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  1. #1
    controrivoluzione
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    la Fedelissima: terra di mare, di fede e d'onore
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    Predefinito L'orgoglio Nazionalista del SUD

    Salve a tutti, durante questo tempo in cui ho visionato questo forum ho potuto constatare come la tendenza Filo-Leghista di molti Forumisti sia già ben tracciata e radicata; premettendo che da "autonomista" quale io sono non ho nulla in contrario. Penso che i motivi per cui, a mio avviso, ci sia stata questa fascinazione (nel senso positivo del termine) e ammirazione, consiste nel aver avuto un fattore a favore nel forte malcontento del popolo del Nord nei confronti dell'immigrazione e di questa "integrazione forzata" che i governi vorrebbero attuare.
    Tutto ciò naturalmente ha fatto si che il popolo riscoprisse e rivalutasse, contrastando e osteggiando l'immigrazione, le proprie origini ed identità.

    Visto che, come ho già detto, su questo Forum frequenti sono gli "omaggi" alla Lega, ebbene io ora vorrei postare un documento programmatico di un movimento, il quale ha molte idee comuni con la vostra Area su differenti tematiche, che rispecchia in modo inequivocabile il sentire di un'altro popolo, di un'altra "Lega": la Lega Sud.





    IL CIRCO ETNICO

    Lo scenario da ballo in maschera offerto dai partiti, che si scippano, a suon di tradimenti il diritto di governare senza la legittimazione del consenso popolare, sono il segno evidente e drammatico di una nazione che naviga nella storia guidata da uomini animati solo da logiche di tornaconto personale e dove a prevalere sono le culture ciniche della conservazione del potere.
    La storia antica del paese, attraverso la quale è stata generata la cultura delle nostre genti, viene così rottamata in favore di interessi egoistici, spesso inconfessabili, ponendo fuori scala il sentimento di coesione nazionale, considerato ormai valore marginale, cioè patrimonio di fessi e nostalgici.

    Si assiste all’universalizzazione ed alla legittimazione del prevalere degli interessi privati su quelli pubblici che scatenano solo un gioco al massacro e pongono le basi di una convivenza sociale da "separati in casa".
    Non esiste più una morale comune, ma solo un relativismo etico, che pone alla base di tutto l’autoaffermazione del proprio modo di vedere, da imporre agli altri anche quando si è in minoranza.
    I cittadini devono sapere che una logica cinica e politicamente folle, vuole trasformare questo paese in un luogo che non è più nostro, in favore di un "circo etnico", dove fra qualche decennio dovremo essere noi ad andarcene, chissà dove, perché diventati minoranza.
    Ma i signori utopisti della multietnicità sanno anche che le previsioni dei demografi accreditano, se non interverranno elementi nuovi, la prospettiva di un flusso immigratorio incontrollato di ottocento milioni di persone entro i prossimi venti anni!

    A fronte di un pericolo di questa portata, paragonabile solo ad una reazione termonucleare, la nostra vita, quella dei nostri figli, il nostro futuro prossimo sono affidati alle idee strampalate di una minoranza di visionari utopisti, affetti da infantilismo ideologico, nostalgici di una idea sconfitta dalla storia per autocollassamento e che sperano in un riscatto o una rivalsa tramite il nuovo giocattolo della multietnicità che, di fatto, sostituisce in chiave moderna, le follie del marxismo.
    Costoro pretendono ora di insegnarci cosa è la civiltà, fatta di fecondazione eterologa, di legalizzazione di coppie omosessuali e lesbiche, di organi espiantati, con la presunzione di consenso di una società dove non si è più figli di Dio ma, caso mai, del laboratorio e di una società, ovviamente, senza legami con la storia.
    La famiglia non è più il luogo del sangue, della discendenza, della paternità biologica, ma semplice luogo delle relazioni, dalla durata anche effimera e dove gli individui non si appartengono più, essendo solo atomi vaganti nell’aria, slegati gli uni dagli altri, governati unicamente dalla loro grande ideologia, che si accinge a diventare il nuovo grande fratello di orwelliana memoria.
    Tutto ciò ci sovrasta, ormai, come una cappa di piombo, una maledizione ideologica che risorge quasi come una nemesi storica.

    Di fatto, ricompare l’antico DNA, la radiazione di fondo del comunismo più becero, più disumano, più utopico dei novelli e gratuiti pedagoghi, legittimati a tal fine da nessuno, che pretendono di imporre la propria visione del mondo e della vita ed il proprio pensiero a chiunque, con le buone o con le cattive.
    Così ci sono venuti a dire che la nostra sarà una società multietnica, che noi dovremo convivere…,che noi potremo…, che essi sono la nostra ricchezza…, che è questa la scommessa che dobbiamo vincere… .
    Una scommessa voluta però, da coloro che fino a pochi anni fa avrebbero visto volentieri i cavalli dell’armata rossa (di sangue) abbeverarsi nelle fontane di Roma e che pretendono, come è nel loro stile, di imporla anche a chi non la pensa così.

    Noi invece preferiremmo che questi sogni di gloria li facessero sulla loro stessa pelle, possibilmente fuori dal nostro Paese lasciandoci in pace e padroni, in casa nostra, di tutelare la nostra cultura, preservandola da quelle per noi estranee.
    Purtroppo la situazione, bisogna dirlo, è diventata veramente grave e occorre innescare immediatamente un processo di demigrazione, rimandando costoro indietro a casa loro, prima che trasformino il nostro paese in un inferno etnico invivibile, dove essi si odieranno e si ammazzeranno prima fra di loro per antico odio tribale, e poi, appena prenderanno forza e coesione, si rivolteranno contro di noi per imporre le loro regole.
    Oggi non è più tempo di stare alla finestra , occorre agire in fretta poiché questa è una vera e propria guerra fatta senza cannoni, dove etnia scaccia etnia.

    E’ sempre successo così: i Pellerossa, gli Incas, solo per dirne due, furono oggetto di vero e proprio genocidio da parte dei conquistadores e gli Junkies e sono l’esempio di un intero continente colonizzato, oggi in Kossovo gli albanesi vogliono togliere la terra ai serbi.
    La colpa di tutto ciò che avviene è da imputare a quello sparuto gruppo di superfinanzieri, i grandi criminali del nostro tempo, che dal segreto delle loro tane tecnologiche hanno voluto ed organizzato la globalizzazione dei mercati, spezzando le reni alle piccole economie e perpetuando così l’egemonia economico-militare mondiale, nascondendosi spesso, dove come e quando fa loro comodo, sotto la maschera dei pacieri, mentre la "Torre di Babele" della classe politica italiana non ha più nulla da dire, vecchia e consumata come è da lacerazioni interne, da faide di potere molto simili, nella ferocia, a quelle tipiche della malavita organizzata.

    Così essi offrono, sotto gli occhi di tutti, uno spettacolo raccapricciante di incoerenza e spesso di malafede, e dicono tutto ed il contrario di tutto senza vergognarsi in modo alcuno delle vere e proprie rappresentazioni da operetta che danno, rinfacciandosi le colpe gli uni con gli altri occupando, purtroppo, tutto lo spazio possibile sul proscenio politico nazionale, mentre l’Europa è priva da una vera guida filosofica.
    Se l’immigrazione indiscriminata continuerà, l’Europa sarà talmente appesantita in maniera drammatica dai clandestini da mantenere, che perderà certamente di competitività rispetto ad altre aree economiche del mondo diventando sempre più povera, così come gli americani vogliono.
    Ciò sembra, incredibilmente incontrare il consenso di questa sinistra che evidentemente ama tanto i poveri, da volerne sempre di più.
    Prendiamo atto, invece, che la politica in generale, per interesse elettorale, pretende di poter importare senza conseguenze milioni di clandestini, facendoli arrivare deliberatamente dalle terre più lontane e andando contemporaneamente sottobraccio con il capitale anglo-americano-massonico, il vero nemico della gente comune, di chi, come noi, ama la famiglia, la propria storia e vuole un futuro per i propri figli.
    Siate certi che se dovessero riuscire nel loro disegno, non avranno bisogno nemmeno più dei nostri voti, perché basteranno quelli dei clandestini legalizzati.

    Noi pensiamo, invece, che se vorremo avere un futuro dobbiamo buttare alle ortiche un vecchio modo di pensare, frutto delle ideologie crollate solo a chiacchiere, e ragionare concretamente a tutela degli interessi della nostra terra, fuoriuscendo dai partiti tradizionali, che rappresentano ormai solo un mondo che non esiste più.
    Occorre entrare in una logica di tutela territoriale degli affari di casa propria, difendendoci per quanto è possibile, dalle ideologie mistico-terzomondiste, dei buonisti… a spese degli altri.
    E’ nostro compito, pertanto, fermare l’invasione con la mobilitazione giornaliera, convinti che tutto ciò che non si fa adesso non lo si potrà fare dopo, perché dopo sarà già troppo tardi.


    http://www.legasud.it/documenti.htm#4

  2. #2
    Bieco reazionario colonialista
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    Se siete xenofobi e islamofobi avete il nostro sostegno.
    Come vedete il Sindaco di Lampedusa?




    carlomartello

  3. #3
    controrivoluzione
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Se siete xenofobi e islamofobi avete il nostro sostegno.
    Come vedete il Sindaco di Lampedusa?




    carlomartello
    Chiaramente io rispondo a nome mio come un qualsiasi simpatizzante.
    Io, ciò nonostante, non userei precisamente questi termini da te affermati, bensì penso che la nostra cultura, storia, religione ed etnia vadano difese a qualunque costo da chiunque, sia essi meticci sia islamici.

    ps: è superfluo dire che ci riconosciamo in un comune e forte senso di appartenenza alla fede Cristiana.

  4. #4
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    ..e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..
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    Citazione Originariamente Scritto da Frà Diavolo Visualizza Messaggio
    Chiaramente io rispondo a nome mio come un qualsiasi simpatizzante.
    Io, ciò nonostante, non userei precisamente questi termini da te affermati, bensì penso che la nostra cultura, storia, religione ed etnia vadano difese a qualunque costo da chiunque, sia essi meticci sia islamici.

    ps: è superfluo dire che ci riconosciamo in un comune e forte senso di appartenenza alla fede Cristiana.
    sei troppo a nord per fare il paladino del sud...

  5. #5
    Bieco reazionario colonialista
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Falco Visualizza Messaggio
    sei troppo a nord per fare il paladino del sud...
    Vero, Itri non è in provincia di Latina?

    carlomartello

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Vero, Itri non è in provincia di Latina?

    carlomartello

    Verissimo...ma tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie si andava molto d'accordo

  7. #7
    Terzo Incomodo
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    ..e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..
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    Citazione Originariamente Scritto da Silarus Visualizza Messaggio
    Verissimo...ma tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie si andava molto d'accordo
    pensa che io vivo in provincia di Frosinone.
    Il nord della provincia è stato storicamente sempre provincia di Roma(Anagni città dei papi).
    Il sud sotto i borboni(Cassino e anche Sora che era molto sviluppata per le cartiere)
    Ancora oggi sono molte le differenze e la rivalità.
    Latina come sapete nasce molto dopo.
    La mia città ,che geograficamente è nel nord della provincia fu per un paio di secoli contea autonoma in accordo con l'imperatore(Contea di Ceccano)nella papalinissima Ciociaria.
    I papi hanno fatto cancellare dalle carte la storia della contea,credo caso unico nella storia.
    E' vero però che nella stessa provincia ci sono grandi differenze.

  8. #8
    controrivoluzione
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Falco Visualizza Messaggio
    sei troppo a nord per fare il paladino del sud...
    Vabbè... se lo dici tu.

    Comunque Itri faceva parte della provincia Terra di Lavoro e quindi pienamente situata nel Regno delle Due Sicilie.
    Per ogni meridonalista la storia di Itri, oltretutto, è legato al nome dell'eroe e combattente che porto come nick.

  9. #9
    controrivoluzione
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Vero, Itri non è in provincia di Latina?

    carlomartello
    Non c'entra questo... comunque fu un terriotorio appartenente prima al Regno di Napoli e successivamente al Regno delle Due Sicilie.
    Tra l'altro fino al 1927 Itri si trovava in provincia di Caserta.

  10. #10
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    Onore a Frà Diavolo.

    Lu' mi raccomando eh, sii sempre invasato pe' sto cavolo di autonomismo... non ti si può lasciar solo un attimo.

 

 
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