"Non so a chi sia venuta in mente, nella Cgil, l’idea di convocare una sciopero ’contro la crisi’ e, indirettamente, contro il governo Berlusconi, come se l’esecutivo italiano fosse responsabile della crisi finanziaria globale e dei suoi effetti sull’economia reale. Ma la mente che ha concepito questo proposito non appare ne’ brillante ne’ troppo consapevole delle conseguenze". Lo ha affermato il deputato del Pdl Benedetto Della Vedova, che ha osservato: "Uno sciopero puramente politico non rappresenta solo un abuso, poiche’ non ha per oggetto ne’ norme contrattuali, ne’ rivendicazioni salariali, ne’ questioni che attengono alle condizioni di lavoro, ma e’ volto unicamente a contrastare o condizionare l’esercizio dei poteri che la Costituzione assegna al Parlamento e al governo. Rappresenta anche un danno sotto un duplice profilo; economico, perche’ fermare l’Italia per un giorno in una fase economica di crisi e’ un contributo oggettivo alla dinamica recessiva; politico, perche’ di tutto ha bisogno il Parlamento fuorche’ di confrontarsi con un soggetto ’extraistituzionale’ che vorrebbe dettare, da posizioni massimaliste, i tempi e i contenuti delle scelte di politica finanziaria".
http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14468.htm




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