



Scusa, ma quando Marx, mi pare nell'Ideologia tedesca, se ne esce con frasi come "non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza" ovvero "il pensiero dominante è quello delle classi dominanti" non ti sembra che abbia capito (e anticipato) già tutto il discorso posteriore? Non conosco granchè di Marcuse, Adorno e Horkheimer, ma mi sembra che tutte le loro riflessioni siano già contemplate dal materialismo storico, o no? Certo, le forme di dominio psicologico e controllo sociale cambiano di epoca in epoca, si fanno più raffinate e teconologiche, non me la sentirei però di considerare il dominio dei mass media più pernicioso del dominio sulle coscienze esercitato per fare un esempio dal parroco, dal notabile, dal medico di paese in società contadine come la Russia di inizi '900 o la Sicilia degli anni '50. Il rincoglionimento collettivo dura finchè le grandi masse, per motivi molto terra terra, si risvegliano e allora saltano tutti gli schemi.
Il vizio culturale della sinistra 'post-moderna', certo vittima di una batosta storica di non poco conto, sta proprio nell'aver sostituito all'analisi della psicologia delle masse quella dell'individuo, insistendo sulla sua unicità e complessità e sull'immaterialità dei suoi bisogni, perdendo di vista il quadro storico d'insieme e maturando una profonda sfiducia nelle masse, il che a mio avviso si traduce in immobilità politica e derive idealistiche.
Insomma non contrapporrei il piano psicologico con quello materiale (socio-economico) in quanto è il metodo dialettico stesso che ci mette in guardia dal frantumare la realtà più di quanto essa non lo sia già. Dovremmo piuttosto ricordarci che ogni fenomeno umano è storicamente determinato e che è la storia,l'insieme delle vite dei singoli, non la coscienza o peggio il subconscio dell'individuo, il primo terreno in cui si producono cambiamenti epocali.


Quoto.
Si giustifica l'esistenza e l'influenza della scuola di Francoforte con la scusa dell'eccessivo economicismo di Marx, come se lui non avesse posto il problema della sovrastruttura.
Il fatto è che la scuola di Francoforte pone sulla sovrastruttura troppa attenzione e lo fa ridimensionando quasi del tutto il ruolo della struttura, tant'è che è stata ispiratrice della ribellione borghese del '68.
Come ho già datto l'altro giorno, il pensiero della scuola di Francoforte non è una versione antidogmatica e antideterminista del marxismo, è semplicemente un pensiero antimarxista. Pone delle questioni interessanti, ma le inserisce in un impianto che rinnega il materialismo storico e la lotta di classe.
Ridicola, poi, è la questione della Dialettica dell'Illuminismo.




Poi, ripeto, mi si viene a dire che Marx e obsoleto e la scuola di Francoforte no, che Marx è inutile e la scuola di Francoforte no.
Le rivoluzioni ispirate al pensiero di Marx hanno consentito la nascita di stati socialisti, la fine della povertà per milioni di persone, la fine del fascismo e del conflitto su scala planetaria e una speranza concreta di costruire il comunismo.
La "rivoluzione" ispirata alla scuola di Francoforte che ha prodotto? Un mondo identico a quello che nei loro libri hanno criticato, anzi, l'aggravarsi di quella situazione.


Sì, secondo me sono teorie già accennate in Marx, soprattutto nel primo, e soprattutto in Gramsci, e poi sintesi mirabile è in Pasolini, che secondo me andrebbe studiato come filosofo del marxismo italiano e non solo come scrittore.
Volendo banalizzare sì, si tratta di dare più o meno importanza alla sovrastruttura. E anche in parte di scollarla dal meccanicismo struttura-sovrastruttura, e intendere la psichica come forza a sè, rispondenti ad altri fenomeni materiali principali (impulsi, la scoperta dell'inconscio, e quindi le necessità psichiche irrazionali, domanda: sempre dipendenti dal contesto socio-economico?).
Insomma, gli operai votano Berlusoni per proiezione mentale, per irrazionale impulso desiderante, e più stanno peggio più adorano il feticcio inconscio (e la dialettica storica? perchè a volte non esplodono le contraddizioni?): insomma, esiste e l'una, e l'altra questione.
Francoforte, per come la vedo io, è una scuola specialistica sul tema "psichico", non è un dogma nè una filosofia alternativa al marxismo.
Ci sono parti che possono lasciare perplessi e parti più interessanti, è cmq una pagina di pensiero interna al marxismo sicuramente ineludibile.
Insomma, si ha da studiare, prendere quel che ci interessa, scartare quel che si reputa sbagliato, dannoso, o già superato.
Tutto qui.




Gemellino mio!
Dovresti leggere la Dialettica dell'Illuminismo di Adorno e Horkheimer, ti divertiresti un sacco.
E' una critica all'Illuminismo non in senso stretto, non quello del '700, ma alla tendenza dell'uomo e della civilità occidentale ad affidarsi alla conoscenza razionale e in questo modo a perpetuare la logica di dominio dell'uomo sulla natura, che obbliga a reprimere gli impulsi libidici, le pulsioni di vita e a cancellare il senso del mistero.
Alla faccia del materialismo storico![]()