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    Predefinito CLEMENTE GRAZIANI: Processo alle idee...1973

    A Roma nonostante la bravura ed il coraggio degli avvocati la sentenza di condanna è già scontata. Tutte le istanze della difesa sono respinte, anche le più ovvie. Graziani prepara un documento che tutti gli imputati sottoscrivono. Sono le ultime considerazioni morali su certa giustizia borghese, contenute nella memoria “Processo alle idee”, consegnata alla Corte da Graziani

    Afferma, fra l’altro, Graziani:

    “L’abbiamo già detto: non nutriamo alcuna fiducia nella giustizia democratica e borghese. E non ci si può dar torto. Uno stesso reato, configurato da una medesima legge, può essere giudicato in modo diverso, a seconda dell’appartenenza del magistrato a questa o a quella “corrente” o fazione in cui oggi è frantumato l’ordinamento giudiziario.

    Dopo aver ascoltato la motivazione di rigetto delle eccezioni di incostituzionalità espressa da questo Tribunale consideriamo già deciso il nostro destino e quello del nostro Movimento in questo processo.

    Pertanto i nostri difensori sono liberi, ove lo ritenessero opportuno, di rinunciare al mandato loro affidato, visto che noi stessi, per le ragioni suddette, consideriamo ormai inutile un loro ulteriore impegno al fine di evitare un macroscopico errore, non solo giudiziario. Così come riteniamo inutile e nient’affatto dignitosa qualsiasi forma di collaborazione che, sempre allo stesso fine, noi avremmo potuto fornire a questo Tribunale. La nostra presenza in questa aula quarta (senza alcun riferimento all’aula quarta dove si celebravano in epoca meno ipocrita processi di regime, ma davanti ad un Tribunale Speciale, con giudici in divisa e non protetti dalla toga) sarà d’ora in avanti limitata ai casi che il rituale giudiziario rende obbligatori.

    Signor Presidente, Signori del Tribunale. Non considerate il nostro atteggiamento irriguardoso nei vostri riguardi. Noi condanniamo un sistema, non coloro convinti di far bene nel servirlo sino in fondo e operano così in buona fede, senza cioè rincorrere l’interesse personale, come appunto, ne siamo certi, è il Vostro caso.

    Non è detto che uomini probi come Voi non possano cadere nell’errore. E l’applicazione della legge Scelba nei nostri confronti e nei confronti di qualunque altro gruppo o movimento è un errore storico.

    Non invidiamo il Vostro compito, Signori del Tribunale.

    Siamo qualcosa di ben diverso (e ve lo abbiamo dimostrato) dal fascismo e il sistema Vi chiede di condannarci come fascisti.

    Malgrado i rapporti supplitivi che, anche in questi giorni, arrivano al vostro tavolo dalle questure di tutta Italia, non avete trovato nulla che indichi il Movimento Politico Ordine Nuovo come un’organizzazione dedita alla violenza e il sistema vi chiede di condannarci come violenti, cioè Vi esorta, con mezzi subdoli e con pressioni politiche e psicologiche di ogni tipo e provenienza, ad esercitare Voi la più esecrabile delle violenze e degli arbitri: quelli che si mascherano e si proteggono sotto la toga.

    Il sistema Vi chiede di soffocare le idee con l’uso delle manette, ma Voi ben sapete che le idee non si distruggono con la persecuzione.

    Inoltre Voi sapete che, qualunque sia il Vostro verdetto, Ordine Nuovo vivrà.

    Il Movimento Politico Ordine Nuovo ha combattuto finora la sua battaglia rivoluzionaria contro la società borghese nel quadro della legalità, utilizzando quel minimo di libertà che lo Stato borghese e democratico ancora gli concede. Noi lottiamo contro questa società anche perché siamo convinti che essa tenda a sopprimere, prima o poi, ogni forma di libertà.

    Noi siamo quindi in attesa, Signori del Tribunale, per sapere dal Vostro verdetto se abbiamo ragione o torto, se Ordine Nuovo può continuare ad agire sul piano della legalità oppure se deve ricorrere ai mezzi di lotta previsti nei periodi di repressione e di persecuzione democratica”.

  2. #2
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    LA NOSTRA GIUSTIZIA SOCIALE

    Le imprese ai lavoratori


    I marxisti (socialisti e comunisti) cercano di attirarci nella trappola per schiavi che è l'Unione Sovietica. Ci parlano di "Stato socialista", di dittatura del proletariato. Ma lo Stato socialista è lo Stato-padrone, e noi non vogliamo nessun padrone.

    Così come non vogliamo nessuna dittatura: nemmeno la nostra.

    Vogliamo che sia rispettata la nostra libertà, vogliamo che sia rispettata la libertà di tutti.

    Comunisti e socialisti ci condannano a vita a essere e restare "proletari": noi, i nostri figli ed i figli dei nostri figli.

    Ora basta!

    Noi siamo uomini che lavorano, e prima di tutto vogliamo essere trattati da uomini, poi da lavoratori.

    Abbiamo capito che la lotta di classe non risolve i nostri problemi perché, continuando a frenare lo sviluppo produttivo, frena anche la possibilità di migliorare il nostro salario. Ma è questo che vogliono i marxisti per poterci meglio usare per i loro scopi!

    Abbiamo capito, da tanto tempo, che i capitalisti non possono fare i nostri interessi: a loro interessa guadagnare sul nostro lavoro, e noi non vogliamo più essere usati come muli perché altri si arricchiscano.

    NOI VOGLIAMO LAVORARE PER NOI STESSI!

    Da lavoratori dipendenti vogliamo diventare LIBERI PRODUTTORI ASSOCIATI: e vogliamo cominciare dalle imprese di Stato.

    Questo significa che vogliamo diventare i proprietari diretti del capitale e dei mezzi di produzione necessari a far funzionare l'impresa in cui lavoriamo: CON LE BUONE SE GLI ATTUALI PADRONI SARANNO RAGIONEVOLI, e con i mezzi necessari a vincere le loro resistenze se non vogliono capire che L'EPOCA DELLO SFRUTTAMENTO É FINITO!

    Vogliamo essere responsabili del nostro lavoro, di come lo organizziamo, di come lo amministriamo.

    Siamo cresciuti abbastanza per essere in grado di assumerci le nostre responsabilità: senza questa condizione saremo condannati ad essere per sempre oggetto e non soggetto del mondo del lavoro.

    Se siamo responsabili, e lo siamo, allora spetta a noi organizzare la produzione delle imprese dove lavoriamo, tocca a noi amministrare il nostro lavoro.

    Con questo, vogliamo dire che i dirigenti delle imprese devono essere di nostro gradimento, devono essere eletti da noi per le loro capacità.

    Agnelli può anche continuare a dirigere la FIAT, ma non più come padrone, non più come difensore degli interessi di azionisti sconosciuti che sfruttano il nostro lavoro.

    GLI AZIONISTI DOBBIAMO ESSERE NOI, e Agnelli (tanto per fare un esempio) potrà continuare a dirigere la FIAT se noi lo vorremo!

    Ma la FIAT (come tutte le altre imprese) deve funzionare bene: se una impresa non funziona bene, i dirigenti eletti devono essere responsabili davanti ai lavoratori, ma anche (penalmente) davanti allo Stato.

    Una impresa ha una funzione sociale, cioè interessa il popolo: per questo lo Stato deve intervenire per garantire gli interessi del popolo, la sua libertà, non solo con le parole ma con le leggi, con i fatti!

    Prendiamo in mano le redini del nostro destino, un destino da uomini e non da servi!

    Dibattiamo nelle nostre assemblee queste nuove proposte: ognuno di noi deve farsi sostenitore di questi nuovi obiettivi di lotta. Se qualcuno non è d'accordo significa che vuole continuare ad essere servo dei padroni o dei partiti!

    TUTTI UNITI PER LA VERA GIUSTIZIA SOCIALE, PER LA REALIZZAZIONE DELL'UOMO CHE É DENTRO DI NOI! NON SIAMO SOLO PROLETARI, SIAMO PRIMA UOMINI! QUESTA É LA NOSTRA RIVOLUZIONE: LA RIVOLUZIONE PER REALIZZARE UN ORDINE NUOVO DI LIBERTA' E DI GIUSTIZIA, IN CUI GLI UOMINI SIANO PADRONI DEL PROPRIO DESTINO!

    Gruppo di Azione Ordinovista / FIAT
    (Movimento Politico Ordine Nuovo)

  6. #6
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  7. #7
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  8. #8
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    FASCISMO A SINISTRA?

    Da «Lotta Continua» a «Potere Operaio », dal «Partito Comunista marxista· leninista d'Italia» a «Lotta Comunista », dalle« Brigate Rosse» ai «GAP »: è tutto un fiorire di iniziative sovversive, che « perseguono finalità antidemocratiche, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica, propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione ». Esattamente com'è pre*visto dalla legge 20/6/52 n. 645 (la famigerata « legge Scelba) », volta a reprimere le attività e le organizzazioni «fasciste ».

    A sinistra si rapina, si uccide, si rapisce, si ricatta, si minaccia, si fa ampio uso del terrorismo, si esalta e si realizza ogni forma d'azione politica violenta ... e tutto si giustifica in nome della mistificazione proletaria.

    A destra si deve subire ogni violenza, ogni ricatto, ogni limitazione delle libertà politiche e personali: se si "reagisce", si è messi fuorilegge! ,

    Il « sistema» politico italiano, basato sulla democrazia (l) che garantisce la libertà di associazione (!) ha deciso di passare alla fase repressiva più indegna, decidendo, stando ad una nota ufficiosa del Ministero .degli Interni, di mettere fuori legge e di sciogliere l'organizzazione politica « Avanguardia Nazionale ».

    Con questa iniziativa il sistema democratico ha sancito il proprio duplice fallimento: .

    1° - Il sostenere che, dopo trent'anni di democrazia antifascista, in Italia esista ancora un pericolo « fascista» ... vuol dire riconoscere di aver sbagliato tutto!

    2° - Mettere fuori legge un'organizzazione politica, qualsiasi essa sia, di*mostra ancora una volta che non possono esistere regimi democratici, ma coa*lizioni di interessi economici, di compromessi, camuffati da democrazia, sostenuti dalla farsa elettorale che si rinnova ogni cinque anni.

    Noi non siamo di « Avanguardia Nazionale », ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alla realtà politica che ci si prospetta. La decisione del Ministero degli Interni e del Governo sarebbe di una gravità estrema: sappiamo che potreb*be toccare anche a noi, potrebbe toccare a chiunque di voi.

    Noi abbiamo il torto di non voler essere servi, di non voler accettare la schiavitù del nostro popolo, di non voler accettare compromessi con il capitale (come da sempre accade per i partiti del regime, dal P.C.I. al M.S.I.): noi vogliamo essere uomini, vogliamo essere liberi, per questo hanno individuato in noi i più pericolosi nemici di questo sistema politico corrotto e corruttore, di questo sistema che inquina le coscienze. di questo sistema che toglie agli uomini la libertà di essere sé stessi!

    Noi, ORDINE NUOVO, già da tempo abbiamo rivelato la falsità e le mistifi*cazioni democratiche; già da tempo abbiamo deciso di combattere il sistema politico che ci opprime; già da tempo sappiamo che la nostra lotta sarà privata di tutti gli strumenti legali riconosciuti e concessi a tutte le altre organizzazioni politiche.

    Noi, ORDINE NUOVO, la nostra scelta l'abbiamo fatta da sempre: non sarà certo la repressione democratica clerico-marxista a fermarci; non sarà certamente una qualsiasi legge repressiva democratica ad impedirci di continuare la nostra battaglia!

    Mov. Pol. ORDINE NUOVO

    Cicl. in proprio - marzo 1973

    Casella Postale 165 - 10100 Torino

  9. #9
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    Predefinito La storia e la leggenda: ORDINE NUOVO. Dal CSON al MPON...

    Il 23 novembre 1973, rendendo esecutiva una sola sentenza di primo grado, il Ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani, contro il parere del Consiglio dei Ministri, che considerava anticostituzionale una simile misura, impose un Decreto Legge con il quale il Movimento Politico Ordine Nuovo era messo fuori legge, anche se in assenza di valide motivazioni.
    La repressione più feroce aveva inizio: perquisizioni, sequestri, licenziamenti, carcere, esilio, mandati di cattura a getto continuo, senza fondamento alcuno, perseguiteranno militanti e dirigenti in Italia ed all'estero. Elio Massagrande, fra i fondatori del M.P.O.N. morirà in esilio, come il Segretario Nazionale -anch'egli fra i fondatori- l'indimenticabile e mai dimenticato Clemente Graziani.
    Le richieste d'estradizione richieste a Grecia, Inghilterra, Spagna saranno rifiutate, mettendo in ridicolo il Governo italiano. Solo la Germania la concederà, ma solo perchè il Governo italiano mentì spudoratamente, falsificando la documentazione inviata alla Magistratura tedesca, che inizialmente riteneva ridicole le motivazioni addotte. Inutili i ricorsi ad Amnesty International: occorreva avere qualche "padrino" che, evidentemente, non solo non c'erano ma nessuno avrebbe mai voluto avere. Inutili i ricorsi all'A.C.N.U.R. : la risposta - ridicolmente assurda- fu che gli ordinovisti erano stati costretti ad uscire dall'Italia non "per ragioni politiche", ma "per sottrarsi ad un procedimento giudiziario"...!
    Contrariamente alle assurde fole diffuse dai "media". mai nessuna "Internazionale Nera" è mai esistita, e gli ordinovisti dovettero affrontare tutte le difficoltà dell'esilio in solitudine e miseria, braccati dalle Autorità italiane, in collaborazione con le polizie dei Paesi in cui erano localizzati.
    Non fu facile sopravvivere, come non fu facile per le famiglie e le persone care rimaste in Italia, in ansia per i propri congiunti dei quali solo raramente riuscivano ad avere notizia.
    Gli ordinovisti, rimasti in carcere o liberi in Italia, e quanti scelsero di continuare la difesa delle posizioni in esilio, ressero la prova con dignità ed onore. Era e rimane la cosa più importante, per poter essere d'esempio alle generazioni future.



    http://ordinenuovo.ilcannocchiale.it
    DOCUMENTI PER SFATARE, IGNORANZA, MALAFEDE, PREGIUDIZIO , PRECONCETTO, CARRIERISMI, DIKTAT DI OGNI SORTA E DI OGNI DOVE, FALSITA'

  10. #10
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    PREMESSA

    10 febbraio 2008

    Proporre all'opinione pubblica -a magistrati, giornalisti, storici, politici, alle istituzioni- dei documenti autentici ed originali elaborati nel tempo da Ordine Nuovo nelle diverse fasi della sua esistenza, si è reso indispensabile per il diffondersi canagliesco di ricostruzioni "storiche" assolutamente fantapolitiche, e delle peggiori, che non hanno neppure la caratteristica della credibilità se sottoposte ad un minimo di analisi ideologica, dottrinaria, storica, politica.

    Quanti hanno dedicato poco o tanto del loro tempo a ricucire elementi di fantasia, nel tentativo infantile e maldestro di attribuire a Ordine Nuovo la responsabilità della strategia della tensione, delle stragi ed in generale della violenza politica in Italia, hanno dimostrato soltanto di non essere dotati neppure del più elementare buon senso, della più elementare coerenza ricostruttiva ed interpretativa.

    Non ci risulta una qualche ricostruzione storica aprioristicamente antifascista che si sia posta il problema della ricerca su del materiale di documentazione originale. Siamo d'accordo su un punto: non è facile reperire questo materiale, perché la repressione del sistema democratico -durata anni e non ancora finita- ha pensato bene di appropriarsi indebitamente, sequestrandolo, della maggior parte del materiale di documentazione in possesso di dirigenti e militanti di Ordine Nuovo -nel corso delle centinaia di perquisizioni effettuate quasi sempre per ordine di magistrati politicizzati- trasferendolo nei sotterranei delle Procure di tutta Italia.

    Questo è un fatto, perchè, nel corso delle suddette perquisizioni, ai criminali di Ordine Nuovo non sono state sequestrate armi, esplosivi, piani di battaglia, progetti eversivi, ma essenzialmente libri, riviste, documenti politici programmatici, opuscoli, memorie, lettere, riviste, giornali, manifesti, volantini, musica, elaborati nel corso di due decenni di attività politica sempre svolta alla luce del sole.

    É un fatto che le condanne comminate a militanti di Ordine Nuovo, quelli effettivamente facenti parte del Movimento, si sono basate su motivazioni politiche ed ideologiche, mai su fatti di sangue o di grave violenza. Se qualche episodio di violenza può esserci stato, sempre lo è stato come risposta ad una violenza subita, ed in assenza della giustizia e dell'intervento delle forze dell'ordine, e sempre in presenza del linciaggio politico e morale dei mezzi di comunicazione di massa del regime democratico. Questo Blog prelude

    l’"Antologia Ordinoviana - Idee in Movimento per l'Ordine Nuovo", che, è un augurio, vedrà la luce per iniziativa di Salvatore Francia che, negli anni di vita di Ordine Nuovo (ed oltre...), ha vissuto gli avvenimenti dall'interno anche se, inevitabilmente, dal punto di vista che gli consentiva il fatto di operare a Torino e, sia pure limitatamente, in Piemonte, come in quello istruito da Vittorio Occorsio nel 1973 a Roma (detto dei 119: Salvatore Francia+118) e risoltosi nel 1988 con l’assoluzione degli imputati.

    In particolare è un fatto che mai, in Piemonte, si è verificato un solo episodio di violenza o di provocazione, sia pure di portata insignificante, che si possa riportare all'attività dei militanti del Centro Politico prima e del Movimento Politico Ordine Nuovo poi, fino allo scioglimento e dopo lo scioglimento.

    Questa verità fu confermata anche in sede processuale, nel procedimento penale istruito da Luciano Violante a Torino, anche da Ufficiali di Polizia e dei Carabinieri, chiamati a testimoniare.

    Dalla lettura dei documenti proposti, in un insieme non certo completo a causa delle difficoltà di reperimento dei testi per i motivi cui si è accennato, salta agli occhi in tutta la sua evidenza un percorso di coerenza senza eguali da parte di quanti hanno identificato la propria esperienza politica con la vita di Ordine Nuovo.

    Accusare Ordine Nuovo di essere stato in un qualche modo complice dei servizi segreti U.S.A., N.A.T.O., nazionali o di qualsiasi altro Paese, ed implicitamente del loro criminale operato, è quanto di più demenziale possa aver partorito vigliaccheria e malvagità umana, se di uomini si può ancora parlare!

    Sulla base di questa realtà siamo disposti ad affrontare qualsiasi dibattito con chiunque abbia interesse a far luce sugli episodi che hanno visto partecipe Ordine Nuovo. Siano essi sacerdoti della politologia antifascista, che magistrati addetti ai lavori. Documenti alla mano. Non intendiamo sentir parlare di maniaci, di supposti infiltrati, di provocatori o di personaggi che mai hanno fatto parte di Ordine Nuovo, come Vincenzo Vinciguerra, che sulle loro fantasie hanno cercato di dare una qualche giustificazione alla propria esistenza.

    Non ci interessano, se non agli effetti di una difesa in sede giudiziaria, le dichiarazioni maniacalmente fantastiche di testimoni di comodo alla ricerca di una qualche giustificazione al proprio autonomo operato.

    Con la nuova legge sulla "privacy" speriamo altresì di poter conoscere almeno in parte le cretinate registrate nei dossiers dei diversi servizi segreti.

    Speriamo di potere, nel tempo, ampliare il panorama dei documenti facenti parte del patrimonio politico e culturale di Ordine Nuovo: è un compito immane, come immane è la quantità del materiale prodotto.

    Diversi Governi, di ogni colore, si sono succeduti alla guida della Nazione. Maggioranze e opposizioni si sono alternate ripetutamente, ma nessun Governo ha avuto l’ardire di togliere il segreto di Stato su gravissime vicende che hanno sconvolto l’Italia in questo secondo dopoguerra. Appare evidente che nessun Governo lo può fare, perché tutti i Governi sono ancora sotto la tutela degli Stati Uniti, essendo ancora vigente, in quasi tutte le sue clausole il Trattato di Pace. Ogni Governo, di qualsiasi colore, per governare deve avere il placet degli Stati Uniti. Perfino nell’analisi del debito pubblico molto probabilmente troveremmo ancora il lascito dei danni di guerra (!!!), rimborsi per il Piano ERP e Piano Marshall, interessi compresi!

    L’Italia continua ad essere una Nazione a sovranità limitata.



    http://ordinenuovo.ilcannocchiale.it/post/1780357.html

 

 
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