Cari compagni, con la Presente Vi trasmetto estratti dall'intervento del compagno Pegolo al nostro seminario del 22 novembre sul programma di intervento negli enti locali e altro materiale utile.
Con preghiera di ampia diffusione a tutti i compagni impegnati negli enti locali.
Saluti fraterni
Gianluigi Pegolo
segreteria nazionale, responsabile area Democrazie ed Istituzion
Seminario Enti Locali Federazione di Milano 22.11.2008
Estratti dall'intervento di Pegolo
Valenza politica di questa tornata elettorale.
Ha rilievo politico nazionale, 63 provincie e 4000 comuni.
Il risultato sarà determinante per il PRC.
1 Stretta finanziaria enti locali. Taglio risorse molto consistente. Vincoli che rendono molto difficile la manovra finanziaria, in ossequio al varo della riforma federalista si è di molto limitato il finanziamento locale. Minori introiti da trasferimenti, e vincolo al reperimento di nuove risorse. caso di splafonamento le norme sono pesantissime, bloccano ogni assunzione, stabilizzazione precari. Situazione estremamente complicata.
2 La crisi, avrà effetti: dismissioni e attività produttive, crescita cassa integrazione, licenziamenti, effetti negativi sul reddito e gli enti locali che costituiscono la prima linea del welfare sono messi a dura prova, e hanno meno risorse di prima a per far fronte alla domanda sociale, mentre cresce la domanda sociale, il che accresce il disagio sociale e mette in crisi il ruolo dell'ente locale come erogatore di servizi e come elemento di redistribuzione del reddito, incidendo sul reddito indiretto. Costo dei servizi.
Che fare?
cercare di modificare e norme finanziarie e il patto di stabilità interno
La finanziaria arriva alla fine dell'iter parlamentare.
Sul fronte generale dobbiamo far crescere la pressione per allentare il patto di stabilità, a fronte di una crisi di queste proporzioni. I limiti devono essere rimossi, splafonamento dell'1% del pil renderebbe disponibili 15 miliardi di euro.
Queste maggiori risorse vanno destinate non solo a banche,ma a redditi e domanda interna.
Il terreno degli enti locali è fondamentale, parte di queste risorse dovrebbe andare all'ente locale interno, rimuovendo parte dei vincoli.
Come sostenere questi obiettivi:
1) amministratori locali, anci, far crescere pressione trasversale, senza limiti, manifesto dei sindaci, l'anci non tiene
2) aggancio allo sciopero generale del 12, presentare ordini del giorno, stiamo preparando centralmente appello di centinaia di amministratori di sostegno allo sciopero, chiedendo la messa in discussione del patto di stabilità, anche correlato alla problematica dell'impiego negli enti locali, stabilizzazione dei precari.
Se il patto di stabilità non cambia, il problema diventa stabilire le priorità d'azione dell'ente locale
in una operazione selettiva dobbiamo difendere i ruoli delle amministrazione locale che riguardano inclusione sociale redditi, difesa rigida del welfare locale,qualità e quantità di prestazioni erogate e tariffe, inaccettabile il taglio dei servizi e l'aumento delle tariffe nella crisi in cui troviamo.
E se ci sono risorse occorre farsi carico dell'eccezionalità delle misure, e tener conto di un pacchetto di misure ,reddito, sostegno affitto, servizi inclusione sociale
Ispirazione generale. Dobbiamo impedire che a seguito della ristrettezza finanziara si produca la tentazione di compromettere le funzioni pubbliche
Rischi che i comuni taglino o privatizzino i servizi, o peggio cedano beni pubblici.
Dobbiamo contrastare che mettano a gara servizi idrici, esternalizzazioni, privatizzazioni mense scolastiche, stare attenti molto ad alienazioni stabili pubblici (in alcuni casi leggittime se stabili inutilizzabili, ma difesa dell'edilizia pubblica, attenzione che non si cedano funzioni regolamentari per ottenere un sostegno di soggetti privati, norme urbanistiche, indici urbanistici, gli oneri di urbanizzazione restano fondamentali per il comune,ma allenta le maglie regolamentari diventa una forte tentazione.
Elezioni
Crisi ed evoluzione moderata del partito democratico.
Oggi è più difficile fare alleanza,ma non dobbiamo partire da un atteggiamento isolazionistico. Nei confronti degli enti locali la gente ha un atteggiamento pragmatico,non ideologico. La gente chiede un ente, che funzioni, che risolva i problemi. Gli atteggiamenti ideologici vanno bene in casi particolari, ma normalmente devi accettare il confronto, e tela giochi sulla capacità che hai.
1. situazione economica e crisi finanziari. difesa stato sociale, sostegno al reddito,e pacchetti inteventidi sostegno ai redditi più bassi
2. difesa funzioni pubbliche contro ogni indebolimento
Interviene la logica securitaria pd Spesso però vedendo le varie ordinanze non si tratta di sicurezza ma di Non sicurezza ma decoro urbano, uso bevande alcoliche,prostituzione, rifiuti
Non sicurezza del cittadino, ma intervento sulla percezione che il cittadino ha dell'accoglienza della sua città
Terreno insidioso per noi, l'ordinanza è impropria, richiede urgenza ed è spesso ineffiicace e solo propagandistica
ordinanza senza effetti pratici, ma questo è terreno cui ci dobbiamo misurare, con le nostre risposte
Vigilanza più frequente )es. guardie ecologiche)
Non dobbiamo dire no senza alternaive,altrimenti passano loro
Testo Unico enti locali
Articolo 54 Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale
2.. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.
Il PD vuole allargare a UDC, la nostra posizione deve essere sempre o noi o loro.
O alleanza di centro sinistra sui contenuti o ,solo se non c'è alternativa, da soli
Fare sul territorio operazioni politiche tenendo conto dei rapporti di forza, dobbiamo avere alleati per accrescere il nostro peso, alleati per poter uscire bene in caso di mancata alleanza col pd, innanzitutto alleanze a sinstra per condizionare rapporti col pd.
Poblemi:
Abbiamo un dibattito interno troppo ideologico e risente troppo dello scontro ideologio,si ragioni senza misurarsi concretamente con i problemi.
Le 15 tesi di Bertinotti: ma noi non riflettiamo su cosa è la sinistra sui territori, in molti casi è aggregato di ceti politici che per conservarsi è disponibile ad accettare una posizione di subalternità al PD
L'unità a sinistra va conquistata, va costruita, aprendo ai soggetti sociali.
VISIBILITA' comuni oltre 15 mila provincie presentazione generalizzata prc, altrimenti non si esiste più come forza politica. Liste civiche sono improduttive e fanno perdere solo voti: liste biciclette nuovo simbolo comportano riduzione voti, mettendo insieme alcune forze si elidono parti elettorati, assenza simbolo rende indistinguibile la lista.
L'unità a sinistra va conseguita con gli apparentamenti, sia alle provinciali e comunali
Con le liste unificate si rendono meno voti, e si regalano agli altri.
Enti Locali: contro il patto di stabilità disobbedienza civile
di Gianluigi Pegolo*, Raffaele Tecce** da Liberazione
Gli effetti sugli Enti locali della manovra finanziaria del governo Tremonti - Berlusconi sono devastanti non solo sul piano quantitativo ma anche sul piano qualitativo: in analogia con quanto è avvenuto per la scuola, infatti, attraverso i tagli dei trasferimenti ed il rigore punitivo del "patto di stabilità", si delinea una vera e propria controriforma del ruolo dei comuni e delle provincie che metterà in discussione, insieme all'autonomia finanziaria, i diritti sociali dei cittadini a partire dai più deboli, e la possibilità di partecipazione democratica alle scelte degli enti pubblici. Infatti, prima con la manovra estiva già approvata (Decreto Tremonti), e poi con la finanziaria in discussione in queste settimane alle Camere, si è definito un taglio gigantesco, di 3150 milioni di euro per il solo 2009, dei quali 1340 ai Comuni; con questi numeri gli enti locali non sono in grado di chiudere i bilanci almeno di non voler subire un ricatto: o si tagliano i servizi per i cittadini, magari anche privatizzando beni pubblici (patrimonio strategico, acqua ecc.), o si esce dal patto di stabilità subendone le sanzioni successive.
Peraltro il decreto 154 ,che pure affronta il problema dei mancati introiti dell'Ici attraverso un ambiguo "accertamento convenzionale", non è sufficiente a mutare questo nostro giudizio drastico per l'inadeguatezza delle risorse previste rispetto alla reale perdita di gettito dei comuni: 260milioni per il 2008 e 434 per il 2009 a fronte di un mancato introito di oltre 3mila milioni.
Si sta consumando, insomma, con questi provvedimenti, un gravissimo attacco all'autonomia finanziaria dei comuni e degli enti locali, che contrasta, peraltro, in maniera evidente, con la fretta demagogica con cui si vuole approvare il disegno di legge Calderoli sul federalismo fiscale, senza aver prima definito le funzioni proprie dei comuni e la certezza dei diritti per tutti i cittadini.
Nelle recenti assemblee dell'Anci, dell'Upi e della Legautonomia, seppur con accenti diversi, è emerso un obiettivo condivisibile: la manovra finanziaria rispetto agli enti locali va rivista in particolare alla luce della crisi economica internazionale ed alle esigenze del paese. È un obiettivo importante ma non è sufficiente e non è destinato ad essere vincente se non si articola in precise iniziative di lotta: è necessario, allora, spostare l'asse sui bisogni dei cittadini, verificando ed evidenziando gli effetti del patto di stabilità sui servizi.
Verifichiamo allora gli eventuali possibili effetti.
Primo effetto: il mancato rispetto del patto di stabilità, a legislazione vigente,comporta per i comuni il divieto di assunzione "a qualsiasi titolo e tipologia di contratto"; in questo modo si annullano le norme della finanziaria 2007 - una delle poche conquiste qualificanti durante la nostra esperienza di governo - che obbligavano gli enti pubblici all'assunzione dei precari.
Secondo effetto: nell'ambito del "patto" i comuni rischiano di essere costretti a tagliare, o a limitare fortemente, le politiche sociali a favore dei cittadini più deboli come assistenza domiciliare agli anziani ed ai portatori di handicap, inclusione sociale degli immigrati e centri di socializzazione per l'infanzia, politiche per la casa ecc.
Ulteriore effetto negativo è dato dall'aver inserito nel calcolo del patto, negli ultimi anni, non solo la spesa corrente ma anche i fondi per gli investimenti e le risorse provenienti dalla Ue, penalizzando ulteriormente i comuni che programmano correttamente interventi pluriennali di civiltà.
Il principale obiettivo di lotta è, allora, quello di costruire un'iniziativa degli amministratori e dei cittadini per una radicale modifica dell'attuale configurazione del "patto di stabilità" prevedendone un allentamento soprattutto per quanto concerne la spesa sociale e gli investimenti. Nelle scorse settimane anche un liberale come Eugenio Scalfari ha ammesso in un suo editoriale che nell'ambito di una crisi economica mondiale quale quella che stiamo vivendo, quando tutti i vertici del G8 e della Ue hanno teorizzato e praticato l'intervento pubblico a favore delle banche, andrebbe ridiscusso il parametro del rapporto fra debito pubblico e Pil sotto al 2,5% ed il suo previsto pareggio al 2011, prevedendo invece di innalzare di almeno un punto tale rapporto. E' possibile in questo modo, a nostro avviso, investire i 15 miliardi sopravvenienti, equivalenti ad un punto di Pil, per la detassazione dei salari a partire dai redditi più bassi rilanciando in questo modo i consumi.
E' una battaglia che cercheremo di fare insieme alle opposizioni parlamentari ed alle associazioni delle autonomie locali come Anci, Upi e Lega delle Autonomie costruendo le necessarie alleanze.
Me è una battaglia su cui vogliamo soprattutto costruire un'iniziativa dei cittadini che sono le vere vittime di questa controriforma degli enti locali: proponiamo ai nostri amministratori di realizzare un'inchiesta di massa tesa a realizzare un immediato monitoraggio degli effetti dei tagli e dell'applicazione del "patto" nei bilanci 2009.
In particolare sulla base delle prime verifiche effettuate proponiamo di organizzare, ad esempio, "scioperi alla rovescia" con i cittadini e gli operatori per far funzionare meglio i servizi che si dovrebbero tagliare (es. asili nido, centri servizi sociali ecc.); proponiamo inoltre d'impegnare i Comuni nella lotta al carovita, per chi non arriva alla terza settimana, pur consapevoli delle scarse competenze dirette in materia degli enti locali, ad esempio favorendo i mercati su aree pubbliche attraverso la riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico, concordando coi produttori iniziative promozionali di vendita diretta in un'ottica di "accorciamento" della filiera, colpendo l'intermediazione parassitaria e non il piccolo commercio, anche attraverso il rilancio dei mercati generali pubblici.
Riteniamo che questa battaglia non si potrà esaurire nei pur necessari tavoli di confronto tra governo ed Enti locali, ma proprio perché battaglia legata alla tutela dei grandi interessi sociali e popolari potrà eventualmente prevedere forme di disobbedienza civile dei Sindaci e dei consigli comunali rispetto all'applicazione del patto, come pure recentemente dichiarato al Sole 24 Ore da una sindaca-parlamentare della provincia di Treviso e da alcuni amministratori regionali laziali, in relazione all'applicazione delle conseguenze della legge Gelmini in materia di dimensionamento scolastico.
Per questo ci faremo promotori nei prossimi giorni di un Manifesto di amministratori per la modifica del patto di stabilità e la salvaguardia di un ruolo dei comuni e degli enti locali in generale, come enti di prossimità, vicini ai bisogni ed ai diritti dei cittadini ed momenti di partecipazione democratica e di lotta contro le politiche liberiste ed antipopolari del governo Berlusconi.
*segreteria nazionale, responsabile area Democrazie ed Istituzioni
**responsabile Dipartimento Enti Locali
Pegolo (Prc), ci prepariamo al voto in 60 province e 4000 comuni
Pegolo (Prc), ci prepariamo al voto in 60 province e 4000 comuni
di Alessandro Cardulli
Quattromila comuni, sessanta province andranno al voto in date ancora da definire. Si discute se accorpare le elezioni amministrative con quelle europee, un election day che coinvolgerebbe, tutti insieme, milioni di elettori. Insomma un vero test politico ben diverso dai sondaggi berlusconiani,confezionati a domicilio. Tutte le forze politiche, di governo e di opposizione, hanno qualcosa da chiedere a questa consultazione che riguarda il sessanta per cento delle amministrazioni provinciali e la metà dei comuni.
Non si tratta solo di eleggere sindaci e presidenti di Provincia, cosa molto importante ma, come rileva nell’intervista che di seguito riportiamo Gianluigi Pegolo, membro della segreteria nazionale del Prc e responsabile dell’area democrazia e istituzioni,, assume i caratteri di una verifica politica in piena regola.
Parli di verifica politica e ciò ha tanto più valore perché gli elettori nelle loro scelte dovranno tener conto di come sono state amministrate città e province. Quale è la tua valutazione?
Questa tornata elettorale pone una serie di problemi fra i quali una verifica delle esperienze di governo locale, delle alleanze di cui fa parte Rifondazione. Una verifica rigorosa che deve darci indicazioni su come muoversi Vi è stata un’opzione moderata del Pd che si e‘ riflessa in maniera pesante nelle amministrazioni locali. Proprio su uno dei terreni più delicati, i temi della sicurezza, talvolta i sindaci del Pd sono stati più realisti di quelli del Pdl. Certe posizioni moderate hanno influite negativamente sull’operato delle giunte locali.
Il Prc non ha niente da rimproverarsi?
Noi stessi nella stagione politica precedente quando siamo stati al governo talvolta non siamo stati attenti ai contenuti delle alleanze che riproducevano quella nazionale di centrosinistra.. Ora da qui bisogna partire. Non si tratta di estendere l’alleanza di centro-sinistra automaticamente a tutti gli enti locali. La nostra alternatività al Pd è un momento essenziale della politica di Rifondazione comunista.. Noi dobbiamo ricercare alleanze per il governo degli enti locali che, più e meglio di prima si qualifichino sui contenuti, ma la possibilità va verificata caso per caso.
Quali sono i paletti che ponete?
Intanto la indisponibilità di Rifondazione a prendere in considerazione allargamenti delle alleanze a forze centriste e moderate come l’Udc. Vi è nei territori un tentativo esplicito di costruire nuove alleanze con l’Udc. Noi non siamo disponibili.
Parlavi di qualificazione dei contenuti, quali sono le questioni fondamentali?
Rifiutiamo politiche “sicuritarie” che servono a catturare un consenso moderato, utilizzando per di più argomenti razzisti. Senza fare nomi è noto che ci sono sindaci che per strappare qualche consenso alla destra hanno adottato misure contro gli immigrati gravi e, al al limite del ridicolo. Altro elemento: non accettiamo la liquidazione delle funzioni pubbliche, le privatizzazioni dei servizi pubblici, le esternalizzazioni, il coinvolgimento massiccio di privati nella gestione pubblica. In terzo luogo, occorre dare segnali chiari sul terreno della lotta al carovita, della difesa delle fasce di redditi più bassi agendo sulle tariffe, le imposte, i tributi. Per arrivare anche alla gratuità di alcuni servizi per alcune categorie.
Ma per Pegolo (Prc) per questo occorrono risorse che gli enti locali non hanno. Che fare allora ?
Le elezioni si svolgeranno in una situazione di netto peggioramento per quanto riguarda la disponibilità delle risorse a disposizione degli enti locali. Le nuove misure adottate dal governo nella finanziaria e le nuove norme applicate al patto di stabilità significano tagli pesanti ai bilanci. Non solo, nel caso in cui il comune o la provincia non rispettino i parametri del patto vanno incontro a penalizzazioni di una durezza tale da limitare la necessaria azione redistributiva. Si tratta perciò di costruire una iniziativa generale che rimetta in discussione il patto di stabilità . Chiediamo un allentamento del patto per garantire disponibilità di risorse per gli enti locali. Gli obiettivi sono quelli detti: lotta al carovita, difesa dei redditi più bassi. Serve per questo la promozione di movimenti che coinvolgano cittadini, amministratori, forze sociali, associazioni. Occorre dare battaglia da subito. Solo con questi obiettivi noi partecipiamo alle alleanze che consentano di conquistare comuni, province, regioni come l’Abruzzo dove si vota fra poco tempo.
Le alleanze, abbiamo capito, ma Rifondazione, alla luce del fallimento della Sinistra –Arcobaleno, di un congresso lacerante, alle prese con divisioni interne di non poco conto, come si presenta agli elettori?
Una cosa alla volta. Per noi, i contenuti sono prioritari. In una prossima intervista affronteremo i problemi che tu poni, proprio partendo dall’Abruzzo dove abbiamo presentato la lista del Prc in una coalizione di centro-sinistra.
www.rifondazione.itù




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