Questo è il vero cancro delle regioni meridionali oltre al clientelismo.
http://www.repubblica.it/interstitia...al1385703.html


Questo è il vero cancro delle regioni meridionali oltre al clientelismo.
http://www.repubblica.it/interstitia...al1385703.html


Qui si parla di FI, UDC e delle LORO liste.
Gradirei sapere da te, ora, chi sono i capi di tali Partiti e dove hanno avuto i natali.
Un cancro appartiene all'intero corpo, e non solo alla parte interessata.
E l'Italia è ancora governata da un unico Parlamento nazionale.


E cosa ha scelto da sempre in campania la camorra?
Quando è che la piantiamo di ritenere che tutto il male stia da una parte e tutto il bene dall'altra? Perchè mi pare assodato che grazie a questo dualismo stupido mafia e camorra prosperano indipendentemente da chi vince le elezioni. E visto che è così è quindi evidente che trovino modo di accordarsi sia con gli uni che con gli altri.


l'attuale governo sta contrastando come mai prima la criminalità organizzata
questo è quello che conta
ma ci credi davvero alle panzane che scrivi????
Con chi parlava al telefono il tuo Marcello???
Si si, proprio quel marcello che ha dato dell'eroe ad un assassino mafioso ergastolano.
Certo, se cominciamo a considerarli eroi, è chiaro che il termine "mafiosi" non avrà più motivo di esistere...![]()




E' vero che tale fenomeno oramai è generalizzato a tutte le regioni d'Italia nessuna esclusa e tale organizzazioni o sono radicate direttamente nel nord Italia o hanno complicità e collegamenti con imprese e amministratori del nord, tanto è vero basta ricordare la "mala del Brenta" che erano veneti.
Per quanto riguarda i luoghi di nascita del Berluska e Casini contano relativamente, perchè per loro, anche se il discorso vale anche per gli altri partiti, basta vedere l'alleanza tra la lega e il Mpa, contano solo i voti che riescono a prendere a prescidere da chi li abbia poi effettivamente votati, o le dichiarazioni tipo che Mangano era un eroe un po come i soldi che non hanno odore.
Ciò non toglie che purtroppo tale fenomeno, come dice anche il capo dello stato, affligge in particolar modo le regioni meridionali e riguarda la maggior parte dei partiti politici.
Il mio non è un discorso di parte perchè nessun partito politico è immune da poter essere iinfiltrato da questi "personaggi", ma chi fa talune dichiarazioni su Mangano o difende a spada tratta dei personaggi tipo "Cuffaro" poi se ne assume le responsabilità.


l'attuale governo sta contrastando come mai prima la criminalità organizzata
questo è quello che conta
repetita juvant


il fatto che il governo precedente abbia esordito con l'indulto che ha scarcerato trentamila delinquenti (tra i quali migliaia di mafiosi, camorristi etc) non basta a definire l'attività di questo migliore ipso facto, anche perché di proposte ''pericolose'' (messa in prova, braccialetto elettronico, limitazione delle intercettazioni) ce ne sono state (anche se tutte bloccate dalla lega, per il momento).
in ogni caso, sono due i canoni per giudicare l'attività di contrasto alle mafie di un governo:
1) le leggi che vengono approvate
2) i boss più importanti che vengono arrestati
visto che il governo è in carica da sei mesi, è prestino per un consuntivo, ma se (come previsto nel ddl sicurezza) approvassero l'inasprimento del 41 bis e la riapertura delle supercarceri per i capimafia, Pianosa e Asinara (chiuse dal governo di centrosinistra negli anni '90), e se arrestassero tutti i casalesi, sicuramente segnerebbero dei punti.
vedremo.


anzi, per essere onesti, c'è una norma antimafia molto importante che è già stata approvata da questa maggioranza nel decreto sicurezza, l'abolizione del patteggiamento allargato, come ricorda il pm anti-'ndrangheta Gratteri:
"La lotta alle mafie - dice Gratteri - non è la caccia alla volpe all'inglese, é uno studio che va fatto sulle dinamiche dei flussi di denaro, della cocaina. Spesso abbiamo visto grandi parate con posti di blocco e quant'altro con relative riprese di tv e giornali. Non é con l'esercito che si risolve il problema. Bisogna investire di più nel reclutamento della polizia giudiziaria, nel pagare meglio chi opera sul territorio. Servono norme adeguate". Ed a questo proposito, Gratteri cita una norma contenuta nel "decreto sicurezza". "E' passata sotto silenzio - dice il pm - ma è una grande cosa: il divieto del patteggiamento in appello per i reati di mafia. Se uno è condannato in primo grado a 24 anni, mediamente, in appello, non scende sotto i 20. Invece, fino ad adesso, con il patteggiamento le condanne scendevano a sei, sette anni. A mio avviso ci sarà anche ad una ripresa delle collaborazioni di giustizia. Finora non conveniva perché si usciva prima con il rito abbreviato e il patteggiamento in appello. Questo è solo un esempio di quello che si può fare con modifiche normative senza dispendio di uomini e mezzi e senza far vedere muscoli".
http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=4108