OMNIA SUNT COMMUNIA

Karzai, «ritiro degli alleati o pronto a negoziati separati con i talebani»

Intanto Obama annuncia altri 20 mila uomini in Afghanistan
Cessare le operazioni militari in Afghanistan, a partire dalle zone occupate da civili, e definire un calendario per il ritiro delle truppe straniere
sono queste le richieste che il presidente Hamid Karzai ha posto ai membri del Consiglio di sicurezza.
Dopo l'accordo firmato fra Usa ed Iraq per l'abbandono del Paese da parte dei soldati statunitensi, ora anche il governo afgano cerca di arrivare ad una data definitiva per il ritiro, condizione tra l'altro indispensabile perché si possa instaurare un dialogo con i talebani. Ed infatti da Kabul, agli Usa e agli alleati più che una richiesta arriva un ultimatum: un calendario chiaro, altrimenti Karzai inizierà subito i negoziati con i talebani, nonostante il disaccordo di Washington.

Un dialogo che il presidente afgano ha più volte ricercato, chiedendo nel contempo una limitazione delle operazioni militari da parte delle truppe Nato ed Isaf, che sono ancora presenti nel Paese con circa 70 mila uomini (più di 2.300 gli italiani). Inoltre è chiaro che il neo-presidente americano Barack Obama pensa al ritiro dall'Iraq ma non certo dall'Afghanistan, dove anzi ha già annunciato di voler inviare altri uomini oltre i 32 mila che attualmente operano nella regione e che in questi anni sono stati protagonisti di attacchi e stragi di civili ingiustificate. “Errori”, come spesso vengono chiamati dai comandi militari, che hanno sollevato le proteste di Kabul e la rabbia della popolazione che si traduce, ovviamente, in sempre minor sicurezza per i soldati Nato-Isaf.

«Noi abbiamo il diritto di cercare una soluzione verso la pace e la sicurezza, che vuol dire negoziati» ha spiegato il portavoce di Karzai, ribadendo l'intenzione di arrivare ad una pace separata con i talebani. Una strada difficile, per gli esperti di Washington, che leggono nell'ultimatum di Karzai più che altro l'intenzione di recuperare il consenso nel Paese in vista delle presidenziali nella prossima primavera.

(26.11.08)La Rinascita

ARDITI NON GENDARMI