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  1. #1
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    Predefinito USEMLAB diventa associazione

    L'Associazione Usemlab Written by Francesco Carbone Wednesday, 28 November 2007



    Il 13 ottobre 2007 è stata fondata a Torino l’associazione Usemlab con il fine di “stimolare e promuovere il dibattito economico, con particolare riguardo alla difesa del patrimonio e ad una moneta sana”.
    I tempi stringono. Dopo l’inevitabile scoppio dell’ultima bolla, quella immobiliare, la resa dei conti del presente sistema monetario basato su valute non convertibili, torna a riavvicinarsi a passo più rapido.
    A differenza delle crisi precedenti il contagio alla bolla madre di tutte le bolle, quella del credito inflazionistico, è in questo caso immediato e diretto. Sotto processo, benché quasi nessuno ancora ne parli, è l’attività delle banche centrali. Per la teoria economica vigente e per la legislazione preposte a obiettivi di crescita e stabilità dei prezzi, le banche centrali sono in realtà, come spiega la teoria economica austriaca, le prime responsabili dei cicli economici.
    In un sistema dove il tasso di interesse è sempre più largamente manipolato, condizionato e distorto dall’esistenza delle stesse, con effetti a cascata che riguardano la sfera non solo economica, ma anche sociale e politica, è d’obbligo quindi approfondire il ruolo delle stesse, le soluzioni alternative, e auspicare in ogni forma il ritorno a una moneta sana, per la difesa di un patrimonio che non è solo materiale ma anche culturale e intellettuale. Questo il primario obiettivo della associazione che abbiamo costituito e che intendiamo portare a essere un punto di riferimento essenziale del dibattito economico in Italia.
    L’abbrutimento della società in un contesto altamente inflazionistico è una ricorrenza storica molto spiacevole. Benché ancora serpeggiante e nascosto, questo fenomeno si sta ripetendo ancora una volta e come prevediamo da tempo tenderà a inasprirsi ulteriormente nel prossimo futuro. Inutile mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, ancora più sbagliato scaricare le colpe su inutili capri espiatori. La correttezza di una analisi economica che sappia identificare le reali cause della crisi è fondamentale se si vuole evitare di ricorrere a soluzioni che in realtà non fanno che scavare fosse sempre più profonde. Purtroppo così è stato anche all’indomani dello scoppio della bolla tecnologica. Gli errori si ripetono sempre più gravi, con conseguenze sempre più critiche.
    Il nostro merito è di avere analizzato in questi anni le questioni economiche con puntualità e metodo, grazie anche al supporto teorico della scuola austriaca di economia. Lo abbiamo fatto passando attraverso tre edizioni del sito, l’ultima delle quali si è dovuta limitare per diversi motivi a un forum attivo, preciso e attento, in grado di realizzare nel corso dell’ultimo anno una ottima analisi corale.
    Abbiamo previsto con puntualità e anticipo molte dinamiche di mercato, a partire dal fenomeno del Subprime già evidenziato a febbraio, qualche mese prima che il bubbone esplodesse con tutte le sue tragiche conseguenze. Quindi a metà luglio la chiamata molto precisa sul top in fieri dei mercati azionari. Abbiamo previsto e seguito la nuova gamba ribassista del dollaro e ovviamente i nuovi massimi dell’oro, un mercato più rialzista che mai, ancora mal capito e interpretato dall’analisi tradizionale.
    Abbiamo seguito e continuiamo a seguire Ron Paul, di scuola economica austriaca, rivelazione dei sondaggi sulla corsa presidenziale americana, sul quale i giornali nostrani tacciono. Abbiamo tradotto pagine importanti di lingua inglese, che aiutano a capire meglio la situazione economica e politica di un paese le cui difficoltà non potranno non ripercuotersi sull’economia mondiale e globale.
    Adesso la volontà di fare un salto nella nostra missione ci ha spinto alla costituzione di una associazione che possa indirizzare e coordinare meglio le proprie attività. Incontri, articoli, libri, dibattiti, numerose collaborazioni con aziende di consulenza, per poter continuare a fare educazione economica e finanziaria, ma anche per poter guidare con successo quei professionisti che nel lavoro si ritrovano spesso disorientati tra dinamiche di mercato sempre più difficili da seguire e interpretare.

    Al più presto comunicheremo costi, modalità e prima offerta per i soci che già da adesso si accrediteranno come tali.

    Il Presidente
    Francesco Carbone



    www.usemlab.com

  2. #2
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    Il buon Francesco Carbone sta sfornando, in questi giorni che ci stanno approssimando al crack up boom, articoli su articoli.
    Eccovene un esempio, ma son tutti da leggere, su www.usemlab.com

    Soli e Disperati


    Sembra di essere al circo. No, purtroppo non è il circo, anche se fa ridere e fa piangere allo stesso tempo, è il mercato azionario più grande del mondo: ed è quello americano. A distanza di 7 giorni dal salvataggio delle due F. Lehman viene lasciata fallire. Succede perchè probabilmente la lehman era massa buona e sufficiente per attivare il buco nero. E in quel buco nero, raggiunta la massa critica, ci possono finire tutti alla velocità della luce.

    Per adesso c'erano già le due F a fare massa. Mettici anche lehman a distanza così breve, e il buco nero rischia di attivarsi succhiando tutti, anche chi sta lì per salvare tutti quanti. Quindi si fa fallire lehman, ma si salva la Merrill facendola comprare alla Bank Of America, per cercare di evitare il contagio, perchè a quanto pare la Merrill era la piastrina del domino dei derivati che seguiva la lehman.

    In ogni caso, e come avevamo previsto la buffonata di 8 giorni fa è stata risolta. Il tempo è stato un gran galantuomo, più generoso di quello che ci saremmo aspettati. Abbiamo vissuto a distanza di 7 giorni due lunedì uno opposto all'altro. Quello del delirio scorso, e quello del delirio odierno.

    Sette giorni fa il mercato volava in preda a euforie da massaie davanti a un bancone con il 50% di sconto sul prezzo della pasta. Oggi il mercato sarebbe dovuto crollare del 10% in un solo giorno, e invece teneva egregiamente grazie a un unico compratore, visibile, chiaro, evidente: il PPT. Nonostante ciò il consiglio di preparare le paperelle per il bagno atomico in arrivo si è rivelato più che saggio.

    Come avevamo scritto a suo tempo, i crash erano cose del passato. Con le nuove regole e le autorità di controllo più vigili che mai oggi non possono più avvenire. Bisogna trasformarli in crash al rallenti. In slow motion. Un poco al giorno per mantenere la fiducia. Un sistema con triliardi di debiti e riserve bancarie dell'1% dei depositi ha bisogno di fiducia. Altrimenti collassa nel giro di 24 ore. Comprare tempo. A qualunque costo. Oggi hanno comprato ancora tempo. Pagandolo caro.

    Per rispettare questo paradigma imposto nel 1987 e diventato oramai necessità, è entrato in scena ancora una volta il Plunge Protection Team. Mancava solo la musichetta di un cartone animato di supereroi. Tipo gli Incredibili. E' stato chiaro durante quei due rimbalzi delle borse americane. E anche nel rimbalzo del dollaro yen da 104.50 fino a 106.

    Addirittura a un certo punto le borse americane erano arrivate a recuperare gran parte delle perdite. Le guardavi e non sembrava vero che potessero risalire la china del baratro. Gente perplessa, stupita. Amici. Conoscenti. Noi no. La spiegazione era chiara: è solo il PPT in azione. Da solo.

    Eppure lo guardavamo dicendo: non è possibile quello che stanno facendo, è persino troppo stupido oramai. Se devono continuare a intervenire che lo facciano almeno 100-150 punti dell'S&P più in basso. Qua oramai non ha più senso. Continuare a tenerli su adesso è come mettersi nella situazione di un piccione chiuso in una gabbietta per canarini di fronte a una folla incarognita e armata di magnum 44.

    Ma chi è solo e disperato non sempre fa cose che hanno senso. E regala emozioni strane a chi si trova in quella situazione. Chi ha venduto su quel rimbalzo deve avere provato il brivido di Soros nel 1992. Era come tornare indietro nel tempo di 16 anni e vivere l'esperienza di poter affondare banca d'italia e banca d'inghilterra insieme sicuri del risultato finale.

    Eppure il mercato risaliva. Con AIG che perdeva il 70%. AIG l'assicuratore più grande degli stati uniti d'america. Un titolo del Dow Jones. Quasi 200 miliardi di capitalizzazione un anno fa, ridotti ad appena 15. Quattro volte la Lehman appena fallita. Ma non una banca d'investimento che fa speculazione e colloca cartaccia in giro per il mondo. Un assicuratore che investe soldi della gente, per pagare premi nel futuro. Una bomba finanziaria 4 volte più grande e con potenziale esplosivo al quadrato rispetto a lehman. E il mercato saliva. Delirio.

    La gente impazziva, giungevano voci di tagli dei tassi della BCE e della FED entro l'apertura delle borsa. Voci che sembra arrivassero da Citibank. Una delle prossime della lista. Se Paulson pensava di avere fatto il capolavoro con il salvataggio delle due F non sa ancora cosa lo aspetta. Forse toccherà a qualcun altro, ma entro cinque, dieci anni al massimo, lui o chi per esso, dovrà pensare a salvare se stesso, gli IOUSA . IOU in inglese sta per I OWE YOU, io ti devo, IOU USA la firma dell'america sul debito più grande del mondo e di ogni tempo.

    Addison Wiggin, il socio di Bill Bonner, quest'ultimo nostro grande ispiratore, uomo di gran classe, ci ha fatto anche un film. I.O.U.S.A., già nelle sale americane, chissà se arriverà anche in Italia. Figuriamoci, tra qualche mese tocca al nuovo film di Natale di Boldi & Co. Per fortuna nostra, siamo sicuri che prima o poi quei gran signori generosi del daily reckoning lo renderanno disponbile su Internet. E potremmo godercelo.

    Il reckoning day: il giorno della resa dei conti che si sta avvicinando, a passo sempre più veloce, anche se si continua con tutti i mezzi, con tutte le forze, contro ogni senso, a ostacolare quel processo inevitabile. Domani tocca alla FED. Probabilmente taglierà i tassi. Il mercato probabilmente rimbalzerà. Ancora una occasione per dargliene di più a quel compratore unico destinato a perdere. A questo punto neanche i tassi a zero potranno salvare il sistema IOUSA. L'oste ha chiesto il conto. Bisogna solo pagare.

    http://www.usemlab.com/index.php?opt...d=278&Itemid=1

  3. #3
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    quoto, usemlab è uno dei siti che visito di più in questi giorni...complimenti agli autori.

  4. #4
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    usemlab dovrebbe farsi sentire di più.
    bisognerebbe mandare un email a floris e farli invitare a ballarò

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca-;
    usemlab dovrebbe farsi sentire di più.
    bisognerebbe mandare un email a floris e farli invitare a ballarò
    sì vabbè

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da (Controcorrente Visualizza Messaggio
    sì vabbè

  7. #7
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Con questo rialzo artificiale, il più grande di tutti i tempi (a nostra memoria), è stato messo l'ultimo chiudo alla bara di un mercato zoppicante che ancora, in qualche maniera, nonostante gli interventi istituzionali sempre più massicci e pesanti, riusciva a preservare una sua qualche minima funzione vitale.

    Oggi, 19 settembre, hanno ucciso il mercato lì dove si pensava che fosse il più efficiente. Nella patria di un capitalismo oramai agonizzante da tempo. Non poteva essere altrimenti dopo che il nuovo socialismo americano aveva trionfato in quella funesta data del 7 settembre con il salvataggio delle due F.


    E' senza dubbio l'inizio di una nuova era. Il primo giorno di un qualcosa che nessuno aveva mai visto prima d'ora. Si è ufficialmente deciso, senza mezzi termini, nell'ultimo disperatissimo tentativo di risanare un meccanismo oramai rotto, che il mercato non può e non deve riaggiustare i propri parametri secondo l'azione spontanea dei suoi partecipanti.

    E' stata negata con questa azione disperata delle autorità quella funzione del mercato che premia le aziende di successo e punisce le aziende che sbagliano. E' stato impedito che banche, assicurazioni, finanziarie, un sistema quasi criminale che stava pagando i propri errori con il fallimento, ricevesse la sua giusta punizione dal mercato. In questo mondo, possono fallire gli imprenditori di qualunque industria, non i banchieri. Da oggi è finalmente chiaro.

    Un privilegio speciale concesso dallo stato. Non bastava quello di stampare moneta dal nulla grazie al moltiplicatore monetario. Adesso viene concesso un privilegio ancora più speciale. Godere della protezione dallo stato per gli errori commessi. Protezione che paghiamo noi taxpayers. I tartassati. Con il nostro lavoro e i nostri sudati risparmi.

    Non bastava farci pagare una burocrazia sempre più inefficiente e dilagante, e praticamente del tutto inutile. Adesso dobbiamo anche pagare i banchieri e le loro bische di affari. Vengono assolti dai loro errori con un premio speciale e rimangono tutti al loro posto. Onesti e farabutti. Senza distinzione. La distinzione la stava facendo il mercato. Non andava bene.

    Prima si vendeva spazzatura alla gente direttamente dagli sportelli. Adesso che la gente quella spazzatura non la compra più, non la vuole più, ha scoperto che non valeva quasi nulla, si consente a chi ha prodotto e accumulato troppa spazzatura di smaltire i rifiuti tossici direttamente in un gran bel superbidone finanziato guarda un po' sempre dai soldi del popolo che indirettamente torna a comprali contro la propria volontà, dietro la vacua promessa che tutto viene fatto per il loro bene!!

    Non solo, grazie all'aiuto di oggi, i banchieri potranno anche vendere nuove azioni delle loro società a un prezzo più alto di quello che ieri aveva stabilito il mercato. Le banche avevano bisogno di ricapitalizzarsi. Ma il prezzo del mercato era troppo basso e sarebbe stato penalizzante. Grazie all'aiuto di stato, potranno farlo a un prezzo per loro più remunerativo. Pagano ancora i risparmiatori, direttamente o indirettamente.

    E' defunta poi del tutto la funzione di price discovery. La più importante. Il mercato cerca di continuo il prezzo più equo possibile di un asset. Che remuneri ragionevolmente nel tempo l'investitore tramite il reddito che quell'asset che produce. Costituisce la sua funzione principale. Il prezzo di mercato è pertanto la guida fondamentale per le decisioni di allocazione dei capitali, perchè esse avvengano nella maniera più efficiente possibile (non perfetta, la perfezione non è di questo pianeta).

    Non bastava controllare e determinare artificialmente i tassi di interesse tramite le decisioni arbitrarie delle banche centrali. Oggi è stato impedito anche al mercato azionario di cercare in maniera autonoma quel prezzo più ragionevole possibile che dia un senso e orienti le decisioni degli agenti economici nella maniera più razionale possibile. Salta per aria pertanto ogni sistema di riferimento per un calcolo economico razionale. Siamo in pura economia di piano. Come nella russia di 20 anni fa.

    Da oggi le autorità hanno deciso definitivamente di impedire al mercato di scendere. Le azioni possono e devono solo salire. Finchè salgono infatti va tutto bene. Anzi quando il trend è al rialzo si cerca di pompare le borse il più possibile perchè un mercato azionario che sale da illusione di prosperità alle masse. Sono felici e possono essere rimbecillite più facilmente. Le bolle azionarie quindi non si impediscono mai.

    Si impedisce sempre e solo il ritorno dei prezzi a valori razionali. Una volta c'era la greenspan put che impediva al mercato di scendere. La sicurezza che prima o poi sarebbe intervenuto il banchiere centrale a salvare i mercati dal crollo. Oggi non ci sono più put di un banchiere centrale.

    Ci sono Bernanke - Paulson - SEC - FSA che cambiano le carte del gioco dalla mattina alla sera e stabiliscono che i numeri sul tabellone decisi dagli attori economici non vanno bene. Bisogna cambiarli dalla mattina alla sera. 1000 punti di dow jones, 140 di S&P, 350 di eurostoxx nel giro di 24 ore. Nell'illusione vana che domani possa cambiare d'improvviso anche l'economia reale.

    Puro delirio e pura follia. Ma per loro l'importante è sostituire dei numeri che mantengano la confidenza del popolo nel loro sempre più gigantesco truffone. E comprare ancora tempo per tenere le loro poltrone sotto il culo. Tu avevi un poker d'assi in mano, avevi fatto la tua puntata. Arrivano loro a dire che l'asso vale meno del sette e la doppia coppia più del poker. Calano la loro doppia coppia di 7 e di 8 e raccolgono tutto quanto messo in gioco. E se lo spartiscono con i loro compagni di merende.

    Da oggi quindi è vietato vendere allo scoperto. Forse fino al 3 ottobre, forse a data indeterminata. Qualora il mercato tornasse giù ancora una volta a causa di vendite naturali, di gente stufa e sfiduciata che vuole liquidare quello che ha, ringraziando anche per il prezzo speciale, non resterà che impedire del tutto le vendite e magari obbligare la gente per legge a comprare azioni. Il 20% dello stipendio tutti i mesi, altrimenti vi arrestiamo.

    La mossa di vietare le vendite allo scoperto ha inoltre due conseguenze da non sottostimare. Toglie liquidità al mercato, e toglie una futura domanda di sostegno al mercato.

    Toglie liquidità perchè innazitutto si tolgono di mezzo coloro che vendevano azioni prese a prestito. E in secondo luogo perchè così facendo si interrompe anche il naturale funzionamento del mercato delle opzioni dove il market maker ha la necessità, per poter operare, di andare "corto". La liquidità è importante per un mercato più efficiente. Con la mossa di oggi si sono eliminati dal casinò (oramai non è altro) quei partecipanti "cattivi" che tra l'altro agivano per punire le aziende che hanno sbagliato. Rimangono quelli buoni che possono solo comprare.


    Praticamente adesso che è diventata scomoda si getta sulla strada quella finanza che invece espletava a suo modo una funzione importante del mercato. Finchè quella industria dell'hedge funding serviva a tirare su le borse nell'onda speculativa rialzista tutto bene, la si faceva lavorare in pace. Anzi, diciamolo chiaramente, è solo grazie a tutta quella liquidità iniettata in questi anni che quella industria ha potuto svilupparsi in maniera abnorme. Prima li si è fatti proliferare. Poi li si è uccisi dalla mattina alla sera. Cosa faranno domani non si sa. Scatolone anche per loro come per quelli della lehman. E non sono pochi. Attenzione ai prossimi numeri della disoccupazione!

    Impedendo le vendite allo scoperto si toglie anche futura domanda di sostegno al mercato, perchè un domani quei venditori allo scoperto, che presto o tardi devono riacquistare i titoli "sani", ma anche quelli più marci, non saranno più presenti ad assorbire le vendite naturali. A questo punto se il piano di salvataggio fallisse (come dovrebbe ragionevolmente fallire se solo la gente riuscisse a ragionare cinque minuti con la propria testa) e arrivasse quella valanga di vendite che sarebbe naturale lecito aspettarsi di fronte all'assassinio del mercato azionario perpetrato oggi, sarebbe per le autorità un gran bel problema. Come già detto non rimarrà che obbligare i cittadini a comprare titoli, pena l'arresto.


    Il capitalismo agonizzante quindi è morto. E con se si porta la più grande scommessa fatta da uno stato oramai complice di quei colpevoli che hanno creato questa situazione. Se vincono, il prezzo sarà pagato dai tartassati, e da un mercato dei capitali che non sarà mai più quello di prima. Con conseguenze gravissime per l'economia reale. Se perdono la grande depressione del XXI secolo sarà cosa inevitabile. Una lose-lose situation. Il mondo ha da rimetterci in ogni caso. Perlomeno, questa volta e a differenza del 1929, il responsabile sarà ben chiaro. Impossibile sbagliarsi.

    http://www.usemlab.com/index.php?opt...d=283&Itemid=1

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    usemlab dovrebbe farsi sentire di più.
    bisognerebbe mandare un email a floris e farli invitare a ballarò
    ammetto che una discussione tra Tremonti ed uno di Usemlab sarebbe da cineteca, ma non crederai davvero che Floris gli inviterebbe...

  9. #9
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    comunque due settimane fa Usemlab è stato citato dal Sole 24 Ore, in merito all'oro...


  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbott Visualizza Messaggio
    ammetto che una discussione tra Tremonti ed uno di Usemlab sarebbe da cineteca, ma non crederai davvero che Floris gli inviterebbe...
    bah.. non lo so..
    cmq ricordo che era stato invitato un rappresentatne della adam smith society..
    quindi a stò punto potrebbero invitare anche quelli dell'ibl o di usemlab..

 

 
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