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  1. #1
    De Sade Passion
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    Predefinito Ora anche il Berluska vuole "regolamentare" internet nel mondo

    Inutile ripetere che dietro tutto questo c'è una certa etnia.

    Regolare Internet: su El Pais i blogger difendono la libertà della Rete

    Una proposta al G8 per regolamentare Internet nel mondo: l'annuncio del premier italiano Silvio Berlusconi rimbalza sui siti spagnoli grazie a un lancio dell'agenzia Efe. El Pais pubblica un breve articolo di cronaca e mette strategicamente in fondo una frase del presidente del Consiglio: «Precedentemente, il Cavaliere aveva promesso che la Rete sarà "un foro aperto a tutto il mondo"».
    E' la scintilla che innesca decine di commenti dei lettori, per lo più critici. «Internet sarà sempre libera, perché è globale e non si può controllare qualcosa che riguarda tutti e ciascun Paese del mondo», scrive un lettore che si firma "Libertà digitale inespugnabile". C'è chi esprime diffidenza per una misura proposta da chi controlla gran parte dei media in Italia: «Controllare periodici, reti televisive e ora Internet! E questa è una democrazia?», sbotta "diego-tauro". «Come sempre, la destra vuole evitare la circolazione delle idee. Internet è un foro aperto a tutto il mondo, di fatto è il più democratico che possiamo avere in questi tempi di cinismo oscurantista» osserva "Abraham Barrera".

    C'è chi evoca il Grande Fratello, mentre "Al" contro-propone che la rete controlli il G8 e "luisfer5000" si chiede: «E chi regola Berlusconi?». C'è anche qualche commento positivo: «Questa super-autostrada ha bisogno di semafori, come il sistema finanziario mondiale e la camorra. Indipendentemente dal fatto che Berlusconi non è il mio tipo, applaudo la misura», afferma "Farrar". Il commento di "pazzi" la butta sul ridere: «E' chiaro: poiché un'altissima percentuale del traffico su Internet è porno, e (Berlusconi) vuole tassare il porno…tutto combacia».
    L'articolo pubblicato su El Pais invece non fa commenti nel riferire le dichiarazioni di Berlusconi: nella prossima riunione del G8 che si terrà nell'isola della Maddalena, l'Italia farà la proposta «di regolamentare Internet nel mondo. A Internet manca una regolamentazione». C'è un capoverso di spiegazione: «La regolamentazione internazionale di Internet è una faccenda complicata ancora irrisolta nell'agenda della comunità internazionale, dato che l'ambito virtuale della Rete rende difficile e, talvolta, elude l'applicazione delle leggi di ciascun Paese». Il testo della notizia pubblicato dal sito spagnolo Abc va oltre, specificando che uno dei problemi è l'abitudine di scaricare da Internet contenuti culturali coperti dal diritto d'autore.

    Berlusconi, continua El Pais, ha sostenuto che «il luogo ideale per regolare Internet è il G8 e non l'Onu, dove c'è una "moltitudine" di Paesi e non si possono fare accordi». «In gennaio – si legge sul sito – presiederò per la terza volta il G8, che sarà un G20», perché alla riunione saranno rappresentati «l'80% dell'economia e il 72% della popolazione mondiale».
    e a difesa della libertà del world wide web.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

  2. #2
    De Sade Passion
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    Berlusconi vuole regolamentare Internet nel mondo


    Roma - Servono nuove leggi per Internet? Soprattutto: conviene davvero puntare ad armonizzare le leggi in vigore nei diversi paesi? E si può davvero farlo in barba alle Nazioni Unite e al processo di analisi partito ormai da anni? Queste e molte altre sono le domande che da ieri rimbalzano sulla rete italiana dopoché il premier italiano Silvio Berlusconi ha annunciato l'intenzione di portare al prossimo G8 "una proposta di una regolamentazione internazionale del sistema di Internet", "in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo".

    Poche parole, nessun dettaglio, dette a margine di un giro tra i server delle Poste, ma sufficienti a fare il giro della rete, viste anche le tante pessime prove del mondo politico italiano rispetto ad Internet: è altissimo il timore di nuove regole imposte dall'alto prodotte da chi di rete ne sa poco e senza il contributo della rete stessa. Ma a cosa si riferisce esattamente il premier?

    Nel merito delle molte ipotesi di queste ore, una direzione appare più chiaramente delle altre. Se il premier ha davvero in mano una proposta allora questa porrà senz'altro l'accento sul diritto d'autore, ossia il fronte su cui il vecchio apparato economico e produttivo è costretto a fare i conti con il nuovo che avanza. Al Governo, nonostante la debole opposizione di Maroni, non dispiace la Dottrina Sarkozy. Non solo: un recentissimo Ordine del giorno impone all'Esecutivo di rivedere le norme di contrasto alla pirateria svolta su peer-to-peer, abdicando ad un altro pezzettino di diritto alla privacy per consentire una più facile penetrazione delle major e delle loro denunce nelle attività telematiche.

    L'orientamento che sembra imporsi, e d'altra parte nella compagine di Governo rimangono tutti i principali artefici della famigerata Legge Urbani, è quello di un'Italia portavoce delle esigenze dell'industria, e ciò avrebbe tanto più senso perché il momento è propizio: non solo in Francia si procede verso il regime delle disconnessioni di Stato, non solo Regno Unito e Spagna sono tentati dal seguire la stessa rotta che tanto piace alle major, ma i ministri del Consiglio d'Europa proprio nei giorni scorsi non hanno trovato niente di meglio che cancellare le tutele richieste dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea a favore degli internauti e del diritto primario costituito dall'accesso ad Internet. Senza contare, sottolineano i più maliziosi, gli effetti positivi sui poteri forti che sarebbero causati da un irrigidimento delle normative di settore in un'epoca di grande trasformazione, che sta già comprimendo certe posizioni e certi profitti.

    Se è inevitabile ricondurre al diritto d'autore qualsiasi proposta di armonizzazione globale, certo in molti avrebbero preferito dichiarazioni più esplicite: l'esperienza, non solo in Italia, insegna alla comunità Internet quanto di rado nella stanza dei bottoni si facciano largo istanze nate sulla e dalla rete, anche quando in gioco c'è proprio il presente e il futuro della rete stessa. Né si può escludere che il premier intenda appoggiare anche l'iniziativa del proprio partito per una battaglia ad alzo zero contro i siti che diffondono contenuti razzisti e xenofobi, una proposta di legge in elaborazione che però i suoi promotori vogliono appunto che assuma un respiro internazionale. Trovare una convergenza su questo fronte, come sulla lotta al terrorismo, e il Decreto Pisanu del precedente governo Berlusconi non fu che anticipatore dell'orientamento comunitario, potrebbe non essere così complicato.

    Ma non è solo il merito a suscitare attenzione, la forma dell'intervento di cui parla il premier solleva infatti perplessità. Il premier ha dichiarato: "Sarò per la terza volta presidente del G8, che ha già come compito la regolazione dei mercati finanziari in tutte le nazioni; ho visto che per quanto riguarda Internet manca una regolamentazione comune", una questione che l'ONU è inadatta ad affrontare, in quanto le Nazioni Unite sono "pletoriche". Parole forti, soprattutto perché ormai da anni in sede ONU tutto il mondo discute di come convergere su Internet, si cercano mediazioni difficili e proprio l'Italia ha in quella sede un ruolo chiave grazie ad iniziative, discusse ma centrali nel dibattito ONU, come la cosiddetta Costituzione per Internet, inizialmente proposta dall'allora Garante della Privacy Stefano Rodotà addirittura nel 2003.

    Ma perché scartare il lavoro di migliaia di delegati che da anni si riuniscono in diverse città del Pianeta? Lo dice lo stesso premier, che spiega come nel G8 "invece, si discute, ci si interfaccia e si arriva a soluzioni concrete che poi tutti i Paesi si impegnano ad accettare". Il G8 è un consesso a cui aderiscono le maggiori economie, un insieme che sarà presieduto proprio da Berlusconi.

    Ad ogni modo le dichiarazioni del premier, come detto, sono tutto meno che esplicite ed anche per questo c'è chi le legge sperando che vadano nella direzione auspicata proprio in sede ONU. Il senatore Fiorello Cortiana, membro della Consulta sulla Governance di Internet, che da anni lavora a livello internazionale per questi obiettivi, ha rilasciato una nota in cui definisce la proposta Berlusconi una proposta "con una prospettiva internazionale, in cui l'Italia possa essere avanguardia. Queste tecnologie sono il futuro per tutto il mondo", una proposta che "fa ben sperare tutti coloro che in questi anni si sono adoperati per avviare un processo aperto ed inclusivo per un Internet Bill of Rights capace di armonizzare in modo evolutivo i diritti condivisi, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dalle Nazioni Unite 60 anni fa, con la natura interattiva, senza confini e senza condizione di scarsità costituita da Internet".

    "La dichiarazione del Presidente Berlusconi - continua ancora Cortiana - costituisce un buon auspicio all'apertura dell'IGF-Internet Governance Forum dell'ONU che si è aperto a Hyderabad in India. L'azione del nostro Paese partita con il Ministro Stanca che raccolse la mia proposta bipartisan e proseguita con il Ministro Nicolais e il Sottosegretario Magnolfi ha visto la nascita di una Dynamic Coalition, con ONG, Imprese, Governi, all'interno dell'IGF e ha trovato ampio interesse e sostegno nel corso dei due Dialogue Forum on Internet Rights promossi dall'Italia, il secondo a Cagliari lo scorso ottobre". Come a dire, insomma, che se una proposta italiana deve giungere in una sede così rilevante come il G8, le basi perché si tratti di una proposta ragionata, condivisa e di dialogo ci sono tutte.

    L'allarme lanciato da alcuni sulle dichiarazioni di Berlusconi non convince molti. Luca Sofri sul suo blog, ad esempio, scrive che probabilmente Berlusconi non sa di cosa parla e che domani si dimenticherà delle sue dichiarazioni ma avverte: "Piano con il riflesso condizionato dell'indignazione: le regole non sono una cosa sbagliata, in generale. Il problema è capire di quali regole parliamo. Se ciò che avviene in rete risponde alle norme e alle leggi su cui siamo d'accordo per quel che riguarda il mondo precedente a internet (se per esempio l'Iran allineasse le sue regole su internet alle nostre) non c'è niente da protestare contro le regole e la loro applicazione. Se si tratta di inventarne di nuove, allora protesteremo, come è avvenuto solo poche settimane fa su una minaccia e un progetto assai più seri e concreti".

    La sensazione che sia presto per strapparsi i capelli e che il premier non sappia di cosa sta parlando è espressa anche da Sergio Maistrello, mentre Massimo Mantellini suggerisce che è inutile preoccuparsi, visto lo scarso peso dell'Italia e del premier stesso in ambito internazionale. C'è naturalmente chi liquida la cosa come una dichiarazione che piacerà alla casalinga di Voghera ma più in generale sembra prevalere in rete un senso di attesa, per capire se quella di Berlusconi sia stata l'anticipazione di un qualcosa di più articolato, o magari già discusso con gli altri leader, o se vada più letto come un auspicio. In entrambi i casi toccherà attendere solo qualche settimana per saperlo: il premier sarà presidente del G8 a gennaio.

    http://punto-informatico.it/2495539/...nel-mondo.aspx

  3. #3
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    Mi piacerebbe sentire il parere dei vari "berlusconiani" del forum...

  4. #4
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    Internet è l'incantesimo sbagliato dall'apprendista stregone . Una innovazione che non si riesce pienamente a controllare : troppe voci nell'arena, impossibile intervenire per reprimere usando le regole e gli schemi attuali. Le intenzioni del berluska risultano inquietanti e patetiche , lui è solo una maschera, altro è il volto che si nasconde .

  5. #5
    Dio e Po***o
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    oggi alla TV ho sentito perfino l'attrice hollywoodiana Nicoel Kidman che diceva che Internet le fà paura ...per la troppa informazione che vi circola.

  6. #6
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    Quando per denigrare qualcuno usate la K sapete almeno il perchè viene usata proprio la K?

  7. #7
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    E' molto difficile inquadrare Berlusconi (a differenza di un Prodi).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da L'Europeo Visualizza Messaggio
    E' molto difficile inquadrare Berlusconi (a differenza di un Prodi).


    questa va in evidenza


  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da mayanti Visualizza Messaggio


    questa va in evidenza

    Perché?

  10. #10
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    Regolamentazione o no certi siti sono intoccabili http://www.ilmessaggero.it/articolo....=HOME_INITALIA

    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    Quando per denigrare qualcuno usate la K sapete almeno il perchè viene usata proprio la K?
    Perchè comunista penso.

 

 
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