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  1. #1
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    Question che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    scomunica?

    ho googlato ma non ho trovato la risposta...:gratgrat:
    Ultima modifica di Odissea; 26-05-10 alle 14:09

  2. #2
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    scomunica?

    ho googlato ma non ho trovato la risposta...:gratgrat:
    Se non erro, è una conseguenza della scomunica. L'esclusione dalla comunione con la chiesa causa l'esclusione dala comunione eucaristica e, essendo la comunione eucaristica la comunione sacramentale unita alla comunione spirituale, all'atto pratico la scomunica agisce escludendo lo scomunicato dal sacramento. (sia come pena che per evitare che lo scomunicato si macchi di sacrilegio).

  3. #3
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Se non erro, è una conseguenza della scomunica. L'esclusione dalla comunione con la chiesa causa l'esclusione dala comunione eucaristica e, essendo la comunione eucaristica la comunione sacramentale unita alla comunione spirituale, all'atto pratico la scomunica agisce escludendo lo scomunicato dal sacramento. (sia come pena che per evitare che lo scomunicato si macchi di sacrilegio).
    eh io infatti ho pensato che fosse questo il significato ma non riesco a trovare una conferma.

    (...)
    Scomunica nella Chiesa cattolica romana

    Nell'ambito del diritto canonico cattolico, la scomunica è la più grave delle pene che possa essere comminata a un battezzato: lo esclude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall'appartenenza alla Chiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i sacramenti.

    La scomunica è una delle tre censure ecclesiastiche previste dal diritto canonico: le altre censure sono l'interdetto e la sospensione a divinis (quest'ultima può essere inflitta solo ai chierici). La scomunica può essere inflitta solo a una persona fisica, laica o ecclesiastica, non a enti e confraternite, e cessa con l'assoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa.

    È tuttavia da notare che, per quanto la scomunica sia una pena di enorme gravità, è comminata dalla Chiesa avendo riguardo alla sola salus animae del battezzato[1]. Infatti, lo stato di peccato grave, di per se solo idoneo a dannarlo, se accompagnato a comunione sacrilega, aggraverebbe il suo stato di peccato. Inoltre, chi commette peccato grave, specie quelli per i quali è comminata la pena in discorso, è, di fatto, fuori dalla comunione con Cristo Gesù, ergo, scomunicato. Dunque, non si tratterebbe solamente di un provvedimento giuridico di particolare gravità, ma anche e soprattutto di una forma di tutela dell'anima del peccatore.

    Tipi di scomuniche

    Anticamente esistevano vari gradi di scomunica, il "minore" o dei tolerati (tali persone erano comunque ammesse all'interno della comunità) e il "maggiore" per i vitandi (persone "da evitare", quindi escluse dalla comunità).

    Oggi le scomuniche si definiscono latae sententiae se scaturiscono da un comportamento delittuoso in quanto tale e non è necessario che vengano esplicitamente comminate da un ente ecclesiastico: chi compie un certo atto si trova a essere scomunicato automaticamente. Si definiscono invece ferendae sententiae se non sono automatiche, ma devono essere inflitte da un organismo ecclesiale.

    Esistono anche le scomuniche "riservate": infatti in genere una scomunica può essere tolta dal sacerdote durante una normale confessione; se però la scomunica è riservata al vescovo, può essere tolta solo da un vescovo o da un suo delegato; se è riservata alla Santa Sede, può essere tolta solo ricorrendo a essa (attraverso il competente ufficio della Curia romana, cioè la Penitenzieria apostolica). Naturalmente le scomuniche "riservate" sono quelle associate ai delitti più gravi.

    Le scomuniche sono disciplinate dal Codice di diritto canonico ai canoni 1331 e 1364-1398.
    Scomuniche latae sententiae riservate alla Santa Sede [modifica]
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Latae sententiae.

    Viene scomunicato ipso facto e deve ricorrere alla Santa Sede:

    1. chiunque profana le specie consacrate (ostie) dell'Eucaristia, oppure le asporta dalla riserva eucaristica (Tabernacolo) o le conserva a scopo sacrilego (can. 1367), può essere anche assolto da un normale sacerdote, su delegazione dell'ordinario del luogo. Non si consideri scomunicato chi per una sola volta apra il tabernacolo e non tocchi l'eucarestia per pregare. Il fatto va comunque confessato.
    2. chiunque usa violenza fisica contro il papa (can. 1370 §1)
    3. il sacerdote che in confessione assolve il proprio complice nel peccato contro il sesto dei dieci comandamenti. (can. 1378). Questa assoluzione, inoltre, è anche invalida (can. 977)
    4. il vescovo che consacra un altro vescovo senza mandato pontificio e lo stesso vescovo appena consacrato (can. 1382)
    5. il sacerdote che viola direttamente il sigillo sacramentale della confessione, cioè rende pubblica l'identità di un fedele e i suoi peccati (can. 1388)
    6. l'appartenente a logge massoniche.
    7. l'appartenente a gruppi o collegati al satanismo.

    Scomuniche latae sententiae non riservate alla Santa Sede [modifica]

    È scomunicato automaticamente:

    1. chi ricorre all'aborto ottenendo l'effetto voluto e chi procura tale aborto (can. 1398); attualmente la remissione di questa scomunica è stata riservata al vescovo, il quale può decidere se e quali sacerdoti hanno l'autorizzazione per rimetterla;
    2. chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1).

    Anche la simonia o altri accordi condizionanti l'elezione del papa nel conclave, come stabilito dalla costituzione apostolica Universi dominici gregis, fanno incorrerere nella scomunica latae sententiae.
    Effetti [modifica]

    Prima della nascita degli stati di diritto, la scomunica aveva gravi effetti sullo scomunicato, anche volendo prescindere dalla sua aura religiosa: nella pratica era una "morte civile", lo scomunicato cioè perdeva qualsiasi diritto ed era alla mercé di chiunque avesse interesse a perseguirlo. Per esempio non poteva più richiedere il pagamento dei crediti, poteva essere derubato, ucciso e quant'altro, senza che i responsabili ne fossero incriminati, come se si trattasse di una sorta di "belva umana"[senza fonte]. Quindi chi subiva la scomunica, per contenerne gli effetti, doveva essere in una posizione sociale di alto livello per garantire la propria sicurezza nonostante il decadere formale di ogni suo diritto: se un imperatore poteva anche ignorare la scomunica, forte di un sostanziale potere militare, difficilmente la potevano tollerare a lungo i commercianti di una città scomunicata, soprattutto se intrattenevano rapporti con altre città e paesi.
    (...)

    FONTE: Scomunica - Wikipedia

  4. #4
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    eh io infatti ho pensato che fosse questo il significato ma non riesco a trovare una conferma.

    (...)
    Scomunica nella Chiesa cattolica romana

    Nell'ambito del diritto canonico cattolico, la scomunica è la più grave delle pene che possa essere comminata a un battezzato: lo esclude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall'appartenenza alla Chiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i sacramenti.

    La scomunica è una delle tre censure ecclesiastiche previste dal diritto canonico: le altre censure sono l'interdetto e la sospensione a divinis (quest'ultima può essere inflitta solo ai chierici). La scomunica può essere inflitta solo a una persona fisica, laica o ecclesiastica, non a enti e confraternite, e cessa con l'assoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa.

    È tuttavia da notare che, per quanto la scomunica sia una pena di enorme gravità, è comminata dalla Chiesa avendo riguardo alla sola salus animae del battezzato[1]. Infatti, lo stato di peccato grave, di per se solo idoneo a dannarlo, se accompagnato a comunione sacrilega, aggraverebbe il suo stato di peccato. Inoltre, chi commette peccato grave, specie quelli per i quali è comminata la pena in discorso, è, di fatto, fuori dalla comunione con Cristo Gesù, ergo, scomunicato. Dunque, non si tratterebbe solamente di un provvedimento giuridico di particolare gravità, ma anche e soprattutto di una forma di tutela dell'anima del peccatore.

    Tipi di scomuniche

    Anticamente esistevano vari gradi di scomunica, il "minore" o dei tolerati (tali persone erano comunque ammesse all'interno della comunità) e il "maggiore" per i vitandi (persone "da evitare", quindi escluse dalla comunità).

    Oggi le scomuniche si definiscono latae sententiae se scaturiscono da un comportamento delittuoso in quanto tale e non è necessario che vengano esplicitamente comminate da un ente ecclesiastico: chi compie un certo atto si trova a essere scomunicato automaticamente. Si definiscono invece ferendae sententiae se non sono automatiche, ma devono essere inflitte da un organismo ecclesiale.

    Esistono anche le scomuniche "riservate": infatti in genere una scomunica può essere tolta dal sacerdote durante una normale confessione; se però la scomunica è riservata al vescovo, può essere tolta solo da un vescovo o da un suo delegato; se è riservata alla Santa Sede, può essere tolta solo ricorrendo a essa (attraverso il competente ufficio della Curia romana, cioè la Penitenzieria apostolica). Naturalmente le scomuniche "riservate" sono quelle associate ai delitti più gravi.

    Le scomuniche sono disciplinate dal Codice di diritto canonico ai canoni 1331 e 1364-1398.
    Scomuniche latae sententiae riservate alla Santa Sede [modifica]
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Latae sententiae.

    Viene scomunicato ipso facto e deve ricorrere alla Santa Sede:

    1. chiunque profana le specie consacrate (ostie) dell'Eucaristia, oppure le asporta dalla riserva eucaristica (Tabernacolo) o le conserva a scopo sacrilego (can. 1367), può essere anche assolto da un normale sacerdote, su delegazione dell'ordinario del luogo. Non si consideri scomunicato chi per una sola volta apra il tabernacolo e non tocchi l'eucarestia per pregare. Il fatto va comunque confessato.
    2. chiunque usa violenza fisica contro il papa (can. 1370 §1)
    3. il sacerdote che in confessione assolve il proprio complice nel peccato contro il sesto dei dieci comandamenti. (can. 1378). Questa assoluzione, inoltre, è anche invalida (can. 977)
    4. il vescovo che consacra un altro vescovo senza mandato pontificio e lo stesso vescovo appena consacrato (can. 1382)
    5. il sacerdote che viola direttamente il sigillo sacramentale della confessione, cioè rende pubblica l'identità di un fedele e i suoi peccati (can. 1388)
    6. l'appartenente a logge massoniche.
    7. l'appartenente a gruppi o collegati al satanismo.

    Scomuniche latae sententiae non riservate alla Santa Sede [modifica]

    È scomunicato automaticamente:

    1. chi ricorre all'aborto ottenendo l'effetto voluto e chi procura tale aborto (can. 1398); attualmente la remissione di questa scomunica è stata riservata al vescovo, il quale può decidere se e quali sacerdoti hanno l'autorizzazione per rimetterla;
    2. chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1).

    Anche la simonia o altri accordi condizionanti l'elezione del papa nel conclave, come stabilito dalla costituzione apostolica Universi dominici gregis, fanno incorrerere nella scomunica latae sententiae.
    Effetti [modifica]

    Prima della nascita degli stati di diritto, la scomunica aveva gravi effetti sullo scomunicato, anche volendo prescindere dalla sua aura religiosa: nella pratica era una "morte civile", lo scomunicato cioè perdeva qualsiasi diritto ed era alla mercé di chiunque avesse interesse a perseguirlo. Per esempio non poteva più richiedere il pagamento dei crediti, poteva essere derubato, ucciso e quant'altro, senza che i responsabili ne fossero incriminati, come se si trattasse di una sorta di "belva umana"[senza fonte]. Quindi chi subiva la scomunica, per contenerne gli effetti, doveva essere in una posizione sociale di alto livello per garantire la propria sicurezza nonostante il decadere formale di ogni suo diritto: se un imperatore poteva anche ignorare la scomunica, forte di un sostanziale potere militare, difficilmente la potevano tollerare a lungo i commercianti di una città scomunicata, soprattutto se intrattenevano rapporti con altre città e paesi.
    (...)

    FONTE: Scomunica - Wikipedia
    Ho cercato un po'di fonti.

    "Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che: "Non siano ammessi alla sacra Comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto" (can. 915). "

    (interdetti: Nella terminologia canonica della Chiesa cattolica, il termine interdetto (o anche interdizione) si riferisce ad una censura ecclesiastica. Nell'uso più comune è una punizione che sospende tutte le manifestazioni pubbliche di culto e ritira i sacramenti della Chiesa da una comunità, a volte da un'intera nazione. Un interdetto emesso contro una comunità è l'equivalente di un atto di scomunica nei confronti di un individuo. Un interdetto faceva sì che tutte le chiese venissero chiuse, e quasi tutti i sacramenti non venissero permessi (impediva matrimonio, penitenza, unzione degli infermi ed eucaristia).

    L'interdetto può essere anche una punizione rivolta ad un singolo individuo. È come una scomunica in quanto la persona non può ricevere i sacramenti e partecipare al culto pubblico, ma non vieta alla persona di continuare a detenere ed esercitare l'ufficio ecclesiastico. Interdetto - Wikipedia )

    Essendo la comunicazione sacramentale la comunione sacramentale il requisito "contollabile" in quanto "fisico" della comunione eucaristica, la norma agisce proprio su questo aspetto.

    (3. la Comunione eucaristica

    natura ed effetti della comunione

    17. I fedeli che si comunicano rettamente, mangiano sacramentalmente il Cristo intero e aumen- tano così la loro unione con Lui, ricevendo un accrescimento di grazia e di carità.

    La Comunione spirituale differisce da quella sacramentale per il fatto che nella prima non si assu- me il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, ma solo l'Anima e la Divinità.

    Nella Comunione sacramentale, benché con le specie eucaristiche si assuma sia il Corpo e il Sangue sia l'Anima e la Divinità, può non esistere una comunione di spirito (accoglienza del- l'Anima e della Divinità di Cristo) qualora chi riceve non sia spiritualmente accogliente.

    18. Mediante la Comunione eucaristica, ossia con l'uso del sacramento dell'unità in Cristo, è rafforzata l'unione reciproca tra i membri della Chiesa, nutriti dall’unico pane.

    Mediante la Comunione noi siamo liberati dalla nostre colpe quotidiane veniali e preservati dal peccato mortale.

    19. La Comunione è pegno della gloria futura e della eterna felicità. SdVM: Gesù Cristo nell'Eucaristia ANSDT )

    Non ho trovato riferimenti specifici alla formula ma penso che collegando le varie parti il significato(e perchè non sia un equivalente in senso stretto della scomunica) dovrebbe essere evidente.

  5. #5
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Grazie korgul, mi sembra molto utile a rendere più chiara la questione.

    a questo punto mi manca di capire un'altra: si può anche dire che il peccato che genera l'esclusione dalla comunione sacramentale è un peccato mortale?
    anche qui mi pare di si ma non ho trovato un testo ufficiale che lo affermi in modo chiaro.

  6. #6
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    Grazie korgul, mi sembra molto utile a rendere più chiara la questione.

    a questo punto mi manca di capire un'altra: si può anche dire che il peccato che genera l'esclusione dalla comunione sacramentale è un peccato mortale?
    anche qui mi pare di si ma non ho trovato un testo ufficiale che lo affermi in modo chiaro.
    Prego.
    Credo che non venga esplicitato nel diritto canonico. Il fatto che comunque gli atti che provocano scomunica o interdizione latae sententiae siano tutti configuarabili con materia grave, e che le attenuanti generiche del peccatola cui sussistenza inficino la pena siano tutti ascrivibili ad un difetto della piena avvertenza e del deliberato consendo lascerebbe supporre di si.
    D'altro canto, il fatto che l'interdizione possa colpire(e storicamente abbia colpito) un'intera comunità o nazione credo implichi non si possa parlare di necessità dell'interdetto di essere in stato di peccato mortale, essendo quello ascrivibile solo all'individuo, caso per caso.

    Se può essere d'aiuto posto un paio di fonti.

    SdVM: Gesù Cristo nell'Eucaristia ANSDT

    Rituale Romanum - De Sacramento Pænitentiæ - www.maranatha.it

  7. #7
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Prego.
    Credo che non venga esplicitato nel diritto canonico. Il fatto che comunque gli atti che provocano scomunica o interdizione latae sententiae siano tutti configuarabili con materia grave, e che le attenuanti generiche del peccatola cui sussistenza inficino la pena siano tutti ascrivibili ad un difetto della piena avvertenza e del deliberato consendo lascerebbe supporre di si.
    D'altro canto, il fatto che l'interdizione possa colpire(e storicamente abbia colpito) un'intera comunità o nazione credo implichi non si possa parlare di necessità dell'interdetto di essere in stato di peccato mortale, essendo quello ascrivibile solo all'individuo, caso per caso.

    Se può essere d'aiuto posto un paio di fonti.

    SdVM: Gesù Cristo nell'Eucaristia ANSDT

    Rituale Romanum - De Sacramento Pænitentiæ - www.maranatha.it
    edit
    Ho sbagliato a copincollare il primo link
    Doveva essere questo:
    Latae sententiae - Wikipedia

  8. #8
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    Predefinito Rif: che significa "esclusione dalla comunione sacramentale"?

    ari-grazie.

    ho trovato quello che volevo sapere in particolare.

    (non sarebbe male una bella opera di semplificazione-chiarificazione nel catechismo, sennò per un cattolico certe cose rimangono un po' troppo fumose)
    Ultima modifica di Odissea; 26-05-10 alle 18:35

 

 

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