



Dal mio punto di vista in nessun modo, al massimo puoi persuadermi con il concetto di necessità.
Una cosa è certa non puoi dimostrarlo con il concetto di previsione e nemmeno affermando che una sedia è una sedia, al massimo puoi affermare che la sedia è e basta, cioè non puoi dimostrare che la sedia non sia te. :giagia:
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Ma il principio di necessità è aria fritta per uno che arriva a negare il principio di identità. In altre parole... Se sostieni che la sedia potrebbe non essere sedia (e questo eventualmente lo dovresti dimostrare tu, perchè lo affermi tu) che te ne fai della necessità ontologica? :gratgrat:


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Certo, ma il nome degli oggetti è solo un etichetta... Se vuo posso scrivere la classica formula A = A piuttosto che Pippo = Pippo.... Per me cambia poco, a meno che sia un esame di logica........
Ad ogni modo, a parte queste sottigliezze... Riesci a dimostrare che un ente non è quello che è? Se non riesci l'obiezione è molto speculativa........


Il problema è che il dimostrare che un ente è quello che è, non implica che quella che tu pensi sia una sedia fra un minuto non appaia come un dinosauro, ma questa impossibilità di apparire come un dinosauro è alla base della tua tesi, quindi il dimostrare che l'ente è quello che è ti aiuta solo nell'ambito della tua concezione erronea dell'ente. :giagia:
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.








Puoi farmi un esempio concreto? Scusa, ma quando parlo con te di questioni del genere faccio sempre una gran fatica a comprendere cosa intendi dire, problema mio..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.