http://www.corriereadriatico.it/arti...4508EB3F69E759

Spaccio e malavita dal Sud, cresce l’allarme nelle Marche


FERMO - L’operazione di ieri riaccende l’allarme sugli stretti legami fra la malavita del Sud e lo spaccio di droga nelle Marche. Gli arresti messi a segno in più regioni e in un periodo di tempo prolungato dimostrano quanto le grandi organizzazioni stiano cercando di sbarcare in maniera definitiva in un territorio che da tempo non è più l’isola felice degli anni scorsi. Un altro blitz, e parliamo di poche settimane fa, era stato messo a segno ad Ascoli, con 21 arresti e trecento chili di droga smerciati in dodici mesi. Le precedenti operazioni erano invece state effettuate a Civitanova e Ancona. Con l’ultima indagine a tappeto, quattro casi e sempre la droga che fa da ponte tra Marche e Campania. L’operazione ascolana era stata denominata Record: in manette 18 ascolani, due napoletani e un albanese. Valore del giro: circa due milioni. In quel caso la droga proveniva da Napoli ed era destinata ad acquirenti di Ascoli, San Benedetto, Folignano e Roccafluvione. A Civitanova le forze dell’ordine avevano invece individuato Ciro Fierro, 24 anni, componente dell’organizzazione camorristica campana degli scissionisti. Fierro venne bloccato mentre a bordo della sua Renault Clio si stava dirigendo dal centro della città verso la sua abitazione. Aveva con sé più di due chili di cocaina, una pistola calibro 9 con matricola abrasa e colpo in canna, oltre a 10 proiettili. Nell’auto anche 60 mila euro in contanti. Lo scorso marzo, invece, la maxi-inchiesta dei carabinieri portò a 33 arresti per un traffico di hashish e cocaina dalla Campania. L’indagine era stata coordinata dalla procura distrettuale di Ancona. Il sequestro aveva riguardato in particolare cocaina e hashish. Gli arresti Osimo, Jesi, Fano, Recanati e Civitanova. Ma anche Napoli, Salerno, Roma, Latina, Brindisi, Campobasso e L’Aquila. Per quanto riguarda l’inchiesta coordinata dal pm di Fermo Daniela Chimienti una svolta importante è stata rappresentata dalla morte dell’avvocato Angelo Di Muzio, trovato senza vita in spiaggia. Di fianco era stata trovata e sequestrata una siringa usata e sporca di sangue. Di Muzio era nel Fermano da un paio di giorni. Era arrivato dall’Abruzzo in treno e aveva con sé il biglietto del viaggio. Una tragedia consumatasi in una delle zone del Fermano, San Tommaso, fra le più tenute d’occhio dalle forze dell’ordine. Teatro di numerose retate. Ma anche di una fiaccolata, nell’estate scorsa, da parte dei residenti, pronti a far rinascere il quartiere, troppo spesso e a torto identificato solo con la criminalità.