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Il sindaco di Torino rilancia il 'partito del Nord' e dice sì a un'alleanza con la Lega a patto che ''metta da parte l'impianto populistico che tiene fondamentalmente insieme quel partito''. Sergio Chiamparino intervistato da Lucia Annunziata a 'In mezz'ora' torna a parlare del progetto che vari sindaci del Settentrione vorrebbero mettere in campo all'interno del Pd per recuperare consensi, e ammonisce: ''Dobbiamo evitare di dar vita a un'iniziativa che sembri la caricatura della Lega o la copia, perché gli elettori alla fine scelgono sempre l'originale''. Al contrario, ''dobbiamo costruire un soggetto dotato di autonomia per contrastare la Lega sul terreno sul quale'' il Carroccio fa ''incetta di voti: il populismo. Se riusciamo a passare lì, allora sì che un discorso di alleanze diventa possibile''. Quanto al Pd, secondo il sindaco di Torino soffre di ''un problema all'origine. Il Pd nasce e ha correnti di presistema. Non tutti, ma alcune di queste aree, hanno visto nel Pd più un modo per costruire un contenitore ampio al cui interno riprodurre la propria area piuttosto che una sfida per creare un soggetto nuovo. E questo, quando viene calato nel territorio, diventa paralizzante''. Immediata la reazione del Carroccio che con Piergiorgio Stiffoni rivendica: ''L'idea federale è una nostra prerogativa e quello che vorrebbero fare, lo abbiamo già fatto noi. Loro sono troppo intelligenti, non potremmo mai arrivare alle loro vette, non potremmo mai competere con l'intellighenzia di sinistra, sono troppo alti. Noi lavoriamo in basso tra la gente e con la gente''. Il senatore leghista ammonisce: ''Gli esponenti del centrosinistra che scimmiottano la Lega non si rendono conto che comportandosi così sono come dei barakumin, la casta più bassa del Giappone''.