C'è un'insostenibilità giuridica e religiosa del mantenimento del crocifisso nelle scuole e nei tribunali. Insostenibilità giuridica, perché si basa unicamente su due regi decreti fascisti che imponevano l'esposizione del crocifisso e del ritratto del re, palesemente in contrasto con la Costituzione repubblicana e da cancellare al più presto. Insostenibilità religiosa perché si basa su concetto di religione di Stato, abolito dalle nuove norme concordatarie, e sul principio etico aberrante della "superiorità" della religione cattolica su tutte le altre.
Il crocefisso nelle scuole è il grimaldello per scardinare la scuola pubblica separata e indipendente dalla religione e riportarla pienamente sotto le sottane dei preti e delle monache e il controllo diretto del capitale in camicia nera, esattamente come nel ventennio mussoliniano.
Tempo addietro ci furono dichiarazioni stupefacenti e inqualificabili del cacasotto Bertinotti, riportate anche, non a caso con grande evidenza, su Il Giornale del 30 ottobre, secondo cui "La politica deve stare un passo indietro rispetto a discussioni così controverse (sic!)...Se dovessimo decidere ex novo, non metterei nessun segno religioso. Ma un conto è mettere, uno è togliere. E io avrei qualche difficoltà a togliere il crocifisso".
http://www.pmli.it





