The Economist: "Anno nuovo, Berlusconi vecchio" e le riforme ancora lontane




Sarà in edicola tra qualche giorno, come ormai tradizione, il numero speciale del settimanale The Economist, "The World in 2009", dedicato alle previsioni a livello globale sull'anno che verrà.Non può mancare il contributo del corrispondente dall'Italia, John Hooper intitolato "Lo stesso vecchio Silvio? ". Secondo l'articolo, Silvio Berlusconi dovrà dimostrare nel 2009 se è veramente un riformatore nonostante molte perlpessità: "la prima è la sua età: nonostante le apparenze (che devono ringraziare un pizzico di chirurgia plastica), ha 72 anni ed ha già avuto problemi di cuore e di cancro. Inoltre, la sua maggioranza dipende dalla Lega Nord tenuta fino a questo momento calma con le promesse di una maggiore autonomia fiscale per il Nord Italia e con un rigido programma di leggi sulla sicurezza. Ma si tratta di un alleato fuori dal coro" che ha già minacciato di schierarsi con l'opposizione.
Il 2009 sarà un anno difficile per l'Italia con l'economia in depressione.
E', ormai, un fatto consolidato che "quando il resto d'Europa si espande, l'Italia cresca meno e quando le altre economie europee si contraggono, l'Italia subisce di più": "il risultato è che un paese una volta ammirato per il suo dinamismo e l'inventica è diventato gradualmente ma senza soluzione di continuità più povero dei suoi vicini".
L'unica via d'uscita passa attraverso le riforme rimandate per più di un decennio: "alcuni ministri hanno realizzato l'urgenza di questo passo ma saranno in grado di contare sul supporto del loro leader quando inizieranno le reazioni più negative?". Nel 2008, nella vicenda Alitalia, Silvio Berlusconi si è mostrato "un nazionalista, un populista e un interventista". "Non vi sono molte speranze che possa cambiare nel 2009".


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