PANNELLA AL SEMINARIO DI AREA DEMOCRATICA: "INTERVENGO ANCHE SE NON INVITATO"

lunedì 10 maggio 2010
PANNELLA AL SEMINARIO DI AREA DEMOCRATICA: "INTERVENGO ANCHE SE NON INVITATO" - Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

11 mar. - Marco Pannella, è intervenuto anche se non invitato come da lui stesso sottolineato, al seminario di Area Democratica, di seguito una trascrizione dell'intervento: " Vorrei intervenire - non invitato - nel seminario di Area Democratica, perchè credo che il dibattito dal e nel Pd occorre si svolga con sincerità. Vi sono alternative importanti, che sono forza, futuro, per la crescita di consapevolezza storica, antropologica. Beatrice Magnolfi ha accennato ai neuroni specchio, e al partito dell'empatia. Vorrei dirle, al di là del linguaggio, che credo lei abbia sentito e trasmesso la necessità della comune ragionevolezza civile e umana.
Il suo accenno ha avuto due risposte: una, straordinaria, quando Marini ha detto che lascia il congresso per andare a Bergamo dagli alpini, una risposta programmatica, progettuale, come le sue notazioni fatte in dialogo con Ignazio Marino, con la sua rigorosa, vigorosa, necessaria, empatica difesa liberal-democratica, direi cattolico-liberale. E poi l'altra risposta, oggettiva: l'appassionato e nello stesso tempo di gelida strategia, tanto strategica che viene nominata ma nel contenuto viene vigorosamente e totalmente rimossa, intervento di Marco Minniti.
Io mi onoro di avere la capacità di parlare al Pd come se fosse il mio partito - ho detto molte volte ad alta voce di essere pronto a prendere la tessera del Pd, e aspetto di sapere se l'invito rivolto da Emma Bonino alla doppia tessera in una recente assemblea del Pd mi consentirà di averlo.
Marini ha fatto un grande intervento di proposta e di governo. Si dice a volte riserva della Repubblica'. Dico anche che, a questo proposito, mi spiace molto che Gianfranco Fini abbia nell'ultimo anno non colto la necessità istituzionale, ma anche l'opportunità, per manifestarsi come riserva della Repubblica, e sia sceso - sceso, sceso - nell'agone cosiddetto politico italiano.
Quanto a Minniti, dice che una crisi immensa cerca di travolgere tutto e un grande partito deve avere una grande risposta. Ha presentato cos - senza volerlo - la sua nuova creatura.
Ha detto che da tempo non interviene nei dibattiti interni, che non è più il viceD'Alema che è stato, e che oggi ha ripreso la parola. Ha parlato come creatore, costitutore, creatore, in empatia con D'Alema, di una nuova Fondazione, si chiama ICSA. Vuol dire Intelligence Culture and Strategic Analysis. Interessante, no? E' una Fondazione che Minniti ha voluto fosse con la presidenza onoraria di Francesco Cossiga, cui è stata offerta. E il lavoro è stato serio.
Non far l'elenco prestigiosissimo, che ha comportato molto lavoro, con i suoi ammiragli, i suoi generali, i suoi tecnici di intelligence parigini, americani, della corrente Bush più di quella Obama.
Basta andare a vedere il sito. Straordinarie personalità del governo delle istituzioni italiane, davvero direi una possibile lezione di governo ombra fin d'ora, che trova corrispondenze già ufficiali. Una grande proposta politica, che si traduce anche in una proposta di legge (ICSA?) di cui si è poco parlato: firmata da Italo Bocchino e Massimo D'Alema, proposta ardita, apparentemente settoriale, anticipa e mette in opera una sorta di piccola rivoluzione compiuta contro la dottrina repubblicana, perchè stabilisce che c'è un solo Esercito, sicchè Gdf e Carabinieri non hanno come comandanti generali loro esponenti ma generali dell'Esercito.
La proposta di D'Alema dice no, per la GDF è la GDF che deve nominare il suo comandante generale. E' più che una ipoteca sulla dottrina Repubblicana.
L'intervento appassionato, strategico di Minniti, che sceglie questo momento per tornare a parlare nel Partito, dopo aver lavorato tanto, prefigura le risposte strutturali ed ideologiche alla tremenda crisi che paventano, della quale già manifestamente stanno lavorando per trovare risposte strategiche, di valenza storica. E qual è questa risposta? La grande proposta dell'unità nazionale, e in molti altri - ospiti o no - intervenuti a Cortona. La mia richiesta politica - io sono imprevedibile e nelle grandi trasmissioni non sono mai invitato.
La Fondazione ItalianiEuropei, malgrado Giuliano Amato, non ha mai invitato me o Emma Bonino.
Da D'Alema e Minniti in particolare, dall'interno del partito democratico, la grande urgenza e risposta dell'unità nazionale, e l'unità si fa con chi c'è. Con Berlusconi, non con altri. E Berlusconi, certo, è un po' pasticcione, ma ha già cominciato a dare prove.
E dunque è fascista, pericoloso. Ma occorre che accadano cose che per un minimo suscitino discussione.
Berlusconi nomina Massimo (che accetta) come presidente della commissione di fatto di indirizzo della attività dei servizi, che sempre più nel mondomoderno, e in Italia in particolare, costituisce una sorta di alternativa alla poltica estera della Farnesina.
E' l'unità nazionale, che come è noto si fa con il nemico importante, non con altri - per esempio Fini in questo caso. E' una scelta strategica.
Massimo D'Alema ripete le stesse cose, è strategica la Libia, è strategico Gheddafi, e credo che questo è quanto uno statista deve far comprendere. Eppure questa cosa - malgrado Radio Radicale - non ha prodotto nessuna discussione. Bisogna, se si è statisti, comprendere che anche l'oggetto della strategia che si propone, ha anch'egli la sua strategia.