Siamo la città meno sicura d’Italia
Record di violenze sessuali
Il sociologo Barbagli: «Ormai è una caratteristica strutturale»
ULTIMI IN SICUREZZA. A distanza di un anno le cose non sono cambiate.
Secondo la classifica della qualità della vita elaborata dal quotidiano economico Italia Oggi in edicola oggi, Bologna è all’ultimo posto in Italia nella graduatoria della sicurezza: posizione numero 103 su 103 province.
Brutto record, per quanto possano valere queste classifiche di fine anno.
Nel dicembre 2007 eravamo al 102° posto. E in fondo alla graduatoria ci vedeva anche l’altra elaborazione, quella del Sole 24 Ore.
Secondo Italia Oggi paghiamo l’elevata incidenza di truffe, furti e rapine.
Altro poco invidiabile record, quello delle violenze sessuali sui maggiori di 14 anni mentre Rimini viene citata per il record delle violenze sui minori di 14 anni.
La classifica generale vede Bologna scivolare dal 4° al 21° posto (la prima è Siena che precede Trento e Bolzano; in Emilia Modena è settima, Reggio quindicesima, Ferrara ventiduesima) pur restando sempre nel primo gruppo, quello che denota comunque secondo i ricercatori una buona qualità della vita.
di RITA BARTOLOMEI
ULTIMI sulla sicurezza, un’altra volta. E’ impietosa per Bologna l’ultima statistica di ‘Italia oggi’.
«Intanto è bene chiarire che sono dati provinciali e non comunali. Questo si presta a una certa imprecisione. E poi i numeri sulle violenze sessuali sono inaffidabili. Perché solo il 3 per cento di quei reati sono denunciati, tutto il resto è oscuro. Così non sappiamo se le differenze nel Paese siano dovute anche a questo. Non riusciamo a dire nulla di esatto e affidabile». Marzio Barbagli, il sociologo, ha ‘scoperto’ nel ’95 il filone della sicurezza in crisi «e allora per Bologna era una novità».
Però non rassicura che oggi sia diventata una consuetudine.
«E’ vero, per certi reati si registrano valori record. E’ così da quindici anni per i borseggi; tassi più alti che altrove anche per le rapine in banca o i furti in appartamento. Questa ormai è una caratteristica strutturale, un tratto distintivo della città. Però mi colpisce un’altra cosa».
Sarebbe?
«Tra i candidati sindaci la sicurezza non mi pare un tema così dibattuto. Non mi sembra ne parli nessuno. Le statistiche lo confermano ma il problema è toccato solo marginalmente...».
E come se lo spiega?
«Forse i candidati si comportano come ha fatto all’inizio Cofferati. Da sindaco ha avuto il grande merito di porre il tema all’ordine del giorno, pur essendo uomo di sinistra. Ma prima non aveva capito dove stava andando e ripeteva: di queste cose si devono occupare questore e prefetto».
Poi è arrivato il decreto Maroni.
«Che riconosce ai sindaci poteri di ordinanza ad esempio sul degrado. Ma non è provato scientificamente che riducendo il degrado si riducano le forme di criminalità».
Insomma, per Bologna la maglia nera nella sicurezza è una condanna fatale?
«No, anche se la città ha alcune caratteristiche peculiari. Penso alla forte presenza di studenti universitari, di visitatori per le fiere.... Ad esempio: le mie indagini, anche sul 2007, dimostrano che qui c’è il numero più alto di denunciati rispetto alla popolazione per la violazione della legge sugli stupefacenti. E qui il sindaco non può fare molto. Rapine e furti possono essere ridotti e questo è avvenuto».
Resta quell’ultimo posto, però.
«Probabilmente i provvedimenti necessari a ridurre la criminalità a Bologna sono troppo difficili da realizzare. Perché la città ha aspetti complessi da modificare. Ad esempio la percentuale altissima di studenti».
Così non si rischia di criminalizzare una categoria?
«Non penso agli universitari come autori di reati ma come potenziali clienti degli spacciatori. E ci sono buoni motivi per pensarlo».
Non rientra mai in queste statistiche la violenza politica.
«E invece sarebbe giusto ci fosse. Bisognerebbe vedere i dati, che sono difficili da raccogliere. Ma non mi pare ci sia un caso bolognese di cui preoccuparsi. Per fortuna il clima è incomparabilmente diverso rispetto agli anni Settanta. Quelli di oggi sono residui del passato».
da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 8 dicembre 2008




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