Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Regolamentazione Internet: proposta del Primo Ministro

    Non si conosce ancora nulla di questa proposta, presentata in termini molto generici. Da quanto ho capito il Primo Ministro vuole presentarla al prossimo G8 o G20.
    Quali secondo voi i settori/servizi che il Governo dovrebbe regolamentare che non lo siano già oggi?



    בראשית

  2. #2
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    Pare che si voglia evitarne la fruizione ai comunisti perchè invece di lavorare passano il giorno a scrivere cazzate pensando di cambiare l'opinione pubblica e invece più sono presenti più il piddì cala nei consensi. Per questo il WWF vuole evitarne l'estinzione.

  3. #3
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    Nessuna.
    Internet va bene così com'è,è uno strumento di libertà,guai al pagliaccio di palazzo chigi se si azzarda a toccarlo.

  4. #4
    Qui Quoerit Paperinik
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    Citazione Originariamente Scritto da bereshit Visualizza Messaggio
    Quali secondo voi i settori/servizi che il Governo dovrebbe regolamentare che non lo siano già oggi?
    Ecco, potete dire tutto quello che volete, ma per favore chiunque è d'accordo con qualunque ulteriore regolamentazione di internet la smetta di chiamarsi liberale.

  5. #5
    Con Il Popolo Palestinese
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Ecco, potete dire tutto quello che volete, ma per favore chiunque è d'accordo con qualunque ulteriore regolamentazione di internet la smetta di chiamarsi liberale.
    Io non sono affatto liberale,ma dico ugualmente giù le zampe dall'unico strumento di informazione libera.
    Internet lo oscurano i comunisti cinesi,che Berlusconi sia l'ultimo comunista rimasto in Italia lo so,ma si ricordi che qui non siamo in Cina.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Nessuna.
    Internet va bene così com'è,è uno strumento di libertà,guai al pagliaccio di palazzo chigi se si azzarda a toccarlo.
    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Ecco, potete dire tutto quello che volete, ma per favore chiunque è d'accordo con qualunque ulteriore regolamentazione di internet la smetta di chiamarsi liberale.
    E' l'unico mezzo informativo ancora libero dal suo controllo!
    Viva Internet libera! Abbasso il pensiero unico berlusconiano!

  7. #7
    Aderisci a Radical
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    Citazione Originariamente Scritto da bereshit Visualizza Messaggio
    Non si conosce ancora nulla di questa proposta, presentata in termini molto generici. Da quanto ho capito il Primo Ministro vuole presentarla al prossimo G8 o G20.
    Quali secondo voi i settori/servizi che il Governo dovrebbe regolamentare che non lo siano già oggi?



    בראשית
    Quelli protetti dal copyright, per garantire il diritto d'autore e gli investimenti delle aziende culturali.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicola bis Visualizza Messaggio
    Quelli protetti dal copyright, per garantire il diritto d'autore e gli investimenti delle aziende culturali.
    Per esempio? Osservando da esterno il fenomeno, devo ammettere che il copyright sembra diventare l'ultimo baluardo per una sorta di monopolismo di stampo retrò (fatte le dovute eccezioni, si intende). Io uso Linux come privato, Windows sono costretto ad usarlo in ufficio. Al momento sono connesso con XP per dover far girare una simulazione in matlab: io odio questo OS. Non sono libero di fare nulla.
    Fosse per me, qualunque produzione informatica dovrebbe sottostare alla GNU.
    Se ti riferisci invece a musica ed arte, farei dei notevoli distinguo. Tra chi l'arte la produce e chi sull'arte ci lucra a danno dell'artista. Tutelare il creatore non implica tutelare anche l'usurpatore.
    Vogliamo per esempio difendere il musicista che vede i suoi profitti ridotti a causa del p2p?
    Distinguiamo i problemi allora: 1) chi o cosa realmente danneggia il musicista 2) non è lo scambio di musica a far calare i profitti, ma l'attività lucrativa di alcuni in questo 3) quant'è la percentuale che il musicista XYZ si intasca dalla Sony o EMI quando pubblica un lavoro? 4) I contratti che firmano sono a vendite o fissi? 5) quante tasse vi sono sui prodotti artistici? Aboliamole tutte. Ci mancherebbe altro che dovessi pagare una tassa anche su "L'Ultima Cena" o su "La Traviata".

    Non sto condannando il profitto nel settore culturale: Caravaggio e Mozart morirono penosamente perchè non ottennero in vita il successo finanziario meritato. Ciò che non tollero è che il profitto finisca all'80% nelle tasche di burocrati, tassatori, statalisti.
    In fondo, in un mercato libero, tu puoi produrre quello che vuoi e valutarlo secondo tutti i parametri che ritieni opportuno. Ma se il pubblico non ti compra nulla, muori di fame. Ecco che forse conviene trovare un compromesso.

    בראשית

  9. #9
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    Giusto però anche tanti muratori sono morti poveri perchè non hanno ricevuto una rendita perpetua dalle case che hanno costruito. Chi compone musica o scrive è giusto che si faccia pagare profumatamente dalle case discografiche o editrici ma che percepisca una rendita a vita dalla SIAE, altro ente parassita e inutile proprio no. Altrimenti se hai una botta di culo a 20 anni a fare il motivetto giusto poi ti puoi adagiare tutta la vita a fare il mantenuto... e a me questo non va bene, io quello che progetto e costruisco una volta venduto non è più mio.

  10. #10
    Aderisci a Radical
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    Citazione Originariamente Scritto da Vecchio Van Visualizza Messaggio
    Giusto però anche tanti muratori sono morti poveri perchè non hanno ricevuto una rendita perpetua dalle case che hanno costruito. Chi compone musica o scrive è giusto che si faccia pagare profumatamente dalle case discografiche o editrici ma che percepisca una rendita a vita dalla SIAE, altro ente parassita e inutile proprio no. Altrimenti se hai una botta di culo a 20 anni a fare il motivetto giusto poi ti puoi adagiare tutta la vita a fare il mantenuto... e a me questo non va bene, io quello che progetto e costruisco una volta venduto non è più mio.
    D'accordissimo sull'ente parassita Siae.

    Citazione Originariamente Scritto da bereshit Visualizza Messaggio
    Per esempio? Osservando da esterno il fenomeno, devo ammettere che il copyright sembra diventare l'ultimo baluardo per una sorta di monopolismo di stampo retrò (fatte le dovute eccezioni, si intende). Io uso Linux come privato, Windows sono costretto ad usarlo in ufficio. Al momento sono connesso con XP per dover far girare una simulazione in matlab: io odio questo OS. Non sono libero di fare nulla.
    Fosse per me, qualunque produzione informatica dovrebbe sottostare alla GNU.
    Se ti riferisci invece a musica ed arte, farei dei notevoli distinguo. Tra chi l'arte la produce e chi sull'arte ci lucra a danno dell'artista. Tutelare il creatore non implica tutelare anche l'usurpatore.
    Vogliamo per esempio difendere il musicista che vede i suoi profitti ridotti a causa del p2p?
    Distinguiamo i problemi allora: 1) chi o cosa realmente danneggia il musicista 2) non è lo scambio di musica a far calare i profitti, ma l'attività lucrativa di alcuni in questo 3) quant'è la percentuale che il musicista XYZ si intasca dalla Sony o EMI quando pubblica un lavoro? 4) I contratti che firmano sono a vendite o fissi? 5) quante tasse vi sono sui prodotti artistici? Aboliamole tutte. Ci mancherebbe altro che dovessi pagare una tassa anche su "L'Ultima Cena" o su "La Traviata".

    Non sto condannando il profitto nel settore culturale: Caravaggio e Mozart morirono penosamente perchè non ottennero in vita il successo finanziario meritato. Ciò che non tollero è che il profitto finisca all'80% nelle tasche di burocrati, tassatori, statalisti.
    In fondo, in un mercato libero, tu puoi produrre quello che vuoi e valutarlo secondo tutti i parametri che ritieni opportuno. Ma se il pubblico non ti compra nulla, muori di fame. Ecco che forse conviene trovare un compromesso.

    בראשית
    Il profitto dovrebbe finire nelle tasche degli artisti e dei produttori, penso anche al cinema e alla Tv, a eventi musicali costosissimi, a produzioni musicali di alto impegno finanziario, agli editori che investono ecc. ecc, oltre che, ovviamente, agli autori.
    Le opere culturali sono protette, nella Ue, per 75 anni dalla morte dell'autore.
    Quindi Leonardo o Puccini sono ormai di pubblico dominio.

 

 

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