misura ridotta, l'Iva per cassa.
Resta ora da vedere se quella che, al momento è ancora solo un'opzione, si trasformerà in un intervento vero e proprio ritenuto necessario per dare copertura ad alcuni interventi di sostegno all'economia reale.
La misura si applicherebbe esclusivamente ai soggetti titolari di una rete di trasmissione. Non riguarderebbe dunque i cosiddetti "operatori mobili virtuali" (Poste, Conad, Coop, Carrefour etc.) che offrono servizi di telefonia mobili appoggiandosi al network di un gestore infrastrutturato.
In pratica, dunque, potrebbero essere coinvolti solo Tim (Telecom Italia), Vodafone e Wind, perché il quarto gestore di rete, 3 Italia, non chiude il bilancio in utile. La telefonia mobile è la gallina dalle uova d'oro di Telecom Italia (utile di gruppo pari a 1,77 miliardi nei primi nove mesi del 2008).
Vodafone Italia è uno dei motori che ha messo le ali al gruppo inglese, passato dalla guida di Arun Sarin a quella di Vittorio Colao con oltre 8 miliardi di profitti. Wind ha invece conseguito il suo primo utile nel 2006 e ha chiuso i primi nove mesi di quest'anno con profitti a 275 milioni. Più lento e complicato il cammino verso l'utile di esercizio da parte di H3g (3 Italia).
Difficile comunque, allo stato attuale, individuare l'eventuale carattere straordinario di sovraprofitti da colpire. Una strada non agevole da percorrere condurrebbe alle tariffe di terminazione. Gli operatori mobili hanno beneficiato, a partire dall'inizio della liberalizzazione, di un sistema tariffario basato su una terminazione più elevata (fino a nove volte) rispetto al sistema applicato per i gestori di telefonia fissa e giudicato di recente anche dalla Commissione europea un sussidio ingiustificato al settore, considerato lo sviluppo del mercato e l'ammortizzamento degli investimenti per l'Umts.
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