Avevamo scritto che un , dopo averlo sentito accostare Silvio Berlusconi al piduista Rafael Videla, avrebbe preso a calci Travaglio per una settimana. Avevamo ricordato che Montanelli, con il piduista Roberto Gervaso, scrisse una Storia d’Italia in sei volumi.
Il cabarettista del Travaglino se n’è molto adombrato, e ha replicato spiegando che Gelli tentò di reclutare nella P2 anche Montanelli, «il quale però se ne tenne a debita distanza e, dopo averlo incontrato all’Hotel Excelsior di Roma, lo definì pubblicamente un magliaro».
Messa solo così, naturalmente, è una balla.
Come segnalato dal collega Gabriele Mastellarini, nel libro «Montanelli. Soltanto un giornalista» (Bur saggi, 2002) lo stesso Indro la mise come segue:
«Se Gelli ci avesse detto: se volete salvare Il Giornale dovete entrare nella P2, noi c’entravamo. Senza sapere cosa fosse, come è successo a tanti. (...)
Il Giornale assunse subito una posizione controcorrente rispetto a quella ch’era la smisurata leggenda nera imbastita sulla P2.
Ci fu chi sostenne che era perché il suo editore vi era coinvolto: Berlusconi risultò nell’elenco.
Ma prima di tutto non aveva mai avuto ruoli nella conduzione politica del Giornale.
E poi, come ho già raccontato, soltanto il caso m’aveva salvato dal ritrovarmici anche io.
Sapevo quindi perfettamente quale valore dare a quella lista».
Firmato: Indro Montanelli.
Contraffatto da: Marco Travaglio.
Filippo Facci www.ilgiornale.it 26 11 08
saluti




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un giorno scriverà che Montanelli era comunista

